Scrivo questo articolo sul volo che da Calgary mi porta a Montreal per poi rientrare in Italia e non faccio che pensare continuamente a quanto sia stato incredibile il Canada dell’Ovest.. Paesaggi davvero meravigliosi, foreste immense, laghi e fiumi glaciali dai colori psichedelici, ma soprattutto montagne spettacolari…!
Il West Canada affascina per i suoi paesaggi selvaggi e per la sua maestosa natura: è l’habitat di animali straordinari come gli orsi e le alci, è la terra delle immense foreste sempreverdi, sovrastate da montagne impressionanti con ghiacciai millenari che formano torrenti e cascate impetuose, che si gettano in laghi dal colore turchese intenso.

[ Il Lake Moraine ]
Durante tutto il viaggio, si ammirano paesaggi davvero “wow” e il modo migliore per apprezzare tanta bellezza è un viaggio on the road, partendo da Calgary verso Vancouver o da Vancouver verso Calgary, come abbiamo fatto noi: facendo questo secondo percorso, l’evolversi dei paesaggi è più affascinate perché dal mare si arriva fino alle iconiche Rockies Mountains.
Di seguito condivido il mio itinerario, da Vancouver a Calgary: un itinerario di 10 giorni, perfetto per le ferie del periodo estivo o quello autunnale. Consiglio infatti come mesi per visitare questa parte del Canada, giugno/luglio o settembre, per due ragioni: la prima è il clima, mite e non troppo freddo, la seconda è la disponibilità delle strutture ricettive e i prezzi, dal momento che questa parte del Canada è molto visitata e non ci sono molti alberghi (inoltre, meglio prenotare con largo anticipo, direi almeno 6 mesi prima, e questo vale anche se si opta per soggiorni in campeggi!)

Giorno 1: VANCOUVER
Vancouver è una città stupenda: sorge sulla costa dell’oceano Pacifico e nonostante le sue dimensioni, è davvero molto semplice da visitare. Noi ci siamo stati solo 1 giorno e devo dire che abbiamo avuto modo di assaporare un po’ del suo fascino, tra parchi ben curati, alti grattacieli e cucina molto buona.
Suggerisco di iniziare l’esportazione dalla zona dell’isola di Grandville, dove si trova un bellissimo market coperto con tanti corner ristoranti (con opzioni anche vegan) e shop locali.

Da Grandville partono anche le escursioni (una al mattino e una al pomeriggio) per avvistare le balene e le orche: si naviga per 5 ore nelle acque della penisola di Vancouver incontrando questi splendidi cetacei (se ti intessa questa esperienza noi abbiamo prenotato con Prince of Whales).

Da qui, si ritorna sulla terra ferma con un acqua bus, un piccolo battello che fa sponda tra la piccola isola e la costa (è a pagamento: in alternativa, si può attraversare uno dei tanti ponti). Nel pomeriggio merita una visita lo Stanly Park, dove si trovano dei bellissimi totem in omaggio alla tradizione canadese. Essendo una città relativamente giovane, non ha molto luoghi storici: in centro si trova il famoso l’orologio a vapore Gastown, che ogni 5 minuti suona una canzoncina!

Giorno 2: SEA TO SKY HIGHWAY, da Vancouver a Whistler
Il nostro on the road nel West Canada inizia percorrendo la Sea to Sky Highway, la strada 99N, una splendida strada panoramica che collega Vancouver alla città montana di Whistler, nel cuore della British Columbia. Questa strada si snoda lungo la costa dell’oceano Pacifico e offre scorci stupendi sulle acque turchesi della penisola di Vancouver. Si possono fare diverse tappe lungo questa strada, anche solo fotografiche. Tra le tappe imperdibili, ci sono sicuramente il Capilano Suspection Bridge e la cittadina di Squamish.
Il Capilano Suspection Bridge si trova a 9 km da Vancouver: si tratta di parco dove una rete di ponti sospesi (i treetops) ti fa letteralmente camminare sopra gli alberi e dove la vertiginosa cliffwalk permette di camminare a fianco delle alti pareti del canyon del Capilano River! Questa rete di ponti sospesi passa tra gli alberi della verdissima Great Bear rainforest, la foresta temperata della costa pacifica della British Columbia.

Questo parco tutela non solo la flora e la fauna locale ma anche la storia delle comunità locali: nel 1889 George Grant Mackay costruì un ponte di legno sospeso per collegare le rive opposte del fiume, un’opera ingegneristica senza precedenti, che oggi viene ricordata con un ponte sospeso a 70 m di altezza! Per esplorare al meglio il parco, programmate una visita di almeno un paio di ore e consiglio la visita al mattino presto, visto il grande afflusso di gente. Qui il sito per prendere i biglietti online e le tutte le info sul parco.

Altra meta lungo la Sky to Sky Highway è Squamish, una piccola cittadina vicino al mare, patria della cultura nativa canadese. Il centro non è molto grande, si sviluppa lungo un’unica strada principale con intorno qualche negozio e qualche ristorante ma poco distante dal centro si trova la Sea to Sky gondola, una funicolare che porta in soli 10 minuti da 0 m a 885 m sul livello del mare, fino ad un punto panoramico dove si gode di una vista stupenda sull’Howe Sound, la baia antistante a Squamish, circondata dalle innevate montagne della Coast Range. Qui si trova anche un bel ristorante all’interno del Summit Lodge e un ponte tibetano, da dove partono anche numerosi trekking. Qui il sito per prenotare i biglietti (hanno un costo abbastanza elevato, circa 74$ canadesi!)

Ultima tappa della giornata è la città di Whistler, graziosa località montana con negozietti e bei panorami sulle montagne circostanti. La città ha ospitato nel 2010 i giochi olimpici e offre molte strutture ricettive: in inverno, è una meta molto gettonata per le bellissime piste innevate. La città si divide in tre nuclei: il North Village, il Centre Village e l’Upper Village: si possono girare a piedi ed ospitano più che altro hotel e lodge. Il cuore della cittadina è il Centre Village, dove si trovano negozietti e ristoranti. A Wisthler è possibile anche salire sulla funivia Peak 2 Peak Gondola, per un panorama dall’alto sulla città e le montagne circostanti.

Giorno 3: da Wistler a Kamloops
Giornata di (lungo) trasferimento ma paesaggi da cartolina..! Lasciata la cittadina di Whistler ci dirigiamo verso Kamloops, attraversando il cuore pulsante della British Columbia. Le ore di viaggio non si sentono minimamente perché il paesaggio cambia in continuazione e ci tiene incollati al finestrino. Immancabili innumerevoli soste, quindi meglio calcolare almeno 2 ore in più rispetto a quanto previsto da GoogleMaps (tenete conto che da Wistler a Kamloops sono 299 km: non si impiegano però solo 4 ore ma tutta la giornata!)

La prima sosta che consiglio è al Green Lake, appena fuori Whistler: si tratta di un lago dal colore incredibile che alle prime luci del mattino regala uno spettacolo stupendo.. Altra sosta poco lontana da Whistler sono le Nairn Falls: con una passeggiata di 1.5 km (il parcheggio è ben segnalato a bordo strada ed è gratuito) e poco dislivello, si raggiungono queste bellissime cascate formate dal Green River che, scorrendo in circoli concentrici, ha creato nel corso degli anni dei passaggi sotterranei nella roccia dai quali poi riemergono le cascate.

Lungo la strada, oltre a fermarsi ad ammirare innumerevoli laghi, è possibile anche fare una sosta alla cittadina di Perbenton: qui c’è un ottimo centro visitatori per informarsi sulle attività da fare in zona e, poco lontano, dopo aver costeggiato l’immenso Lilloet Lake, si può ammirare il ghiacciaio che si affaccia sul lago Joffre (per accedere a questo lago serve però uno specifico pass: in British Columbia ci sono diversi parchi che sono regolamentati in modo diverso rispetto ai parchi degli altri stati canadesi, e per ognuno serve uno specifico pass. Quindi consiglio di consultare il sito di Parks Canada, dove ci sono tutti i dettagli in merito ai parchi con restrizioni e dove acquistare il pass, da fare con largo anticipo in quanto in alcuni sono previsti accessi giornalieri limitati, come appunto il Lago Joffre).


Ci addentriamo nella terra di L’Il’Wat, parte dello St’At’Imc Nation, dove vivono molti canadesi discendenti dalle tribù locali. Con una strada prima e in salita e poi in discesa, si costeggia il Seton Lake e d’un tratto si ha la sensazione di essere non più in Canada in quanto le pinete lasciano posto a campi infiniti che si perdono a vista d’occhio e ranch!


Prima di raggiungere Kamloops, facciamo una breve deviazione che ci porta alla piccola Clinton, una città fantasma a circa 70km da Kamloops.

Giorno 4: Wells Gray Provincial Park
Altra giornata di trasferimento! In circa 1 ora da Kamloops si raggiunge Clearwater, porta di ingresso al Wells Gray Provincial Park, il parco canadese delle cascate. Trattasi di un parco immenso (come tutti d’altronde qui in Canada!) per il quale però non serve alcun biglietto di ingresso. Dopo essere passati per il visitor center (che offre mappe sui percorsi e consigli sui sentieri), si percorrono 20 km seguendo i cartelli lungo la Wells Gray Park Road (non ci si può sbagliare) e si entra nel parco. La strada asfaltata si addentra per 43 km circa, coprendo l’area principale del “Corridor” fino poco dopo le Helmcken Falls, dopodiché è possibile raggiungere il Clearwater Lake percorrendo altri 30 km circa ma su sterrato.

Il parco come dicevo è gratuito, gli unici costi previsti sono per il campeggio o per attività specifiche come il noleggio di barche o tour guidati. I primi 43 km di strada asfaltata permettono di raggiungere con dei brevi percorsi alcune tra le cascate più belle del parco. La prima, poco lontana dall’ingresso del parco, è la Spahats Falls e si raggiunge dal parcheggio con una piacevole camminata pianeggiante in 5 minuti nel bosco: dalla nuovissima piattaforma panoramica si ha una vista privilegiata dall’alto del suo salto di 75m.

Proseguendo, si raggiungono le Dawson Falls, conosciute come le “piccole Niagara”: sebbene abbiamo un salto di “soli” 20 m, sono a forma di ferro di cavallo e con una potenza davvero notevole. Il sentiero per raggiungerle costeggia dall’alto il fiume, portando a dei punti panoramici davvero vicino alle cascate, per apprezzarle da diverse angolazioni.

Altra sosta d’obbligo è quella alle celebri Helmcken Falls, che con un salto impressionante di 141 m è considerata la più spettacolare in assoluto di tutto il parco.

Oltre a queste, ci sono altre cascate, raggiungibili però con sentieri più impegnativi. Per le cascate che ho menzionato sopra e che sono le più conosciute, calcolate circa 2.30 ore per la visita. Noi abbiamo inserito il Wells Gray Park come tappa lungo il trasferimento per Jasper (che dista 2 ore). Ultima nota: all’interno del parco non c’è connessione, meglio avere con sè viveri, acqua e mappe dettagliate!!
Un’altra bella escursione da fare prima di raggiungere Jasper è a Blueriver, una piccola (piccolissima) cittadina poco dopo il Wells Gray Park: qui si può partecipare ad una escursione con River Safari. si tratta di un’esperienza davvero unica e bellissima.. Si sale su una specie di canoa e si naviga nelle acque del Mud Lake, per poi “salire” su una palafitta traballante in mezzo al lago per passare ad una barca più piccola a motore per risalire il fiume Mud. I paesaggi sono davvero incredibili, non so davvero come descriverli se non con qualche foto: la particolarità è che durante l’escursione si possono avvistare gli orsi nel loro habitat naturale. Noi non ne abbiamo visti ma il paesaggio, l’atmosfera e la natura immensa ha fatto sì che questa escursione entrasse di diritto tra le più belle di tutto il viaggio (e viaggi in generale!) Vi lascio qui il sito, dove ci sono tutte le info e i diversi tour disponibili. In serata abbiamo raggiunto Jasper.

Giorno 5 e 6: Jasper National Park
È uno dei parchi più belli del Canada insieme a quello di Banff e non ha bisogno di troppe presentazioni. Fondato nel 1930, è il parco per eccellenza delle Rockies Mountains nonché il più grande, con i suoi 11000 km2!. Il Jasper National Park si divide in 4 aree principali: Hot Springs a nord est (dove si trovano le celebri fonti termali), il settore Edith Cavell a ovest (al momento, 2025, il settore è completamente chiuso x via del vasto incendio del 2024), il settore del Maligne Lake a est e la Icefield Parkway a sud.

Il centro urbano del parco è l’omonima cittadina di Jasper, piccola e molto intima, dove i ristoranti e i negozi si trovano tutti vicini alla Main Street. Essendo l’unico centro abitato, non ci sono molte strutture ricettive ma il numero di turisti è in continuo aumento: meglio pertanto prenotare con (tanti) mesi di anticipo, sia perché non ci sono molti alloggi disponibili sia per i prezzi che aumentano vertiginosamente per i mesi estivi. Nei dintorni di Jasper ci sono i due bellissimi laghi di Pyramid e Patricia, uno di fianco all’altro dove si può anche nuotare e poco sopra si trovano le terme: sono la meta ideale a fine giornata per riposarsi oppure da vedere in una mezza giornata appena arrivati o prima di ripartire.

Consiglio in fase di pianificazione del viaggio di verificare sul sito di Parks Canada i settori aperti dopo l’incendio del 2024. Sicuramente merita una visita il Settore del Maligne Lake. Il Maligne Lake si raggiuge con una splendida strada che attraversa torrenti e pinete e dove non è difficile incontrare animali selvatici, soprattutto al mattino presto. Prima di arrivare al Maligne Lake si incontra l’immenso Medicine Lake, dove molti tour operator offrono la possibilità di fare attività di canoa e kayak. Una volta raggiunto il Maligne Lake, si può prendere il kayak o partecipare ad una escursione sulla piccola barchetta per raggiungere in 1.30 ora il centro del lago dove si trova l’iconica e incantevole Spirit Island, con dietro la Hall of the Godness, un anfiteatro naturale considerato torno delle divinità.

Altri punti di interesse nel parco di Jasper sono le Athabasca Falls, raggiungibili con un breve percorso dal parcheggio: sebbene il loro salto non sia così alto, sono tra le più potenti al mondo e a circa 20 km verso sud si trovano le Sunwapta Falls, davvero scenografiche per la presenza di un piccolo canyon.


Altra tappa imperdibile è la Icefield Parkway: considerata una delle strade più belle del mondo, si estende per 230 km e collega il parco di Jasper a quello di Banff, attraversando le iconiche Rocky Mountains. I paesaggi lasciano senza fiato…


Lungo la Icefiled Parkway, a circa 1 ora da Jasper, si trova il Columbia Icefield center: più o meno a metà strada della Icefield Parkway, dal finestrino si inizia a scorgere il Columbia Icefield, il più grande campo di ghiaccio delle Rocky Mountains canadesi. Inutile dire come sia difficile non fermarsi ad ogni piazzola e punto panoramico: questo ghiacciaio si estende per 325 kmq, con una profondità di 365 metri e si suddivide in diversi ghiacciai, tra cui il famoso Ghiacciaio Athabasca, uno dei “six toes” del Columbia Icefield.

Il ghiacciaio Athabasca arrivava un tempo fino alla strada, oggi è in continuo ritiro e per raggiungerlo la strada si complica sempre di più ma resta pur sempre uno dei più accessibili.
E ci sono due modi: o prendere un enorme gatto delle nevi oppure partecipare ad una Ice Walk con una guida alpina e arrivarci a piedi.

È stato emozionante camminare su questo ghiacciaio millenario (che si estende per 6km!), conoscerne la storia e la conformazione e vedere i bellissimi ruscelli e grotte create dall’acqua..
Ovviamente per camminare sul ghiacciaio è necessario affidarsi ad una guida alpina, i tour sono organizzati da athabascaglacier_icewalks.
Poco distante, è stato installata la Skywalk, una passerella di vetro sospesa a 280 metri di altezza che permette di camminare letteralmente sospesi per aria tra boschi e montagne circostanti.. È stata davvero un’esperienza meravigliosa.. Per i biglietti questo è il sito.

Spostandosi poi verso Banff, proseguendo lungo la Icefield Parkway si posso fare diverse soste tra cui il Mistaya Canyon (che si raggiunge con una breve camminata dal parcheggio a bordo strada) e l’iconico Peyto Lake, che ha la forma di testa di lupo. Poco lontano si incontra anche il Bow Lake, sovrastato dall’immenso Wapta Icefield. In serata si raggiunge Banff.



Giorno 7: Banff National Park
Noi non abbiamo pianificato troppo nel dettaglio prima di partire le giornate da trascorre nei dintorni di Banff e devo dire che abbiamo fatto bene. A meno che non si voglia partecipare a specifiche attività, è meglio programmare trekking e visite una volta arrivati in loco, in modo da basare le varie escursioni anche sul meteo (e per questo, meglio anche inserire un giorno in più nell’itinerario). Punti di appoggio per esplorare questa parte dello stato dell’Alberta sono Banff, graziosa cittadina che dà il nome all’omonimo parco, e Canmore, altro grazioso centro soprastato dalle Three Sisters, meno affollato e con prezzi leggermente più bassi.
Il Banff National Park non ha bisogno di presentazioni, è stato il primo parco canadese, fondato nel 1883, dopo che gli operai che costruivano la ferrovia scoprirono una sorgente termale: dopodiché, la Canadian Railway fiutò l’opportunità turistica e fu istituito il parco con il motto: “if we can’t export the scenary, we will import the tourists”. Oggi il parco ospita 4 milioni ti turisti l’anno e in estate c’è davvero tanta tanta gente (soprattutto indiani). Il mio consiglio è quello di dedicare solo lo stretto necessario ai luoghi più famosi ed esplorare i parchi che ci sono nei dintorni, meno frequentati ma altrettanto belli.

Scriverò un articolo più dettagliato su Banff e Jasper ma intanto vi consiglio di dedicare una giornata intera ai luoghi più iconici, come lo splendido Moraine Lake e il Lake Louise. Io consiglio di prenotare per il Lake Moraine e il Lake Louise lo shuttle (al parcheggio del Moraine Lake dal 2023 non si può accedere se non con gli shuttle, mentre al Louise i posti esauriscono subito). I bus per il Moraine e il Lake Louise offrono corse frequenti e potete prenotarli anche una volta arrivati là in modo da vedere bene il meteo e in genere prevedono una sosta di 1.30 h per ogni lago. Il sevizio offerto da Parks Canada va prenotato per tempo sull’apposito sito e vi permette di prendere il biglietto a/r e per schedulare meglio escursioni in zona.

Una volta visitati questi due laghi iconici, resta il tempo per vedere la cittadina di Banff, il Lake Minnewanka e fare un giro nella zona di Lake Louise Resort.
Giorno 8: Yoho National Park e Bow Valley
Parto subito dicendo che per me è stato uno dei più belli parchi vicino a Banff. Il mio consiglio è quello di affidarsi ad un tour organizzato per visitare i luoghi più affollati, come l’Emerald Lake, dove è impossibile trovare parcheggio. Noi abbiamo prenotato con Viavia: il van parte da Canmore o Banff e per alcuni alloggi è previsto il pick up direttamente lì.

L’escursione dura l’intere giornata e si resta circa un paio d’ore all’Emerald Lake, tempo sufficiente per fare un giro ed eventualmente fare l’escursione in canoa (da pagare a parte e non serve prenotarla, i biglietti si fanno direttamente lì in base alle canoe disponibili), per poi visitare anche il Natural Bridge (un ponte naturale di roccia scavato dal Kicking Horse River) e le Takakkaw Falls, formate dallo scioglimento del ghiacciaio Daly Glacier e con un salto di 300m prima di unirsi allo Yoho River. Al rientro si fa una sosta al Johnston Canyon e al Morant’s Curve, dove se passa il treno potete scattare l’iconica foto (non si sa quando passerà, sarà mera questione di trovarsi nel posto giusto al momento giusto)!

Giorno 9: Kanananskis Valley e parchi limitrofi
Poco distante da Canmore si trova una valle ancora più incontaminata e selvaggia del Banff National Park. Per entrare serve un pass che si può acquistare al visitor center e ci sono davvero tantissimi percorsi bellissimi di trekking. Al visitor center è possibile munirsi di una mappa: in macchina si può arrivare fino al Kananskis Upper Lake per poi passare dal visitor center Peter Lougheed Provincial Park dove si può imparare qualcosa di più sulla flora e fauna locale e vedere alcuni animali ahimè imbalsamati perché investiti.
Percorrendo poi lo sterrato 742, in 64 km siamo tornati a Canmore, attraversando il desolato Spray Valley Provincial Park.

Nel pomeriggio ci si può dedicare all’esplorazione dei dintorni di Banff, e provare attività come una gita in canoa nell’immenso Lake Minnewanka, rilassarsi lungo le sponde del Two Jack Lake e del Johnson Lake e fare un giro nel centro di Banff.

Giorno 10: Canmore e dintorni
In questo ultimo giorno consiglio di dedicarsi all’esplorazione di altre zone limitrofe a Banff, come il Lake Louise Ski Resort, dove si può prendere la funicolare che porta fino a 2000 m, da dove si ammira un panorama davvero super sui ghiacciai che sovrastano il Lake Louise e sul Mount Temple (3544 m slm).
Colpiti dalla bellezza dello Yoho NP, ci siamo ritornati, per visitare la storica cittadina di Field, che ospitava gli operai impegnati nella costruzione della ferrovia canadese, per vedere le incantevoli Wapta Falls e per esplorare un pochino il Kootenay NP, dove si trova l’incantevole Murble Canyon, di un azzurro davvero pazzesco.

Spero che questo itinerario sia stato utile se stai pensando ad un viaggio nel West Canada.. E resta sintonizzato per i prossimi articoli! 🙂
