Considerato uno dei percorsi più adrenalinici dell’Appennino delle quattro Province, il trekking che porta alla croce degli alpini è uno dei più interessanti e spettacolari della zona dell’alessandrino: ripido e impervio in certi tratti, permette di godere di un panorama eccezionale sulle Strette di Pertuso, la Val Borbera e il Monte Giarolo.

 

Ci troviamo in provincia di Alessandria, precisamente nella Val Borbera, nel territorio delle 4 province. Il trekking che conduce alla Croce degli alpini parte da Pertuso, frazione di Cantalupo Ligure (AL), raggiungibile da Serravalle ed Arquata Scrivia. Qui si trovano le famose Strette di Pertuso, dove il torrente Borbera scorre lungo le strette pareti di roccia di puddinga fino a raggiungere la Valle Scrivia, dove si unisce al fiume Scrivia.

 

[ Le Strette di Pertuso ]

 

Qui, in cima ad una delle ripide pareti rocciose di puddinga, si trova la Croce degli alpini, dedicata agli alpini e posta su questa cima rocciosa 26 anni fa in onore dei Caduti.

Inoltre, il sentiero che porta alla Croce degli Alpini è dedicato ad Alessandro Mennella e Serena Salvucci, soci del CAI di novi ligure scomparsi nel 2003 colpiti da un fulmine sul Monte Rosa. 

 

[ Il memoriale ad Alessandro e Serena]

Il percorso per la Croce degli alpini è un sentiero EE (Escursionisti Esperti) in quanto molto esposto e non adatto a chi soffre i vertigini. 

Anche se il dislivello non è eccessivo, l’esposizione e la varietà del percorso che si articola tra tratti nel bosco, tratti su rocci e tratti lungo i crinali, lo rende particolarmente impervio per chi non ha esperienza. 

[Tratti del sentiero] 

INFO

 Punto di partenza: Pertuso (Frazione di Cantalupo Ligure – AL)

 Punto di arrivo: Croce degli alpini (830 m slm)

 Dislivello: 600 m

 Difficoltà: EE (sentiero escursionisti esperti)

Sentieristica Cai: sentiero 260

Tempo di percorrenza: circa 2 ore h (solo andata)

 

Il sentiero che vi descrivo di seguito parte da Pertuso, precisamente dalla stele ai partigiani.

Lasciata l’auto nel piccolo parcheggio, sul lato opposto della carreggiata si vede ben visibile la segnaletica 260 del sentiero che porta alla Croce degli alpini. Attraversato il ponte (che regala un bel panorama subito sulle strette), si incontra il primo ponticello in legno e la prima fune.

 

[ Il primo tratto del sentiero dopo il ponticello ]

 

Da qui si sale un primo tatto ripido nel bosco, fino ad un primo punto panoramico sulla Val Borbera. Proseguendo, si incontrano tratti di roccia, la puddinga, la tipica roccia della Val Borbera. In alcuni tratti particolarmente esposti o dove è presente la roccia, il CAI di Novi Ligure ha posizionato corde o funi in acciaio in buono stato per cui è anche possibile portarsi l’imbrago. Sconsiglio le bacchette in salita ma le consiglio in fase di scesa per il pietrame.

È davvero molto importante fare attenzione a dove si mettono i piedi. 

[ Alcuni tratti del sentiero sono nel bosco ]

[ Tratti attrezzati sulla puddinga ]

[ Salita sulla roccia di puddinga ]

[ Funi per aiutarsi in caso di necessità ]

[ Tra le roccia di puddinga]

Una volta raggiunto il crinale, bisogna scendere leggermente e proseguire seguendo il sentiero, chiaramente visibile.

 

[ Il sentiero qui è ben visibile ]

[ Tratti panoramici ]

 

A questo punto si risale e piano piano e si continua a salire fino a raggiungere la Croce degli Alpini: da qui il panorama è davvero eccezionale: si scorge Cantalupo Ligure e Rocchetta Ligure, il Borbera e tutta la Valle, con il Monte Giarolo che domina la Valle.

 

[ Croce degli Alpini ]

[ In cima! ]

Il ritorno è per la medesima di via: fare attenzione a dove si mettono i piedi perché la discesa è molto ripida!


 

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2 Comments

  1. Marco

    Ottima descrizione, io questa salita l’ho fatta la prima volta a gennaio di quest’anno. Per la discesa ho optato per il sentiero che porta a Pagliaro, che si trova più avanti, proseguendo sul sentiero 260 oltre la croce.
    Da come mi avevano descritto la salita alla croce da Pertuso me la aspettavo più tecnicamente difficoltosa, invece non ho incontrato difficoltà. Serve sempre attenzione come sempre, per assurdo ho trovato più difficoltosa la costa Camisola la prima volta che la feci, un paio di anni fa.
    Consiglio anche la salita alla croce da Roccaforte, sul sentiero 260, il percorso è più lungo ma più adatto ai meno allenati. meritano le deviazioni al villaggio abbandonato di Avi e alla cima del monte Poggio

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