Dal punto di vista naturalistico, la Sicilia è ricca di sorprese. Nella parte occidentale dell’isola, la Riserva Naturale Orientata dello Zingaro è un’oasi naturale di straordinaria bellezza. Qui il mare e la roccia si incontrano in stupende calette e la macchia mediterranea colora di verde la sponda costiera. Un paesaggio bucolico, considerato il più selvaggio di tutta la Sicilia, dove è possibile fare bellissimi trekking!

 

La Riserva naturale orientata dello zingaro è un lembo di costa situata nella parte occidentale del Golfo di Castellamare, precisamente nella Penisola di San Vito lo Capo (in provincia di Trapani).

Quest’area naturale protetta, gestita dall’Azienda Regionale Foreste Demaniali, è uno dei pochi tratti di costa della Sicilia dove non è presente una strada costiera: negli anni Settanta le immacolate coste della Sicilia iniziarono ad essere private della loro bellezza per costruire strade costiere, in modo da favorire la costruzione di residence e altre strutture ricettive, spesso gestite illegalmente. Questo fenomeno stava portando alla distruzione dell’immenso patrimonio naturalistico della Sicilia.  A partire dal 1974, le associazioni naturalistiche iniziarono a far sentire la propria voce e nel 1980, attraverso una marcia di protesta che coinvolse 3000 persone, occuparono la zona costiera tra San Vito lo Capo e Scopello. Dopo un anno, proprio in questo tratto di costa, fu istituita la Riserva naturale orientata dello zingaro.

 

[ Veduta sulla Caletta della Tonnarella dell’Uzzo, ingresso nord Riserva dello zingaro ]

 

LA RISERVA DELLO ZINGARO OGGI

La Riserva naturale orientata dello zingaro si presenta oggi come un tratto di costa selvaggio e incontaminato: con una superficie di 1650 ettari, si estende per 7 km da San Vito lo Capo a Scopello. Lungo il litorale, caratterizzato da falesie di roccia calcarea, sono presenti incantevoli calette, dove il mare si tinge di sfumature azzurre e turchesi; l’entroterra è caratterizzato dal verde della macchia mediterranea e dai monti circostanti, tra cui il Monte Speziale, che con i suoi 913 mt. è il più alto della Riserva.

 

[ Scorci della Riserva dello zingaro ]

 

CHE COSA FARE NELLA RISERVA

La Riserva naturale orientata dello zingaro è frequentata soprattutto in estate: molte persone decidono di trascorrere qui un’intera giornata per fare il bagno nelle acque limpide delle sue splendide calette. Ci sono anche tante barche che raggiungono la riserva via mare: dal momento che non possono ormeggiare, restano al largo e possono raggiungere i tratti della costa meno accessibili, come la Cala del Varo.

Ma il modo migliore per godere appieno della bellezza di questo luogo è a piedi, percorrendo uno dei tanti sentieri. Ci sono diversi sentieri che permettono di esplorare la riserva: per gli appassionati di trekking, sono stati istituiti 3 percorsi, che si differenziano per durata e difficoltà:

  1. SENTIERO COSTIERO

Questo percorso permette di attraversare tutta la Riserva dello zingaro percorrendo il sentiero che costeggia la costa rocciosa. Questo percorso collega i due ingressi della Riserva ed è lungo 7 km. Considerato il più semplice, è adatto anche ai bambini e permette di raggiungere tutte le calette e alcuni musei, tra cui il museo dell’intreccio. Punto di partenza e di arrivo sono l’ingresso nord (San Vito lo Capo) e l’ingresso sud (Scopello): il sentiero può anche essere percorso in senso contrario.

  1. SENTIERO DI MEZZA COSTA

Questo percorso si snoda all’interno della riserva e permette di raggiungere Borgo Cusenza: questo paesino oggi è disabitato ma rappresenta un’importante testimonianza di come un tempo si viveva nella Riserva. Nei primi del Novecento abitavano qui circa 40 persone: i pastori vivevano qui tutto l’anno mentre gli altri abitanti si recavano qui solo in estate e ritornavano a San Vito lo Capo dopo la semina. Il punto di partenza del sentiero è l’ingresso nord (San Vito lo Capo) e il punto di arrivo la Casa Forestale in C.da Uzzo. La lunghezza totale per percorso è di 7,5 km: è considerato il percorso di media difficoltà.

  1. SENTIERO ALTO

Il sentiero alto è il percorso più impegnativo e permette di raggiungere le zone più selvagge della Riserva dello zingaro. Considerando che all’interno della riserva non sono presenti punti di ristoro, questo percorso è consigliato ad escursionisti esperti e nei mesi autunnali o primaverili. Punto di partenza è l’ingresso Sud (Scopello), dietro al centro visitatori, e il punto di arrivo è la casa forestale. Il percorso è lungo 8 km ma si stimano 4 ore circa per percorrerlo tutto.

[ I sentieri della Riserva sono ben segnalati ]

 

Questi sentieri si incontrano anche con sentieri secondari e volendo, è possibile personalizzare il proprio percorso: l’importante è restare sui sentieri segnalati e valutare le proprie capacità e non sottovalutare il caldo se visitate la Riserva dello zingaro in estate!

Ecco il percorso che abbiamo fatto noi, per un totale di 4,5 km:

Partenza dall’ingresso nord (San Vito lo Capo): da qui abbiamo seguito le indicazioni per il museo delle attività contadine e poi abbiamo proseguito per la grotta preistorica dell’Uzzo. Dopo aver visitato il museo dell’intreccio, abbiamo raggiunto Cala Marinella e da qui siamo tornati indietro. Seguendo il sentiero costiero, ci siamo fermati nella Cala dell’uzzo, nel museo delle attività marinare e infine a Cal Tonnarella dell’Uzzo. Questo percorso, non eccessivamente lungo, permette di vedere alcuni dei punti di maggiore interesse della Riserva in meno di 2 ore  (con soste).

[ Un tratto del sentiero costiero ]

 

CHE COSA VEDERE ALL’INTERNO DELLA RISERVA

GROTTE NATURALI: nella riserva ci sono molte grotte carsiche, terrestri e marine, che si possono visitare con una guida speleologica. Ci sono 3 grotte accessibili che possono essere visitate in autonomia e che si trovano lungo i sentieri principali della Riserva. La grotta preistorica dell’Uzzo, la grotta di Mastro Peppe Siino, e la grotta del sughero. La grotta più vicina all’ingresso nord è la grotta preistorica dell’Uzzo: in questa ampia e grande grotta, sono stati rinvenuti i resti dell’uomo del paleolitico superiore. La grotta di Mastro Peppe Siino è un atrio che in passato veniva utilizzato come rifugio naturale. Infine, la grotta del sughero, si trova vicino a Scopello, ed è la più grande, con stalattiti e stalagmiti.

[ La grotta preistorica dell’Uzzo ]

 

CALETTE: Le calette della Riserva dello zingaro mi hanno ricordato tanto il mare della Sardegna. Sono calette caratterizzate dalla presenza di ciottoli bianchi, che permettono al mare di assumere tonalità turchesi. Queste calette sono tutte molto piccole e sono scavate nella ruvida roccia dolomitica che caratterizza il litorale. Entrando dall’ingresso nord, si incontrano le seguenti calette: Tonnarella dell’Uzzo, Cala Torre dell’Uzzo, Cala Marinella, Cala Beretta, Cala della Disa (o Zingaro) e Cala della Capreria.

 Queste calette possono essere raggiunte a piedi grazie a facili sentieri di accesso ma nessuna è attrezzata.

[ Cala tonnarella dell’Uzzo ]

MUSEI: all’interno della Riserva dello zingaro sono presenti dei piccoli musei che illustrano la vita dei contadini che in passato popolavano la Riserva. Ogni museo raccoglie oggetti e pannelli illustrativi che permettono di comprendere a fondo la storia e la abitudini di chi abitava all’interno della Riserva fino al secolo scorso.

 – Museo della civiltà contadina: illustra il ciclo del grano attraverso gli strumenti utilizzati dai contadini.

Museo delle attività marinare: in tre piccole stanze viene raccontata la tradizione della mattanza, con fotografie, storie e modellini.

Museo dell’intreccio: un tempo non si buttava via nulla e in questo museo sono raccolti gli oggetti della vita quotidiana che un tempo venivano creati con le fibre naturali.

Verso Scopello ci sono anche il Museo della manna e il Museo naturalistico, che pero io non ho visitato.

[ Museo dell’intreccio, all’interno della Riserva dello zingaro ]

 

INFO UTILI PER VISITARE LA RISERVA DELLO ZINGARO

INGRESSI: La Riserva dello zingaro si trova nella penisola di San Vito lo Capo (in provincia di Trapani) e ci sono 2 ingressi da cui vi si può accedere: ingresso sud (Scopello) e ingresso nord (San vito lo capo).  Da entrambi gli ingressi partono i sentieri che vi ho descritto sopra. Per entrare nella Riserva bisogna pagare 5€ e vi verrà data una mappa della riserva (che potete anche scaricare cliccando qui).

PUNTI DI RISTORO: all’ingresso della riserva ci sono dei punti di ristoro dove si possono prendere cibo e acqua. Attenzione: all’interno della riserva NON ci sono punti di ristoro! È bene portare con se tanta acqua.

ABBIGLIAMENTO: Ogni anno la Riserva dello zingaro è visitata da moltissime persone, che si recano qui per godere dello splendido mare. Anche se non scegliamo di fare trekking, è importante non dimenticare che per accedere a queste calette si deve camminare su sentieri sterrati: per tanto, bisogna munirsi di scarpe adatte e proteggersi dal sole.

PERIODO MIGLIORE: Il periodo migliore per visitare la Riserva dello zingaro è la primavera o l’autunno. L’estate è sconsigliata per le alte temperature. Se decidete di visitare la Riserva nei mesi estivi, ricordatevi che potreste andare incontro a temperature intorno ai 35-40 gradi: partite presto e munitevi di tanta acqua! 

Per ulteriori informazioni, ecco il sito web della Riserva dello zingaro: www.riservazingaro.it.

 

[ Le acque turchesi della Riserva dello zingaro ]

[ Sentiero interno che conduce alla Museo della civiltà contadina ]

[ Museo delle attività marinare ]

[ Cala dell’Uzzo ]

[ Sentiero interno nella Riserva dello zingaro ]


[ Museo della civiltà contadina ]

[ Scorci della Riserva dello zingaro ]

[ Sentieri nella macchia mediterranea ]


 

 
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