Considerata una delle città più antiche del mondo, Matera, con le chiese rupestri, le grotte e i vicoletti, è di una bellezza unica e disarmante. Quando si arriva nella Città dei sassi, si resta incantati dal fascino di un luogo che l’Unesco ha definito “una delle strutture urbane organizzate più incredibili mai create al mondo, un capolavoro assoluto dell’ingegno e della capacità di adattamento”, che da “vergogna nazionale” è diventata Capitale europea della cultura 2019.

 

Matera è davvero una città unica e spettacolare: è impossibile non restare incantati dal fascino di questo luogo, che nel corso dei secoli è stato visitato e raccontato da diversi poeti, tra cui Carlo Levi, che nel suo Cristo si è fermato a Eboli, la descrive come una “città bellissima, pittoresca e impressionante”. A Matera sembra che il tempo si sia fermato e si ha l’impressione di trovarsi dentro un presepe costruito nella roccia sopra un precipizio: non a caso, Matera è stata il set cinematografico di moltissimi film, tra cui “The passion” di M. Gibson e “Il vangelo secondo Matteo” di Pasolini.

Considerando la vicinanza con l’aeroporto di Bari (circa 1 ora d’auto), Matera può essere visitata in un weekend: camminando per le strette e ripide viuzze del centro storico, è possibile partecipare a visite guidate, esplorare i dintorni della città e perdersi nell’incanto di una città senza tempo.

 

[ Tramonto su Matera ]

 

MATERA: UN VIAGGIO NEL TEMPO

La storia di Matera è antichissima e travagliata. I primi insediamenti risalgono alla preistoria: da allora l’uomo ha sempre vissuto e abitato queste terre, adattandosi all’ostile conformazione del territorio, sfruttandone gli aspetti positivi, proteggendosi dai nemici. Nel Parco della Murgia, a pochi chilometri di distanza da Matera, sono stati trovati reperti che testimoniano la presenza dell’uomo fin dal Paleolitico: fu Domenico Ridola che per primo, nel 1872, si dedicò agli scavi nella zona, trovando reperti di scheletri umani e resti di animali, e a lui è dedicato il Museo Archeologico Nazionale. Durante il Neolitico, l’uomo iniziò a stanziarsi nella Murgia, dove viveva di caccia e pastorizia. Poi, si trasferì dell’altra parte del canyon, dove oggi si trova Matera e la Civita, il nucleo più antico della città.  

Durante il Medioevo Matera divenne città fortificata, protetta da una cinta muraria. Proprio durante l’Alto Medioevo, tra il VII e il XIII secolo, iniziano ad essere costruite le chiese rupestri, luoghi di culto scavati nella roccia dalle comunità monastiche benedettine e bizatine che provenivano da Oriente, abbellite da stupendi affreschi. Successivamente, la popolazione si stanziò nei sassi e le chiese rupestri furono utilizzate dai pastori come rifugio per le pecore.

 

[Matera by night ]

 

IL RISCATTO DI MATERA: DA VERGOGNA NAZIONALE A CAPITALE DELLA CULTURA

Nel corso dei secoli Matera fu abbellita con palazzi e chiese barocche ma le persone continuarono a vivere nei sassi, nelle grotte scavate nella roccia. Dentro le grotte vivevano famiglie molto numerose insieme ai propri animali, senza elettricità e senza servizi igienici. Fu Carlo Levi che denunciò a livello nazionale le condizioni malsane in cui vivevano i contadini materani: nel 1948 Togliatti visitò Matera e la definì “vergogna nazionale”. Nel 1952, con la Legge speciale per lo sfollamento dei sassi di Matera, circa due terzi della popolazione di Matera  (17 mila persone) fu costretta a lasciare le proprie case e trasferirsi in nuove abitazioni ai margini della città. Lo sfollamento durò diversi anni, in concomitanza con il processo di risanamento e riqualificazione della parte vecchia. Con l’entrata dei sassi di Matera nell’elenco patrimonio dell’Unesco nel 1993 (primo sito dell’Italia meridionale), Matera ha accelerato la sua ripresa ed è stata proclamata Capitale europea della cultura 2019.

 

[ I sassi di Matera ]

 

UN WEEKEND A MATERA: COSA VEDERE IN 2 GIORNI

Una volta che si arriva a Matera non si vorrebbe più andare via. È un luogo talmente suggestivo, con così tanto da vedere, che vi si potrebbero trascorrere giorni senza annoiarsi. Tuttavia, un weekend a Matera è ideale per staccare la spina e scoprire la città: ecco quali sono i principali punti di interesse da non perdere!

SASSI DI MATERA

Le antiche abitazioni di Matera sono chiamate “sassi”: sono questi sassi che, per la loro particolarità, hanno permesso a Matera di diventare Patrimonio dell’Unesco. Le case dell’antica Matera sono scavate nella roccia: si tratta di grotte scavate nella bianca roccia di calcarenite che caratterizza il canyon della Gravina e il promontorio dove sorge Matera. Con il materiale scavato venivano poi costruite le facciate di ingresso delle case per nascondere la grotta e l’acqua veniva raccolta con un sistema di cisterne. A Matera, l’ingegno umano si fonde perfettamente con la natura circostante.

I sassi di Matera sono suddivisi in due grandi anfiteatri naturali, il Sasso Barisano e il Sasso caveoso. Il Sasso barisano si chiama così perché è rivolto verso Bari mentre il Sasso caveoso si caratterizza per la presenza di grotte e gli insediamenti più antichi.

 

[ Il sasso caveoso ]

 

LA CIVITA e il DUOMO

È la parte più antica della città di Matera, situata in una posizione strategica. Situata nel cuore della città, la Civita è stato ed è tutt’oggi il fulcro della vita materana. Qui si trova il Duomo, che imponente e in posizione rialzata, domina la città. Risalente al 1230, è costruito in stile romanico e si caratterizza per una splendida facciata, dove è presente un grande rosone e le statue dei patroni della città, la Madonna della Bruna e Sant’Eustachio. All’interno, lo stile barocco riempie le tre navate, dove si trova il Giudizio Universale e il sarcofago con le spoglie di San Giovanni di Matera.

 

[ Il Duomo di Matera ]

 

 LE CHIESE RUPESTRI

I monaci benedettini che si insediarono a Matera nell’Alto Medioevo edificarono numerose chiese rupestri. Le chiese erano scavate dentro le grotte, dove venivano create le navate, le absidi e le cupole, per poi essere decorate con bellissimi affreschi. A Matera e nei dintorni della città sono state rinvenute più di 150 chiese rupestri: alcune di queste si trovano nella città di Matera, altre nella Murgia. E’ davvero difficile visitarle tutte, per cui bisogna scegliere quali vedere!

Nel Sasso barisano abbiamo visitato la bellissima chiesa rupestre di San’Antonio Abate, piccola ma molto graziosa, dove abbiamo anche incontrato un signore che ha suonato per noi musiche tradizionali.  Nel Parco della Murgia abbiamo visitato la chiesa rupestre di San Falcione o San Canione: si tratta di una delle più antiche di Matera, un complesso monastico in stile bizantino edificato da monaci italo-greci arrivati a Matera nel IX secolo. Il complesso comprende il cenobio, utilizzato come rifugio per le pecore, e la chiesa, dove sono visibili gli affreschi di San Nicola. Purtroppo oggi non è più visibile l’affresco della presentazione di Gesù al tempio, che decorava l’altare. Sempre nel Parco della Murgia, si trova la chiesa rupestre della Madonna delle tre porte: questa chiesa si caratterizza per la presenza di tre ingressi e all’interno sono presenti i resti di alcuni affreschi, distrutti in passato da un archeologo tedesco che ha provato a portarli via.

[ La chiesa rupestre di San Falcione o San Canione ]

Altre cripte molto belle che si possono visitare nei sassi sono:

  • Madonna dell’Idris
  • San Giovanni in Monterrone
  • Santa Lucia alle Malve
  • Chiesa di Sant’Agostino
  • San Pietro barisano
  • San Nicola dei greci.

 

CHIESA DEL PURGATORIO

Situata nella graziosa piazzatta G. Pascoli, la Chiesa del Purgatorio ha una facciata molto particolare e per certi veri inquentante. Costruita nel 1770 in stile barocco, la chiesa è dedicata ai defunti e si caratterizza per la presenza nella facciata di statue di teschi che richiamano il tema della morte e della redenzione delle anime (nella parte superiore ci sono angeli). Il portone in legno riporta scheletri di regnanti e di comuni cittadini con l’iscrizione “miseremini mei mineremini mei saltem vos amici mei”.

[ La chiesa del Purgatorio ]

 

CASA GROTTA

Nei sassi si trovano alcune case grotta, degli esempi di abitaizoni dei sassi di Matera. Le case grotta riproducono al loro interno una tipica abitazione materana, in modo da far comprendere ai visitatori come si viveva un tempo. Dentro alla grotta, costituita da un unico ambiente, si trovavano pochi oggetti e la cisterna e le famiglie molto numerose vivevano in questo amibente umido insieme ai propri animali. Le abitazioni erano fredde e umide per cui le persone vivevano il più possibile fuori: si creavano i vicinati, spazi aperti antistanti alle case dove si condivideva tutto in comunità. Grazie a video e foto è possibile anche vedere testimonianze relai di come era la vita all’interno dei sassi fino agli anni ’50.

 

[ Casa grotta a Matera ]

 

LA CRIPTA DEL PECCATO ORIGINALE

La cripta del peccato orignale è a mio avviso uno dei luoghi più belli di Matera. Sebbene si trovi a qualche km di distanza da Matera, vale la pena raggiungerla: questa chiesa rupestre è considerata la cappella sistina della pittura parietale perché conserva le più belle e antiche rappresentazioni iconiche dell’arte italiana. Si tratta di una chiesa ipogea, un cenobio benedettino del periodo longobardo ( IX secolo), interamente affrescata: le immagini dei santi, della Madonna e del peccato orignale, sono realizzate con una finezza e bellezza straordinaria. In origine, per la presenza di tutti questi affreschi questa chiesa era conosciuta con il nome di cappella dei 100 santi. Ma ciò che  che la rende unica è la presenza di bellissimi fiori rossi: la costante presenza di questo tema in tutte le pareti ha fatto si che il pittore che la dipinse fosse soprannomianto il pittore dei fiori.

[ Affreschi nella Cripta del peccato originale ]

 

Il PARCO DELLA MURGIA MATERANA

Poco distante da Matera si trova Parco regionale archeologico storico naturale delle chiese rupestri del materano. Istituito per tutelare l’immenso patrimonio storico e naturalistico che testimonia il rapporto tra uomo e natura, si estende per 8000 ettari. Questo parco, che si trova al confine con la Puglia, raccoglie interessanti testimonianze della permanenza di antiche popolazioni in questa parte d’Italia: qui si trovano numerosissime chiese rupestri. Ma è anche un luogo ricco di bellezze naturali, come il canyon della Gravina, che si estende per 20 km fino al paese di Montescaglioso. Il paesaggio, brullo, roccioso e desolato, può essere esplorato grazie ad un’interessante rete sentieristica!

P.S: Il Belvedere di Murgia Timone è il posto ideale per vedere il tramonto su Matera!

 

[ Il Parco della Murgia Materana ]

 

TRADIZIONI E CURIOSITA’

Concludo questo post segnalando alcune tradizioni e curiosità che caratterizzano Matera.

IL GALLO

Girovagando per le strade di Matera, si notano qua e la galli in terracotta tutti decorati. Nei negozi di souvenir, i galli in terracotta sono dei simpatici fischietti, apprezzati soprattutto dai bambini. Ma perché Matera è piena di galli? Il gallo è uno dei simboli di Matera: in passato, quando un ragazzo voleva chiedere la mano di una ragazza, doveva realizzare un gallo in terracotta. Il ragazzo doveva impegnarsi e decorare e colorare il gallo: la bellezza del gallo era un indicatore per i genitori per capire la ricchezza del ragazzo.

 

LA FESTA DELLA MADONNA DELLA BRUNA

Questa festività materana è una tradizione antica di 600 anni: dal 1389, il 2 luglio di ogni anno la patrona della città viene celebrata con una festa molto particolare. Si inzia con una processione dei pastori per le strade della città e poi a mezzogiorno alcuni materani, travestiti da cavalieri, prelevano la statua della Madonna dalla Cattedrale e la portano nella chiesa dell’Annunziata, per poi portarla in processione per le principali strade della città su un grande carro: il carro è decorato con statue in cartapesta, realizzate dai meterni. Dopo aver riposto la statua in chiesa, il carro trainato da cavalli inizia una folle corsa nel verso la piazza principale della città e i materani devono cercare di salirci sopra. Chi riesce a salire sul carro, inizia a distruggerlo e cerca di portarsi a casa le sculture in cartapesta: questa verrà conservata come protezione.

 

IL PANE DI MATERA

Il pane è unno dei prodott tipici di Matera. Fin dai temi antichi costituiva un importante alimento che veniva mangiato anche qunado secco crendo la tipica zuppa materana. Cotto nel forno a legna con semole di grano duro lucane e con lievito natuale è una vera delizia. Un tempo il pane era preparato dal fornaio e le famiglie andavano con un tibro per riconscerlo.

[ I galli di Matera ]


Per sapere gli eventi organizzati a Matera: www.materaevents.it.


 

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