L’Ara com’era: un viaggio nel passato con la tecnologia del futuro

L’Ara com’era: un viaggio nel passato con la tecnologia del futuro

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L’Ara Pacis Augustae è una delle più importanti opere di scultura dell’Antica Roma. Simbolo degli ideali e delle ambizioni di una classe dirigente all’apice del suo potere, è un’importante testimonianza della grandezza dell’Impero Romano. Nel corso del tempo gli agenti atmosferici hanno deteriorato quest’opera ma oggi, grazie ai restauri e all’impiego della tecnologia, con un’ipotesi di restituzione elaborata da studi specialistici, è possibile ritrovare il colore che arricchiva i rilievi e ammirare l’Ara com’era, in tutto il suo splendore.

 

L’ARA PACIS

Questa magnifica scultura è un altare monumentale voluto dall’Imperatore Augusto e dedicato alla pace. Interamente in marmo, misura 11,65 m per 10,62 m per 3,68 m ed è custodito in una apposita struttura in vetro e travertino, il Museo dell’Ara Pacis, lungo le sponde del Tevere. Viene considerato uno degli esempi più alti dell’arte classica e anche se nel corso del tempo si è molto deteriorato, la sua bellezza e la sua magnificenza incantano ancora oggi i suoi visitatori. Grazie all’opera letteraria delle Res Gestae Divi Augusti sappiamo che fu il Senato, nel 13 a.C., a decretare la costruzione dell’Ara Pacis in onore dell’imperatore Augusto il quale aveva fondato nuove colonie nelle province di Gallia e Spagna e consolidato il potere di Roma.

L’altare venne edificato lungo la via Flaminia vicino al confine del campo Marzio: ogni anni i sacerdoti si ricavano qui per fare un sacrificio. Gli interni e gli esterni sono un insieme di arte ellenistica e romana e le raffigurazioni in basso rilievo esaltano i legami tra Augusto e la pace che è rappresentata nella parte inferiore dell’altare da una ornamentazione naturalistica, con fiori, piccoli animali e cigni.

Purtroppo la posizione in cui fu collocato l’altare non era delle migliori e nel corso del tempo le inondazioni del Tevere depositarono strati di limo sull’opera e ne causarono l’interramento. Il suo ritrovamento fu reso possibile dalle testimonianze letterarie pervenute fino a noi. Il recupero iniziò nel XVI secolo e si è concluso quattro secoli dopo quando nel 1937, in onore del bimillenario della nascita di Augusto, il Consiglio dei Ministri decretò la ripresa dei lavori, impiegando strumenti all’avanguardia. Negli stessi anni si costruì un padiglione per ospitare l’altare che fu ufficialmente inaugurato da Mussolini nel 1938.

 

[ © photo: Steven Zucker ] 

 

L’ARA COM’ERA

In origine l’Ara Pacis era interamente decorato da basso rilievi interamente dipinti, di cui ne sono testimonianza quelli pervenuti fino ai giorni nostri; grazie as un progetto multimediale, il Museo dell’Ara Pacis offre ai visitatori un’esperienza davvero unica: la possibilità di ammirare l’Ara Pacis com’era, cioè con i suoi colori originali.  Come funziona? Una volta entrati nel museo ogni visitatore riceve un visore AR e grazie alla fotocamera dei device in essi inseriti, gli elementi virtuali si fondono con quelli reali direttamente nel campo visivo del visitatore che può vedere l’Ara Pacis come era durante l’epoca romana. Grazie agli auricolari, è possibile ottenere dettagliate spiegazioni durante tutta la visita.

Il percorso è diviso in 9 punti di interesse, dove i marmi dell’altare si animano in 3D. La visita inizia con una visione centrale dell’altare a 360 gradi durante la quale il visitatore viene trasportato indietro nel tempo davanti alla scena del sacrificio annuale in onore della pace. Successivamente si passa ad osservare i singoli lati dell’altare. Nella parte frontale i rilievi mostrano come le origini di Roma di fondano con quelle della famiglia di Augusto e nelle due scene è raffigurato Enea, progenitore della Gens Iulia, che parte da Troia e arriva in Lazio. A destra è raffigurato il Sacrificio di Enea ai Penati mentre a sinistra la fondazione di Roma. Sul lato posteriore troviamo la personificazione di Roma e dall’altro lato la Saturnia Tellus, una grande figura matronale seduta con in grembo due putti e alcune primizie.

Sui lati lunghi è raffigurata la processione del voto all’Ara, con sacerdoti e i membri della famiglia di Augusto.
Lungo tutta la parte inferiore dell’altare, la pace è raffigurata con girali d’acanto. Dal basso, la pianta cresce rigogliosa, proprio come la pace perduta e ora riportata da Agusto nell’Impero.

 

 

INFORMAZIONI UTILI

Il percorso “l’Ara com’era: un racconto in realtà aumentata e virtuale” è un evento organizzato dal Museo dell’Ara Pacis in italiano, inglese, francese, spagnolo e tedesco. Il museo si trova a Lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli) ed è possibile raggiungerlo con il bus o la metro (fermata Flaminio, da Piazza del popolo proseguite lungo via Ripetta e dopo circa 500 m trovate il museo sulle sinistra.) Il percorso multimediale dura circa 30 minuti. Potete prenotare la vostra visita al seguente link:
Al percorso non possono assistere i bambini idi età inferiore ai 13 anni.
Maggiori informazioni qui: www.museoarapacis.it/aracomera

                                           www.museoarapacis.it


[Durante la visita all’Ara Pacis non è permesso scattare fotografie: le immagini presenti del post sono state prese online. Cliccando sull’immagine è possibile risalire all’autore.]


 

 
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