Creato per tutelare la wilderness dell’Alaska, il Parco Nazionale del Denali è un luogo dove la natura primordiale e maestosa regna incontaminata. Non ci sono sentieri, chi si addentra nel parco deve cavarsela con le proprie forze, convivendo con orsi, alci, lupi e altri animali che chiamano casa questo luogo incredibile. Non ci sono confini precisi: è il santuario della terra selvaggia, un territorio immenso, dominato dall’imponente sagoma del Denali, la montagna più alta del Nord America.

Questo parco offre un’esperienza di viaggio che ridefinisce il concetto stesso di “avventura”. Se stai pianificando un viaggio in Alaska, in questa articolo ti svelerò tutto ciò che c’è da sapere sul Parco Nationale del Denali, per pianificare al meglio la visita e le attività da fare.

La Storia e le prime grandi scalate: tra miti e sfide estreme

Per millenni, i nativi Athabaska del popolo Koyukon hanno chiamato la montagna che domina questo territorio Denali, che significa “Il Grande” (“The tall one”). Tuttavia, nel 1896, un cercatore d’oro lo ribattezzò Monte McKinley, in onore del candidato presidenziale William McKinley. Il monte mantenne questo nome per oltre un secolo: nel 2015 però, il governo federale sotto la presidenza di Obama ha ripristinato ufficialmente il nome originario “Denali”, restituendolo alla storia dei popoli nativi.

Il Denali è anche una delle Seven Summit, cioè una delle sette vette più alte del pianeta (le altre sono: Asia: Monte Everest (8.848 m), Sudamerica: Aconcagua (6.962 m), Nordamerica: Denali (6.194 m), Africa: Kilimanjaro (5.895 m), Europa: Monte Elbrus (5.642 m), Antartide: Monte Vinson (4.892 m), Oceania: Piramide di Carstensz / Puncak Jaya (4.884 m).

La storia delle prime scalate del Denali sembra uscita da un romanzo d’avventura: nel 1906, il pioniere Cook dichiarò di aver raggiunto la vetta e pubblicò persino una foto come prova. Ma poi si scoprì che la foto era stata scattata molto sotto la cima. Nel 1910 è documentata la spedizione Sourdough“: quattro minatori, senza alcuna attrezzatura scalarono la Cima Nord. Ma fu solo il 7 giugno 1913 che la spedizione guidata dall’arcidiacono Hudson Stuck, da Harry Karstens, da Walter Harper (il primo a mettere materialmente piede sulla cima) e da Robert Tatum, raggiunse la cima sud, conquistando la vetta del Denali.

Oggi il Denali viene scalato dai moderni alpinisti con lo stesso spirito ma rappresenta ancora oggi una vera e propria sfida: pendenze notevoli, clima mutevole e difficoltà tecniche, rendono la scalata una vera impresa.

Un Clima unico (e imprevedibile), che si auto-regola

Il clima del Denali è unico, cambia velocemente e si auto regola. Questo perché si trova vicino al Circolo Polare Artico da dove provengono correnti fredde, che incontrano l’aria umida del pacifico che proviene da sud ma con la presenza dalla barriera fisica creata dalla catena montuosa dell’Alaska (Alaska Range). C’è anche un’altra ragione: la vetta del Denali è molto imponente e non ci sono altre vette altrettanto alte intorno. È un enorme massiccio di 6.190metri che blocca le correnti provenienti da sud costringendole a salire, raffreddarsi e scaricare enormi quantità di neve. Questo scenario determina un microclima estremo, caratterizzato da repentini e drammatici cambi meteorologici. Si dice che solo il 30% dei visitatori vede la cima del Denali (il celebre “30% Club”): spesso infatti è avvolto dalle nuvole, che si formano ed intensificano nell’arco di poche ore.

Inoltre, ci sono escursioni termiche estreme: in estate le temperature diurne possono oscillare tra i 15°C e i 23°C, per poi crollare sotto lo zero durante la notte. Le nevicate sono sempre frequenti tutto l’anno e in inverno, le temperautre sono intorno ai -40gradi e i gelidi venti rendono invivibile i dintorni della vetta.

La fondazione del parco, la tutela della Wilderness e la filosofia del “Leave No Trace”

Fu Charles Sheldon che nei primi anni del ‘900, affascinato dalla bellezza di questo territorio e preoccupato dalla caccia spietata che minacciava le pecore di Dall (Dall sheep), promuovette la costituzione di un’area protetta. Ahime anch’egli era cacciatore ma il 26 febbraio 1917, grazie ai suoi sforzi, il Presidente Woodrow Wilson firmò la legge che istituì il Mount McKinley National Park, il primo parco nazionale dell’Alaska. Nel 1980 ci fu un atto storico: il presidente Jim Carter firmò l’Alaska National Interest Lands Conservation Act (ANILCA), triplicando le dimensioni del parco (2,1 milioni di acri!) e rinominato Denali National Park and Preserve.

Lo scopo fu quello di firmare un accordo che tutelava definitivamente il concetto più puro di Wilderness. A differenza della maggior parte dei parchi europei o di altri parchi statunitensi, qui non ci sono sentieri tracciati con cartelli o rifugi: la vera anima del parco risiede nella sua natura selvaggia, un concetto giuridico e filosofico che negli Stati Uniti indica un territorio “dove la terra e la sua comunità di vita non sono sottomesse dall’uomo, e l’uomo stesso è solo un visitatore che non vi rimane”, come cita l’ANILCA. Qui vivono 39 specie, tra cui i famosi “Big Five”: orsi grizzly, lupi, alci, caribù e pecore di Dall.

Qui le politiche di conservazione sono estreme. All’interno della Denali Wilderness non sono ammessi veicoli a motore, non esistono sentieri tracciati dall’uomo (se si escludono pochissimi percorsi vicino all’ingresso) e non è consentito alterare in alcun modo l’ambiente. I visitatori che si avventurano nel backcountry devono seguire rigide regole di “Leave No Trace” (Non lasciare tracce) e utilizzare contenitori rigidi anti-orso per il cibo.

Esiste una sola, parziale strada sterrata di 92 miglia (circa 148 km) che attraversa il parco. Per preservare la quiete e ridurre l’impatto ambientale, l’accesso ai mezzi privati è fortemente limitato; la maggior parte dei visitatori si sposta esclusivamente a bordo di appositi autobus naturalistici gestiti dal parco. A causa di una frana, nel 2021 la strada è stata chiusa al miglio 43, East Fork.

Come visitare il parco

Per visitare il parco serve pagare un biglietto di ingresso che ha la durata di 7 giorni ed è singolo. Si può fare direttmente al Visitor Center, che consiglio di vedere perché ospita una bellissima mostra permanente sulla storia del parco, sulla flora e la fauna e un ocuemtnazirio ogni 30 minuti sulle 4 stagioni del Denali Inoltre, questa è una tappa fondamentale per ottenere le informaizoni in merito ai trekking, al campeggio e ai pochi sentieri segnalati, nonché per acquistare il bear spray (lo spray anti orso), obbligatorio all’interno del parco, e per capire come comportarsi nell’eventualità di incontri con animali selvatici.

Come dicevamo, all’interno del parco si snoda un’unica strada sterrata, la Denali Park Road, lunga 148 chilometri. Solo i primi 24 chilometri (fino a Savage River) sono asfaltati e aperti al traffico privato. Oltre questo limite, si può procedere solo a bordo dei caratteristici bus autorizzati. Si dividono in:

  • Transit Buses (Bus Verdi): offrono un serivizio di hop on hop off e sono ottimi per gli escursionisti che vogliono scendere lungo il percorso per fare trekking e risalire su un bus successivo ma anche per chi vuole (come abbiamo fatto noi) addentrarsi nel parco. L’autista si ferma nel caso di avvistamento e racconta anche storia e curiosità del parco. A me è piaciuto molto e lo consiglio. Partono ogni 30 munti. Il costo è di 33$ e si possono prendere i biglietti qui: https://www.reservedenali.com/tours-transits/transits/
  • Narrated Tour Buses (Bus Gialli): Veri e propri tour guidati con autisti-naturalisti certificati. I due principali sono il Natural History Tour (durata circa 4,5-5 ore) e il Tundra Wilderness Tour (durata circa 5-5,5 ore). Il prezzo è intorno ai 144$. È un tour più dettagliato, uno sulla fauna e l’altro sulla storia del parco, e sono dotati di telecamere per l’avvistamento. visita la sezione Bus Tours del National Park Service (NPS).

I sentieri veri e propri si trovano quasi tutti nei primi 15 chilometri della strada del parco, intorno al Denali Visitor Center. Sono la scelta ideale se cerchi passeggiate comode, sicure e ben segnalate. Ti segnalo:

Triple Lakes Trail

È il sentiero tracciato più lungo del parco e si snoda attraverso una fitta foresta boreale di abeti rossi.

  • Lunghezza: 15 km (solo andata).
  • Livello: Moderato / Difficile (per la lunghezza).
  • Punti di forza: Offre splendide vedute su tre laghi alpini e attraversa zone frequentate da alci. È perfetto per una giornata intera di cammino partendo direttamente dall’ingresso del parco.

Mount Healy Overlook Trail

Uno dei percorsi più famosi e frequentati per chi vuole guadagnare quota e godere di un panorama spettacolare.

  • Lunghezza: 8,7 km (andata e ritorno).
  • Livello: Difficile.
  • Punti di forza: Una salita ripida che sale sopra il limite della vegetazione arborea. Arrivati all’osservatorio, lo sguardo spazia sulla valle del fiume Nenana e, nelle giornate limpide, fino alle cime della Alaska Range.

Savage River Loop Trail

Una passeggiata pianeggiante ed estremamente panoramica adatta a tutti, situata al miglio 15 della strada (il limite massimo raggiungibile con auto private).

  • Lunghezza: 3,2 km (anello).
  • Livello: Facile.
  • Punti di forza: Costeggia le acque impetuose del fiume Savage all’interno di un canyon roccioso. È un’ottima zona per avvistare le pecore di Dall sulle creste sovrastanti

Horseshoe Loop Trail

È in assoluto uno dei sentieri più amati, fotografati e accessibili di tutto il parco: una passeggiata rigenerante, adatta a chiunque. Vicinissimo al visitor center, è un percorso ad anello intorno a graziosi laghetti dove spesso si vedono i castori.

  • Lunghezza: 3,2 km (2 miglia) per l’anello completo.
  • Dislivello: Circa 120 metri (principalmente concentrati nella discesa iniziale verso il lago e nella successiva risalita al ritorno).
  • Tempo di percorrenza: 1 – 1,5 ore a passo tranquillo.
  • Difficoltà: Facile. Il sentiero è ben tenuto, largo e facilissimo da seguire.

Il “Trail-less” Hiking (camminare senza sentieri)

Oltre il miglio 15, i sentieri tracciati scompaiono. Puoi scegliere un punto lungo la strada dall’autobus Transit, scendere e iniziare a camminare nella tundra aperta. Come funziona?

  • Scegli il tuo percorso: Puoi salire su un crinale o seguire il letto asciutto e ghiaioso di un fiume glaciale (i letti dei fiumi sono le “autostrade” naturali del parco).
  • Usa l’autobus: Quando hai finito la tua escursione, ti basta tornare sulla strada principale e fare un cenno con la mano al primo bus verde Transit di passaggio per farti dare un passaggio.
  • Il Backcountry Trekking (Campeggio itinerante di più giorni): Se vuoi fare un trekking di più giorni dormendo in tenda nella natura selvaggia. Il parco è diviso in 150 unità di backcountry distinte e ogni notte viene concesso l’accesso solo a un numero limitatissimo di persone per unità. Devi ottenere un permesso di campeggio gratuito presso il Backcountry Information Center. I permessi non possono essere prenotati online con largo anticipo; si ottengono di persona al massimo un giorno prima dell’inizio del trekking.

Prima di rilasciarti il permesso, i ranger ti faranno vedere un video informativo obbligatorio e ti interrogheranno sulla gestione degli incontri ravvicinati con gli orsi grizzly.

Il parco ti fornirà gratuitamente un contenitore rigido ermetico a prova di orso (Bear Resistant Food Canister). Tutto ciò che ha un odore (cibo, dentifricio, spazzatura) deve essere sigillato lì dentro e posizionato ad almeno 100 metri dalla tua tenda durante la notte.

Campeggi all’interno del Parco

Ci sono diversi campeggi gestiti all’interno del parco (come Riley Creek, Savage River e Teklanika River). Alcuni accolgono camper, altri solo tende.

Le prenotazioni sono gestite sempre tramite il portale Reserve Denali. Puoi consultare le regole dettagliate sul sito del National Park Service – Campgrounds.

Se decidi di addentrarti a piedi nel cuore del parco per camminare e campeggiare, devi seguire le stesse regole rigidissime per il Backcountry:

  • Nessun sentiero: Dovrai orientarti usando solo mappa, bussola e GPS, camminando sul letto dei fiumi o sulla tundra aperta.
  • Permesso obbligatorio: Il parco è diviso in unità territoriali a numero chiuso. È necessario ottenere un permesso gratuito al Visitor Center prima di partire.
  • I contenitori anti-orso (BRC): Tutto ciò che ha un odore (cibo, dentifricio, creme) deve essere conservato all’interno di speciali contenitori rigidi di plastica a prova di orso forniti dai Ranger.
  • Leave No Trace (Non lasciare tracce): Non si possono accendere fuochi, non si lascia alcun tipo di rifiuto e si deve campeggiare ad almeno 150 metri di distanza da fiumi e sentieri spontanei per non disturbare la fauna.

Flightseeing: Volare sopra i Ghiacciai

Se vuoi vivere un’emozione indescrivibile, puoi prenotare un volo panoramico a bordo di piccoli aerei da turismo (i Bush planes: in Alaska c’è un aereo ogni 70 abitanti em l’1% della popolazione ha il brevetto: volare è come girare in macchina!) con atterraggio facoltativo direttamente sul ghiacciaio ai piedi della vetta. La maggior parte di questi voli parte dalla pittoresca cittadina di Talkeetna. Dall’ingresso del parco invece partono voli panoramici sul parco ma non si avvicinano alla cima.

Ecco le compagnie storiche e più affidabili da cui prenotare direttamente online:

  • Talkeetna Air Taxi – Specializzati in spettacolari atterraggi sui ghiacciai e tour intorno alla vetta del Denali.
  • K2 Aviation – Un’altra eccellente compagnia di volo panoramico con sede a Talkeetna.
  • Sheldon Air Service – Offre voli storici e personalizzati nel cuore dell’Alaska Range. Noi lo abbiamo fatto con quest’ultima compagnia. Ci sono diverse tariffe, a seconda del tipo di sorvolo e del atterraggio o meno, i prezzi osclillano tra i 300$ e i 600$ a testa.

I voli si effettuano tutto l’anno.

Visita al kennel dei cani da slitta dei ranger

Una curiosità sulla tutela: Denali è l’unico parco nazionale americano a disporre di un corpo ufficiale di guardiaparco con cani da slitta (husky). È l’unico al mondo dove i cani da slitta sono ancora utilizzati per le attività dei reanger nel parco. Durante il rigido inverno, le pattuglie usano le slitte per monitorare le aree protette della wilderness, poiché l’uso di motoslitte o mezzi a motore è severamente vietato all’interno dei confini storici del parco. In Alaska i cani da slitta sono utilizzati maggiormente per le gare, come la famosa Iditarod, un percorso di 1.800km che a marzo si disputano i musher da Anchorage fino a Nome, istituita nel 1974 per ricordare la celebre corsa al siero e non perdere un percorso nel selvaggio bush che non è mai stato tracciato da strade.

Tuttavia, essendo cani da competizione, non ero sicura di trovare una realtà sostenibile (in più queste visite sono a pagaento) qui ho optato per la visita al Denali. Qui vengono utilizzati solo per le attività dei ranger e amano correre (lo dico la mamma di due cani nordici, tra cui una husky!) Ci sono tre visite durante la giornata (alle 10 alle 14 e alle 16), cè una navetta che parte dal visitor center e portadirettmanete al kennel che si trova a circa 2 km.

La visita consiste nel vedere i cani, alcuni alla catena altri nei recenti, però sempre sorvegliati per evitare che vengano infastiditi, in una dimostrazione e nella descrizione delle loro caratteristiche: sono alaksan husky, che non sono una razza canina registrata all’AKC (American Kennel Club), ma sono considerati in assoluto i più grandi atleti di resistenza del pianeta. Mentre il Siberian Husky o il Malamute dell’Alaska sono razze pure selezionate per l’aspetto estetico e standard morfologici rigidi, l’Alaskan Husky è definito esclusivamente dalla sua capacità di lavorare, correre e resistere al freddo. È il cane da slitta per eccellenza, frutto di oltre un secolo di incroci mirati alle prestazioni. La visita è gratuita.

TALKEETNA

Questa cittadina di circa 1.000 abitanti è un misto di atmosfere da corsa all’oro, ritmi rilassati e una fortissima cultura di montagna.

La cittadina è famosa anche per aver avuto come sindaco per ben vent’anni (fino alla sua scomparsa nel 2017) un gatto di nome Stubbs, eletto simbolicamente dai cittadini come protesta ironica verso la politica locale.

Il legame tra Talkeetna e il Denali non è solo visivo, ma storico, logistico e spirituale.

Chiunque decida di scalare il Monte Denali (la vetta più alta del Nord America) deve passare obbligatoriamente da Talkeetna. È qui che si trova l’ufficio dei ranger del parco dedicato alle registrazioni degli scalatori, ed è dal piccolo aeroporto cittadino che decollano i monomotori equipaggiati con sci per depositare gli alpinisti direttamente sul ghiacciaio Kahiltna (il campo base di partenza a circa 2.200 metri di quota).

Pur trovandosi a circa 100 chilometri a sud della vetta in linea d’aria, Talkeetna offre alcune delle vedute più ravvicinate e spettacolari della “Grande Montagna” e di tutta la catena montuosa dell’Alaska Range, specialmente dall’area in cui si incontrano i tre fiumi locali.

Alla fine di Main Street si trova il punto d’incontro di tre fiumi impetuosi carichi di acque glaciali: il Susitna, il Chulitna e il Talkeetna. È il punto d’osservazione perfetto per scattare foto al Denali nelle giornate limpide. Da qui partono anche escursioni in gommone (float trips) e in barca a idrogetto (jet boat) per esplorare i fiumi selvaggi della zona.

Per una pausa ti consiglio la Denali Brewing Company, che serve ottime birre locali (come la famosa Single Bolt IPA o la Chuli Stout) e piatti tipici del territorio in un’atmosfera gioviale dove si incontrano residenti, alpinisti di ritorno dalle vette e viaggiatori da tutto il mondo.

Consigli Pratici per il Denali National Park

Quando andare: La stagione turistica va da fine maggio a metà settembre. Prima o dopo questo periodo, la maggior parte dei servizi e della strada del parco è chiusa per neve.

Abbigliamento: Vestiti a strati (il classico “sistema a cipolla”). Porta sempre con te una giacca impermeabile antivento di ottima qualità, scarponi da trekking robusti e spray anti-zanzare (le zanzare estive in Alaska sono giganti e aggressive!).

Sicurezza con gli orsi: Compra o noleggia un flacone di Bear Spray (spray al peperoncino contro gli orsi) appena arrivi in Alaska, impara a usarlo e tienilo sempre a portata di mano, mai dentro lo zaino.

Dove alloggiare: i principali centri sono Healy a nord, poi Denali canyon (verifica) e Cantwell. Molte persone soggiornano anche a Nenana ma trattasi di una cittadina a due ore a sud.

 

UN’ULTIMA CURIOSITA’: Il Bus 142 dell’avventura di Into the Wild

Per anni, migliaia di viaggiatori hanno intrapreso trekking pericolosi lungo lo Stampede Trail per visitare il “Magic Bus” dove visse e morì Christopher McCandless. A causa dei troppi incidenti e dei ripetuti soccorsi necessari, nel 2020 l’autobus è stato rimosso per motivi di sicurezza. Oggi il leggendario autobus è conservato e visitabile in tutta sicurezza presso il Museum of the North a Fairbanks. Christopher McCandless non si addentrò mai nel Denali: si fece portare alla fine della Stampede Road, una strada ad Healy e da li si addentrò per 30 km. Ma non portò con se mappe per vivere un’esperienza estrema, che però non gli permese più di fare ritorno. Non si avventurò nel Denali perché nella sua filosofia rifiutava di farla in un parco con “confini” dterminati dal governo e non voleva essere registrato dai ranger. Il bus del film si trova ad Healy alla 49th stae brewing company.

 

Il Denali è un luogo che ridimensiona l’essere umano, ricordandoci quanto siamo piccoli di fronte alla maestosità della natura. È un viaggio impegnativo, ma che lascerà un segno indelebile nella tua memoria di viaggiatore!

Ti lascio qualche foto di seguito del mio viaggio!

 

 

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