Visita notturna al Castello di Piovera

Visita notturna al Castello di Piovera

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Con il solstizio d’estate, che è il giorno più lungo dell’anno, inizia la stagione estiva: le luci del tramonto fanno chiaro fino a sera inoltrata e tra le spighe dorate dei campi di grano si possono sentire i grilli cantare e vedere le piccole lucciole brillare.

Il giorno del solstizio d’estate, i Conti Calvi di Bergolo aprono le porte del Castello di Piovera ai visitatori, accompagnandoli in una visita notturna al Castello e al suo parco, per festeggiare l’arrivo dell’estate.
I Conti Calvi, proprietari del Castello dal 1960, cercano in ogni modo di valorizzare il patrimonio storico artistico e culturale di questo antica fortezza medievale e grazie a questa particolare iniziativa, hanno cercato di coinvolgere i visitatori in un modo inusuale rispetto alle visite diurne che effettuano durante l’anno: utilizzando solo l’illuminazione delle candele, hanno riprodotto la magica atmosfera che caratterizzava questo antico Castello quando i suoi abitanti non utilizzavano ancora la luce artificiale.

 

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Il Castello e la sua storia

Il Castello di Piovera fu costruito in epoca medievale ma la sua storia ha origini ben più antiche: dove ora sorge il Castello, i romani edificarono un castrum fortificato che fungeva da base di controllo alla trafficata Via del Sale. Con il passare degli anni si susseguirono altri accampamenti, longobardi e carolingi.
I templari poi vi costruirono un convento (ne sono testimonianza i due ponti levatoi) e sulle rovine di questo convento nel 1300, su ordine dei Visconti di Milano, venne costruito il Castello, adibito a fortezza medievale.
Furono molteplici le dominazioni che interessarono il Castello di Piovera dopo i Visconti di Milano: i Mandelli, gli Sforza, i Gallarati e infine la famiglia Balbi.

 

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La sua architettura a ferro di cavallo è imprecisa ma ai tempi si pensava che questo portasse fortuna: il Castello di Piovera fu uno dei pochi ad essere risparmiato da Napoleone (anche se in realtà il motivo era un altro: la famiglia Balbi era imparentata con il re francese) e alla sua morte, in segno di riconoscenza, il Castello venne completamente dipinto di nero.
L’ultimo feudatario fu il marchese Francesco Maria Balbi; dopo la perdita del Castello a seguito dell’abolizione del feudalismo, i Balbi riuscirono a riscattarne la proprietà, che rimase ai marchesi per 270 anni, durante i quali fu trasformato in una residenza estiva ispirata ai canoni barocchi ma non venne intaccata la sua struttura originaria.
Negli anni ’60 la proprietà passò al Conte Niccolò Calvi, cugino degli ultimi eredi del Castello, i nobili D’Oria e Odescalchi.
Il Conte Calvi ha cercato negli anni di valorizzare al massimo il Castello e il suo parco attraverso diversi percorsi storico-artistici e, accompagnando personalmente i visitatori, grazie alle sue dettagliate spiegazioni, riesce a trasmettere l’entusiasmo e la passione che nutre per il suo Castello.

 

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La visita in notturna

Come ho detto sopra, per festeggiare l’inizio della stagione estiva, i Conti Calvi hanno organizzato una visita notturna al Castello e al suo parco; sono ormai tre anni che durante il solstizio d’estate i Conti accolgono i visitatori nel loro Castello di sera, attraverso una visita insolita: mentre c’è ancora la luce del sole si esplora il parco e quando la luce del sole cala, ci si addentra nel Castello, illuminato solo dalle candele.

 

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I Conti, dopo aver riunito tutti i partecipanti nel cortile e dopo aver brevemente illustrato lo svolgimento della serata e la storia del Castello, iniziano la visita: nel museo degli antichi mestieri ci mostrano glii attrezzi e gli utensili utilizzati dal fabbro, dal falegname e dal calzolaio; nel padiglione delle radici la raccolta di sculture naturali; infine, la collezione di auto d’epoca, tra cui una Brasier del 1913, che è l’automobile più antica della collezione.

Dopo la visita alle cantine, si esce nel fossato per risalire nel parco, dove la Contessa ci invita ad abbracciare l’antica sequoia e a ringraziare la madre terra e ci spiega che in questo modo la sequoia ci trasmette energia positiva.
Ed ecco arrivare il momento più atteso di tutta la serata: la visita al Castello! Una volta varcato l’ingresso, si prospetta davanti a noi un’imponente scalinata illuminata da piccoli lumini: salendo, si vede nella penombra l’albero genealogico della famiglia e si raggiunge il primo piano. Seguendo il Conte, si attraversano le diverse stanze del Castello, dove il tempo sembra essersi fermato: le stanze sono arredate con antichi mobili d’epoca, i libri sistemati nella biblioteca, la tavola della sala da pranzo imbandita e le armi accuratamente disposte nella sala omonima.
Nessuna luce artificiale illumina il Castello, solo le candele sorrette da antichi candelabri e lumini disposti lungo il percorso. In alcune stanze il Conte si ferma e ci racconta curiosi aneddoti sul Castello, come ad esempio che fu uno dei primi edifici della zona ad essere munito di gabinetti (novità proveniente dal regno d’Inghilterra) e del sistema di riscaldamento, che all’epoca era a dir poco innovativo.

 

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La suggestiva atmosfera che ci circonda è a dir poco coinvolgente! Le luci soffuse delle candele illuminano appena le stanze del Castello, creando ombre che si elevano fino al soffitto. Lo stesso Conte precisa che la luce delle candele non vuole trasformare il Castello in un luogo tetro e spaventoso ma al contrario, vuole essere simbolo di calore e amore come è la stagione estiva.
Lasciando spazio alla fantasia, ci immaginiamo storie di cavalieri e dame e ci chiediamo come passavano le serate gli abitanti del Castello: osservando l’antico pianoforte, ci immaginiamo che suonassero dolci melodie e che nelle fredde sere d’inverno, leggessero quei vecchi libri impolverati che si trovano vicino ad uno dei tanti camini.
La visita si è poi conclusa in cima ad una delle torri del Castello, da dove si vedono le luci di Tortona e Sale. La luna piena e le nuvole contribuiscono a creare un’atmosfera d’altri tempi.
Dopo il brindisi alla stagione estiva, i Conti ci hanno accompagnato fino a cortile, facendoci passare per le antiche cucine, anch’esse illuminate solo dalle candele.

 

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Informazioni utili

Il Castello di Piovera si trova nella zona del basso Piemonte, in Provincia di Alessandria.
E’ visitabile da aprile ad ottobre durante i fine settimana e i festivi, in base alle date indicate sul sito. Le visite si svolgono durante il pomeriggio e ed è possibile per i gruppi di minimo 10 persone chiedere visite fuori dal calendario prefissato.
Oltre alla visita al Castello, il percorso guidato si estende nel parco, nelle cantine, nel museo degli antichi mestieri, nel padiglione delle radici e alla collezione di auto d’epoca.
Il complesso del Castello offre diverse proposte per le scuole, dalla fattoria didattica a diversi laboratori.
Sempre sul sito sono indicati i diversi eventi organizzati nel corso dell’anno: oltre alla visita notturna infatti, vengono organizzati concerti, sfilate e altre manifestazioni.

Piovera è facilmente raggiungibile percorrendo l’A21 Torino-Piacenza, uscendo ad Alessandria Est. Impostando il navigatore all’indirizzo: via Balbi,4 Piovera, non sarà difficile arrivare al Castello.
Per maggiori informazioni si può consultare il sito internet www.castellodipiovera.it

 
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