L’Alaska non è una semplice destinazione e nemmeno un viaggio fatto solo per vedere luoghi incredibili, ma un’esperienza per vivere uno dei pochi angoli al mondo in cui la natura detta ancora le regole e l’uomo è soltanto un ospite di passaggio.
Immagina di guidare su strade deserte che sfiorano l’oceano da un lato, mentre dall’altro si stagliano picchi innevati e ghiacciai millenari. Immagina una terra dove la fauna selvatica ti regala incontri memorabili a ogni curva e dove puoi raggiungere luoghi totalmente disabitati..
In questa guida ho raccolto tutte le informazioni per un viaggio in Alaska on the road attraverso un itinerario di due settimane nel cuore selvaggio dell’Ultima Frontiera, dai fiordi glaciali di Seward fino alle bizzarre storie dei pionieri del profondo Nord. Prendi carta e penna: ecco l’itinerario completo, le cose da fare e da vedere assolutamente e i tour imperdibili per organizzare uno dei viaggi più belli della vita!

Il mio itinerario si è svolto nella parte sud-centrale dell’Alaska, dove ho imparato subito le prime due regole d’oro: qui le distanze si misurano in ore, non in chilometri, e il meteo decide metà del programma. Per questo il mio primo consiglio è di aggiungere sempre qualche giorno bonus, utile per recuperare eventuali escursioni saltate o per lasciarsi guidare dall’ispirazione del momento.
Io stessa ho stravolto e arricchito il mio tragitto strada facendo!
Proprio per lasciarti questa flessibilità, ho deciso di non darti una tabella di marcia rigida “giorno per giorno”. Troverai invece il mio itinerario suddiviso in 4 zone chiave, perfette per coprire 12-14 giorni di viaggio. In questo modo potrai goderti le strade panoramiche (Scenic Byways), la storia e le curiosità più incredibili dell’Alaska con i tuoi ritmi.
Se ti sei perso il mio articolo su come organizzare un viaggio in Alaska, qui trovi il link: oltre ad informazioni utili, trovi consigli e curiosità sulla storia e sulla cultura dell’Alaska!

LA KENAI PENINSULA (Anchorage, Homer e Seward)
Anchorage, la porta di accesso all’Alaska
Il viaggio inizia ad Anchorage. Sfatiamo subito un mito: non è la capitale dello Stato (che è invece la remota Juneau, nel sud-est). Anche se spesso non viene considerata tra le città più affascinanti dell’Alaska, Anchorage è una base logistica strategica e un ottimo punto d’appoggio per esplorare i dintorni.
Il cuore pulsante è la 4th Avenue, la via principale dove si concentrano negozi, ristoranti e splendidi murales che celebrano la fauna artica e le tradizioni locali. Ti consiglio di non perdere queste tappe:
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Il Musher District: Un’area inaugurata di recente, da un grande arco in ferro che ritrae un musher con i suoi cani da slitta. Qui troverai anche la celebre statua dedicata a Balto e la Walk of Fame canina con le impronte degli husky più famosi.

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Resolution Park: Il punto perfetto per una passeggiata serale, per respirare l’aria dell’oceano e ammirare il panorama sul Cook Inlet.
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Anchorage Trolley Tour: Per un giro panoramico completo ti consiglio di salire a bordo dei caratteristici “trolley” rossi (bus storici a forma di vecchi tram). Ti porteranno fino all’Earthquake Park, un parco costiero sorto proprio sul terreno che franò e sprofondò in mare durante il devastante terremoto del 1964.
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Alaska Native Heritage Center: Una tappa culturale fondamentale per comprendere a fondo la complessa e affascinante storia delle undici culture native del Paese.
💡 Il consiglio in più: Passa dal Visitor Center in centro, è un ottimo punto di partenza per raccogliere mappe e chiedere informazioni dell’ultimo minuto sulle escursioni in zona.
Quanti giorni dedicare ad Anchorage?
Il mio consiglio è di fermarti almeno due giorni, magari usandola come base strategica a inizio o fine viaggio dopo aver fatto altre escursioni.

Proprio da qui, infatti, partono alcune delle esperienze più incredibili di tutta l’Alaska. Noi, ad esempio, abbiamo partecipato a un indimenticabile tour di avvistamento orsi e a un’escursione sul maestoso Knik Glacier.
(Se vuoi scoprire tutti i dettagli, trovi il mio articolo completo sulle migliori attività ed escursioni da fare in Alaska a [questo link]).
La Seward Highway: una delle strade più belle al mondo
Da Anchorage ci si sposta verso sud, guidando in direzione della spettacolare Penisola di Kenai. Le 127 miglia (circa 204 km) che collegano Anchorage a Seward si snodano lungo la Seward Highway, una strada che vanta la “tripla corona” dei riconoscimenti stradali americani: è una Forest Service Scenic Byway, una Alaska Scenic Byway e una National All-American Road (titolo riservato solo alle strade panoramiche più straordinarie degli Stati Uniti).

Senza soste il viaggio durerebbe circa 2 ore e mezza, ma calcola almeno 4-6 ore (o un’intera giornata): vorrai fermarti letteralmente a ogni curva.
Ecco le soste imperdibili da segnare in mappa lungo il tragitto:
- Potter Marsh Bird Sanctuary (Mile 117): situata appena fuori dal centro di Anchorage, questa passerella di legno sopraelevata si estende su una palude di oltre 400 acri ed è il posto perfetto per sgranchirsi le gambe, fare birdwatching e, se si è fortunati, avvistare i primi alci immersi nell’acqua.
- Beluga Point (Mile 110.3): una terrazza panoramica rocciosa che si affaccia direttamente sul Turnagain Arm. Qui devi fermarti per due motivi per provare ad avvistare i beluga (da metà luglio a fine agosto) mentre inseguono i salmoni. Qui si può anche vedere il fenomeno del Bore Tide e assistere a un’onda di marea alta fino a 2 metri che risale il fiordo a grande velocità. Un vero spettacolo della natura.
- Windy Corner (Mile 106.8): in questo punto le pareti rocciose della montagna si stringono fin quasi a ridosso dell’acqua.
Lungo la Sterling Highway fino a Homer
Continuando il viaggio verso sud, la strada si sdoppia: lasciamo la Seward Highway per imboccare la Sterling Highway, addentrandoci nel cuore pulsante e selvaggio della Penisola di Kenai.
Il paesaggio cambia e si snoda costeggiando le acque turchesi del Russian River e del Kenai River. Ecco le tappe imperdibili di questo iconico road trip:
- Tern Lake Junction e Copper Landing: uno specchio d’acqua incredibile quello del Tern Lake, il punto esatto in cui le due highway si separano. Poco più avanti si incontra Cooper Landing, un vero paradiso per gli amanti della natura dove potrai vedere tantissimi pescatori d’altura all’opera nelle acque del fiume, celebre in tutto il mondo per la risalita dei salmoni.

- Monte Redoubt e Monte Iliamna. Lasciata la costa del fiume, la strada si immerge inizialmente nella foresta per poi aprirsi all’improvviso su uno spettacolo da togliere il fiato: il profilo dei vulcani attivi che dominano l’orizzonte oltre il Cook Inlet. Si stagliano imponenti il Monte Redoubt (3.108 metri) e il suo “gemello” altrettanto maestoso, il Monte Iliamna (3.053 metri).
- Soldotna e il fascino russo di Ninilchik: è uno dei punti più storici, autentici e fotografati dell’intera costa. Fondato a metà dell’Ottocento dai coloni russi, questo villaggio conserva ancora le vecchie case in tronchi d’albero e la splendida chiesetta ortodossa russa in legno arroccata sulla collina. Da quassù la vista panoramica che unisce la chiesa, il Cook Inlet e i vulcani sullo sfondo è semplicemente clamorosa.
- Anchor Point: l’estremo ovest d’America. Scendendo ancora verso sud si incontra Anchor Point. Questo luogo detiene un primato geografico unico: è ufficialmente il punto più a ovest del Nord America raggiungibile in auto attraverso il sistema autostradale continuo. Fermati davanti al cartello storico per la classica foto ricordo!

Homer e il celebre Spit: dove finisce la strada
Infine si arriva a Homer. La sua celebre Spit (una lunghissima lingua di terra che si allunga nel mare) non è semplicemente la meta finale del viaggio: è il luogo in cui l’asfalto americano finisce per davvero e cede il passo all’infinito dell’Oceano Pacifico.
È una cittadina con un’anima pazzesca, sospesa tra la cultura rude dei pescatori di halibut e quella rilassata di artisti, scrittori e sognatori che hanno deciso di fuggire dal resto del mondo per rifugiarsi qui.

La Spit (letteralmente “lingua di sabbia”) è una striscia di terra strettissima, lunga circa 7 chilometri (4,5 miglia), che si protende arditamente nelle acque gelide della Kachemak Bay. Non è un’opera dell’uomo, ma una morena glaciale millenaria, ovvero un cumulo di detriti, rocce e sabbia depositato migliaia di anni fa dal gigantesco ghiacciaio che occupava la baia. Percorrerla in auto dà una sensazione stranissima: l’acqua dell’oceano è a pochissimi metri sia a destra che a sinistra.

La Spit è un concentrato caotico e affascinante di palafitte in legno, negozietti di souvenir, gallerie d’arte locale, moli da cui partono i pescherecci e campeggiati che montano le tende direttamente sulla ghiaia grigia, davanti ai ghiacciai della sponda opposta.

Seward e il Kenai Fjords National Park
Seward è una storica cittadina portuale racchiusa tra montagne imponenti e le acque profonde della Resurrection Bay. Questo luogo è la base di partenza perfetta per esplorare il Kenai Fjords National Park, uno dei santuari naturali più selvaggi e spettacolari di tutto lo Stato.
Il parco protegge uno dei tesori preistorici più incredibili dell’Alaska: l’Harding Icefield, un immenso deserto di ghiaccio grande oltre 1.800 chilometri quadrati da cui si originano ben 40 ghiacciai diversi. Questi colossi di ghiaccio scivolano giù dalle montagne scavando valli profonde che, una volta riempite dall’oceano, hanno dato vita ai spettacolari fiordi che danno il nome al parco.

Cosa fare e vedere a Seward e nel parco:
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Exit Glacier: Se vuoi muoverti a piedi, puoi camminare lungo i sentieri ben segnalati fino ad arrivare a pochissima distanza dall’impressionante fronte di ghiaccio di questo gigante bianco. E’ un percorso di circa 2 km quello iù breve e meno impegantivo, dove dei cartelli indicano gli anni e mostrano il recesso del ghiacciaio. Con un sentiero più impegnativo e un dislivello di 1000 m, si può raggiungere un punto panoramico sopraelevato per una visita pazzesca sull’estensione del ghiacciaio.

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La crociera nei fiordi: L’esperienza imperdibile qui è imbarcarsi per una navigazione e spingersi fino al punto in cui i ghiacciai si sfaldano direttamente in mare con boati impressionanti. Le acque del parco sono ricchissime di nutrimento e questo le rende un vero paradiso per la fauna marina. Durante la crociera l’avvistamento degli animali è quasi garantito. Tieni la fotocamera pronta per orche, balene, lontre marine, leoni marini di Steller e puffins!


(Se vuoi scoprire tutti i dettagli, trovi il mio articolo completo sulle migliori attività ed escursioni da fare in Alaska a [questo link]).
LA PORTA DI ACCESSO AL REGNO DEI GHIACCIAI (Whittier & Prince William Sound)
Risalendo verso nord dalla penisola di Kenai, si devia verso il Prince William Sound per una delle deviazioni più insolite del viaggio. Si tratta di uno dei luoghi più incredibili al mondo, un fiordo dalle acque turchesi circondato da ghiacciai millenari. Il punto di accesso a questo regno dei ghiacciai è la cittadina di Whittier, che si raggiunge SOLO con l’Anton Anderson Memorial Tunnel. Con i suoi 7 km scavati nella roccia, è il tunnel combinato auto-treno più lungo del Nord America. Si viaggia a senso unico alternato secondo orari rigidissimi: se perdi il tuo turno, aspetti l’ora successiva. Il costo a/r è di 13$ e ci si accede ogni ora per lato. Fu costruito negli anni Venti ed è rimasto come allora: è davvero strettissimo e non adatto a chi soffre di claustrofobia.

WHITTIER è un luogo incredibile. E’ un luogo che sembra irreale. Si tratta di una cittadina completamente isolata da tutto, collegata via terra solo dal tunnel Anderson e via mare dalle navi. Sorge sulla sponda occidentale del Passage Canal ed è circondata da montagne imponenti, ghiacciai verticali e cascate che si gettano direttamente in mare. Ma a renderla unica non è solo la natura spietata: è la sua incredibile architettura e la sua storia legata alla Guerra Fredda: fu l’esercito degli Stati Uniti aveva bisogno di un porto in acque profonde, libero dai ghiacci tutto l’anno e militarmente difendibile, per trasportare truppe e rifornimenti all’interno dell’Alaska. Whittier era perfetta: circondata da montagne perennemente avvolte dalle nuvole, era letteralmente invisibile dall’alto e inavvicinabile via mare senza essere visti.

L’esercito scavò il tunnel nella montagna, costruì il porto e i due colossali edifici in cemento. La base rimase attiva fino al 1960, anno in cui i militari abbandonarono l’area, lasciando le strutture ai pochi civili rimasti che decisero di fare di quel condominio la loro casa.

Altra cosa assurda, è che quasi tutti i residenti di Whittier (circa 270 persone) vivono all’interno di un unico edificio di 14 piani della Guerra Fredda, le Begich Towers. All’interno ci sono appartamenti, la scuola, l’ufficio postale, un market e la stazione di polizia. Gli abitanti possono letteralmente passare l’inverno senza mai uscire all’aria aperta. Dentro questo unico complesso i residenti hanno tutto ciò di cui hanno bisogno: i loro appartamenti privati, l’ufficio postale della città, il municipio e l’ufficio dello sceriffo, una clinica medica, un piccolo supermarket e una chiesa nel seminterrato. La scuola è collegata alle torri tramite un tunnel sotterraneo riscaldato, così i bambini possono andare a lezione in pantofole anche quando fuori infuria una bufera di neve con venti a 100 km/h.

Poco distante dalle Begich Towers sorge lo scheletro spettrale del Buckner Building, un altro mostro di cemento che un tempo ospitava i militari (con tanto di cinema, piscina e pista da bowling), oggi completamente abbandonato, sbarrato e colonizzato dalla vegetazione.
Dal porto di Whittier partono le crociere giornaliere per il Prince William Sound e lo spettacolare College Fjord, un immenso bacino di acque protette situato a est della penisola di Kenai, circondato dalle vette imponenti delle Chugach Mountains. È un dedalo di isole boscose, baie silenziose e fiordi profondi scavati dai ghiacciai. Rispetto all’oceano aperto, qui le acque sono incredibilmente calme e lisce come specchi. Qui nidificano le aquile calve, mentre le acque ospitano colonie giganti di lontre marine che galleggiano a pancia in su tenendosi per mano, foche che riposano sugli iceberg alla deriva e orche che cacciano in gruppo.


Le imbarcazioni raggiungono il College Fjord, lungo circa 40 chilometri: è no dei pochissimi luoghi al mondo dove puoi trovarti circondato contemporaneamente da ben 5 ghiacciai costieri (tidewater) che toccano l’acqua e decine di ghiacciai minori che scendono dalle montagne. Nel 1899, il magnate delle ferrovie Edward Harriman organizzò una leggendaria spedizione scientifica in Alaska, portando con sé alcuni dei più grandi scienziati, scrittori (tra cui John Muir) e professori universitari dell’epoca che decisero di mappare e battezzare i ghiacciai con i nomi delle più prestigiose università della East Coast americana. I ghiacciai sul lato sinistro vennero battezzati con i nomi dei prestigiosi college femminili mentre i ghiacciai sul lato destro presero il nome dei famosi college maschili. L’imponente ghiacciaio principale che domina l’estremità del canale fu chiamato, non senza qualche dibattito, Harvard Glacier. E credetemi che è uno dei luoghi più belli del pianeta.


(Se vuoi scoprire tutti i dettagli, trovi il mio articolo completo sulle migliori attività ed escursioni da fare in Alaska a questo link).
SULLA STRADA DEI CERCATORI D’ORO (Glennallen Highway, Copper Center e Fairbanks)
Lasciata la costa, si ritorna verso Anchorage e si inizia un viaggio incredibile lungo la Glenhallen Highway: lunga circa 189 miglia (304 km), ha ottenuto il prestigioso riconoscimento federale di National Scenic Byway.
La strada parte a Palmer e si snoda inizialmente nella fertile Matanuska Valley per poi arrampicarsi tra le imponenti Chugach Mountains a sud e le Talkeetna Mountains a nord, scendendo infine nel vasto Copper River Basin.
Le soste da non perdere:
- Eklutna Lake: un luogo senza tempo, un immenso lago dove si affacciano le montagne circostanti.
- Matanuska Glacier: è il re indiscusso di questa strada. È il ghiacciaio più grande degli Stati Uniti raggiungibile direttamente in auto. Lungo 43 km e largo 6, è una meraviglia naturale spettacolare. Al Mile 101 si trova il belvedere pubblico gratuito (Matanuska Glacier State Recreation Site) con percorsi panoramici perfetti per scattare foto. Al Mile 102, invece, una deviazione su strada privata ti permette di raggiungere la base del ghiacciaio per effettuare escursioni guidate direttamente sul ghiaccio blu.

- Sheep Mountain (Mile 113): Una montagna dai toni giallastri e rossastri dovuti alla forte presenza di gesso e minerali rari nella roccia;
- Eureka Summit (Mile 129): con i suoi 1.012 metri d’altezza, è il punto di valico stradale più alto di tutta la Glenn Highway. Da qui lo spazio si apre improvvisamente. Se la giornata è limpida, si gode di una vista pazzesca a 360 gradi che abbraccia ben tre catene montuose: le Chugach, le Talkeetna e i giganteschi vulcani innevati del Wrangell-St. Elias in lontananza.
- Copper Center: Uno dei più antichi insediamenti della zona, fondato dai cercatori d’oro nel 1898 e poi abbandonato, ora non c’è che qualche edificio storico in legno che che ci riporta ad una atmosfera di altri tempi, di fianco al Copper River.

- Wrangell-St. Elias Visitor Center: situato al Mile 106.8 della Richardson Highway, poco lontano da Copper Center si trova il visitor center del parco più grande degli USA, il Wrangell-St. Elias National Park. una terra di superlativi assoluti, dove si concentrano 9 delle 16 vette più alte del Nord America e ghiacciai sterminati. È l’essenza stessa dell’Alaska più remota, selvaggia e incontaminata, accessibile solo attraverso due piste sterrate o piccoli aerei da turismo. Per accedervi ci sono solo due strade molto isolate e da percorrere SOLO con mezzi 4×4 autorizzati dalle agenzie di noleggio. Non ci sono sentieri e bisogna essere molto esperti per avventurarvici. Poco distante sorsero le miniere di Kennicott, che all’inizio del ‘900 producevano il rame più puro del pianeta. Dal visitor center parte invece un breve sentiero panoramico segnato con dei panorami bellissimi sulla vette dei vulcani.

Verso Fairbanks: la Richardson Highway
Da Glenhallen si sale poi verso nord costeggiando la Trans-Alaska Pipeline (l’oleodotto costruito negli anni ’70 che trasporta il petrolio dal Mare Artico fino a sud) e regalando scorci epici sulle vette dell’interno. Fu la prima vera strada costruita in assoluto nello Stato: nata a inizio Novecento per i cercatori d’oro, oggi è una strada di 368 miglia (circa 592 km) che unisce la cittadina portuale di Valdez (a sud) con Fairbanks, offrendo panorami che cambiano radicalmente a ogni chilometro, attraversando la catena montuosa dell’Alaska Range.

–> Curiosità: prima di entrare a Fairbanks, si incontra una città insolita, North Pole: non ha niente a che fare con il Polo Nord, è una classica “americanata”, una cittadina a tema Natale 365 giorni l’anno, che deciso di trasformarsi nella residenza ufficiale di Babbo Natale. Qui i lampioni delle strade hanno la forma di bastoncini di zucchero bianchi e rossi, i camion dei pompieri sono rigorosamente rosso Natale e le strade hanno nomi come Santa Claus Lane, St. Nicholas Drive o Kris Kringle Drive. C’è anche la statua di Babbo Natale più grande al mondo!

FAIRBANKS, LA CITTA’ DEI CERCATORI D’ORO
Superata la bizzarra North Pole, la Richardson Highway termina ufficialmente a Fairbanks, la seconda città più grande dell’Alaska e il cuore pulsante dell’interno dello Stato. Nata nei primi del Novecento grazie alla corsa all’oro, Fairbanks è una città di frontiera dall’anima autentica e rude, dove d’estate il sole non tramonta mai (il fenomeno del Sole di Mezzanotte e in inverno il cielo si accende con l’Aurora Boreale. Questa cittadina in estate non ha molto da offrire se non bellissimi murales a Downtown, ma da qui partono le escursioni più estreme per il grande nord.

Noi abbiamo percorso un tratto della Dalton Highway, una delle strade più remote del pianeta che collega Fairbanks al Mare Artico in 666km, e raggiunto il Circolo Polare Artico.
In città c’è da vedere il Museum of the North, che custodisce la più importante collezione di arte nativa e a nord le Chena Hot Springs, situate a circa un’ora di auto dalla città, sono sorgenti termali naturali immersi nella foresta. A Fairbanks si trova anche l’Aurora Ice Museum, un museo interamente scolpito nel ghiaccio aperto tutto l’anno.

Lungo la George Parks Highway: Nenana, il Denali National Park e Talkeetna
A sud di Fairbanks parte la George Parks Highway (conosciuta semplicemente come Parks Highway). Questa strada di 323 miglia (circa 520 km) è una delle (poche) strade dell’Alaska ed è come tutte, stupenda. Collega Fairbanks ad Anchorage e costeggia il mitico Parco Nationale del Denali. Il panorama è costantemente dominato dalla catena montuosa dell’Alaska Range, e se il tempo è bello, si guida con la sagoma gigantesca del Denali che appare e scompare all’orizzonte, regalandoti alcuni dei punti panoramici (Denali Viewpoints) più incredibili di tutto il viaggio.

NENANA: La città della corsa al siero e la scommessa del ghiaccio
Lungo la Parks Highway, a circa un’ora a sud di Fairbanks, si trova Nenana, un minuscolo e autentico villaggio di nativi e ferrovieri situato alla confluenza del fiume Tanana. C’è una strada principale a Nenana: all’inizio della via, sarete accolti da uno strano treppiede gigante. Nenana è famosa in tutta l’Alaska per una tradizione pazzesca che dura dal 1917: ogni inverno, gli abitanti piazzano questo grande treppiede di legno alto 8 metri sul fiume ghiacciato, collegato con un filo d’acciaio ad un orologio posizionato dentro una cabina lungo la riva. In primavera, l’esatto minuto in cui il ghiaccio si rompe e fa muovere il treppiede decreta il vincitore di una lotteria che vale centinaia di migliaia di dollari. è una lotteria basata sulla natura, nata come passatempo tra i lavoratori della ferrovia nel 1917, oggi è evento gigantesco con un jackpot che supera i 300.000$!

Nel museo della ferrovia (il Nenana Depot) si può vedere sia una mostra su questa bizzarra tradizione sia una mostra sulla costruzione della ferrovia e qualche articolo di giornale d’epoca sulla celebre corsa al siero: nel 1925, da qui partì una staffetta di 20 mushers e circa 150 cani da slitta che coprirono oltre 1.000 km in soli 5 giorni e mezzo, per portare il siero anti difterite fino a Nome. Tra i cani più celebri ci furono Balto e Togo: furono degli eroi, perchè questi cani riuscirono ad affrontare tempeste di neve e temperature sotto i 50 gradi, e arrivarono dove aerei e navi non potevano arrivare, salvando tantissime vite.


HEALY E IL MAGIC BUS
Poco a nord dell’ingresso del Denali National Park si incontra la minuscola comunità di Healy, una tappa diventata meta di pellegrinaggio per i viaggiatori di tutto il mondo legati al mito di Christopher McCandless e al libro/film Into the Wild. È qui che si trova la storia del leggendario Magic Bus 142, il vecchio autobus della linea scolastica di Fairbanks dove il giovane “Alexander Supertramp” passò i suoi ultimi 113 giorni nel 1992.

Il bus originale è stato rimosso dalla sua posizione remota lungo lo Stampede Trail per motivi di sicurezza (è in ristrutturazione a Fairbanks), ma a Healy oggi puoi vivere un’esperienza incredibile: presso il 49th State Brewing Company (un birrificio artigianale famosissimo in zona, ottimo anche per una sosta cena) si trova il bus utilizzato nelle riprese del film diretto da Sean Penn. Qui sono conservate alcune foto e parti del suo diario.

DENALI NATIONAL PARK
Il Denali National Park non è solo un parco: è il motivo per cui molti intraprendono un viaggio in Alaska. Qui si trova il Monte Denali (ex Monte McKinley), che con i suoi 6.190 metri è la montagna più alta di tutto il Nord America. Il parco è un ecosistema immenso e incontaminato dove la fauna selvatica circola in totale libertà e i visitatori possono muoversi solo a bordo di speciali autobus autorizzati. Per questo parco ho scritto un apposito articolo per pianificare al meglio la visita e conoscere la sua storia e le sue curiosità.

TALKEETNA: LA PORTA DI INGRESSO DEL PARCO
Prima di chiudere l’anello e rientrare ad Anchorage, la deviazione obbligatoria lungo la Parks Highway porta a Talkeetna, una cittadina stravagante e coloratissima che sembra uscita da una serie TV. Diventata famosa nel mondo per aver eletto come sindaco un gatto di nome Stubbs (rimasto in carica per ben 20 anni!), Talkeetna è un mix perfetto tra vecchi edifici della corsa all’oro, locali con musica dal vivo, micro-birrifici artigianali e un’atmosfera decisamente hippie.

E’ la base degli scalatori: Talkeetna è il quartier generale da cui partono tutti gli alpinisti diretti alla scalata del Denali. L’atmosfera nei pub storici, come il Fairview Inn, è vibrante e piena di storie di montagna.
Da qui partono anche i Flightseeing Tour (L’esperienza della vita): se c’è un tour in cui investire il proprio budget in Alaska, è questo. Da Talkeetna partono piccoli aerei da turismo che ti portano a volare sopra le creste dell’Alaska Range, infilandosi tra le gole di ghiaccio del Denali. Molti di questi tour includono l’emozionante atterraggio con gli sci direttamente su un ghiacciaio millenario. Un’esperienza che da sola vale l’intero viaggio. Te ne parlo meglio qui:
Passeggiare per il centro di Talkeetna è come fare un salto indietro nel tempo fino ai primi del Novecento. L’intera via principale è un distretto storico protetto, dove potrai ammirare le bizzarre e autentiche case in tronchi d’albero originali dei pionieri e dei cercatori d’oro, come il leggendario Fairview Inn (un hotel e pub storico del 1923 ancora in attività) o il vecchio emporio Nagley’s Store, che serve la comunità ininterrottamente dal 1921.

Spero che questo articolo sia stato utile e interessante, se vuoi lascia un commento qui sotto!
