La Patagonia cilena del nord, colonizzata solo a partire dagli anni Cinquanta, è ancora poco conosciuta e di fatto poco popolata. I paesaggi qui sono davvero mozzafiato: strade sterrate, fiumi, fiordi, isole e ghiacciai la rendono uno dei luoghi più autentici al mondo ma proprio questa sua natura, estremamente selvaggia,a l’ha resa un luogo difficile sia da esplorare che per l’insediamento. Resta ancora oggi un luogo selvaggio, tutto da scoprire!

La Patagonia, terra dove la natura è davvero incontaminata, esercita un fascino ipnotico, rendendo qualunque viaggiatore sempre entusiasta di tornarci e scoprire nuovi luoghi. Durante il mio ultimo viaggio, dopo aver trascorso qualche giorno nella Terra del Fuoco, ho passato circa 1 settimana nella Patagonia cilena del Nord, percorrendo la selvaggia Carretera Austral. Si tratta di una delle ultime zone del Cile ad essere stata colonizzata e qui il turismo è ancora molto di nicchia. Ma perché fare un viaggio qui? Questa parte della Patagonia è ricca di bellezze naturali incredibili che è possibile visitare percorrendo proprio la mitica Carretera Austral, considerata una delle strade panoramiche più belle del mondo. Se ami l’avventura, i luoghi incontaminati, i viaggi avventura on the road… Prepara le valige!

CARRETERA AUSTRAL: che cos’è e dove si trova

La Patagonia cilena del nord (compresa tra il 41° e il 48° parallelo), si caratterizza per essere una zona “frastagliata”, caratterizzata da fiumi, laghi, isole, fiordi e ghiacciai. Questa sua fisionomia deriva dallo spostamento delle placche terrestri e dallo scioglimento dei ghiacciai: l’intensa erosione causata dal movimento dei ghiacciai durante milioni di anni ha permesso che lentamente l’Oceano penetrasse nelle valli formando canali, fiordi ed estuari. In questo settore, la Cordilliera delle Ande si abbassa e finisce direttamente nell’Oceano: i campi di Hielo Norte e Sur (terza riserva di acqua dolce al mondo), un tempo si estendevano su tutta questa parte del Cile e oggi si sono ritirati e costituiscono l’unico esempio a carattere continentale e non polare e con accesso terrestre. Questa sua peculiare conformazione geografica l’ha resa inaccessibile per diverso tempo: i primi esploratori europei che arrivarono in queste terre furono gli spagnoli, che quando arrivarono qui denominarono questa terra “Trapananda” proprio perché risultava di difficile accesso e data la presenza di forti venti e forti piogge (proprio per l’incontro dell’Oceano e delle Ande), era considerata una delle zone più inospitali del Sud America.

I primi abitanti di queste zone furono i Chonos, popolo nomade di canottieri che arrivò qui circa 6.000 anni fa e si estinse nel 1870 dopo l’arrivo degli europei. Considerando la sua inospitalità, il difficile accesso data la presenza di fitte foreste, la zona iniziò ad essere esplorata solo a fine Ottocento dal tedesco Hans Steffen, che si occupò della cartografia della zona, e fu infine colonizzata dal governo del Cile nei primi del Novecento: i primi coloni si istaurarono qui tra gli anni Venti e gli anni Quaranta, bruciando ininterrottamente per circa 20 anni milioni di ettari di bosco, per coltivare e allevare bestiame (ancora oggi si vedono i tronchi bruciati). Alla fine la natura ha avuto la meglio, e sono rimaste poche persone, motivo per cui si tratta di una delle zone del pianeta con una bassa densità popolare.

La Carretera Austral è una strada costruita dal corpo militare cileno del lavoro (CMT) negli anni Ottanta su ordine di Pinochet, con lo scopo di collegare la regione della Patagonia cilena del nord con il resto del paese. La strada si snoda tra la regione dei laghi, tra fiordi e ghiacciai e collega Puerto Montt con Puerto Williams (nell’Isola Navrino), vicino allo Stretto di Magellano. La strada è un “work in progress”: molti tratti sono sterrati e l’intenzione è quella di portarla a termine, ma non si sa ancora quando verrà conclusa. La strada si estende per 1.247 km, attraversando la Regione dei Laghi e la Regione di Aysen. Nella prima parte, nel settore tra Hornopirén e la Caleta Gonzalo nel Parque National Pumalin, risulta indispensabile prendere dei traghetti: per questo motivo si chiama strada “bimodal“. Inoltre, dato che attraversa zone a bassa densità di popolazione (possono passare km prima di incontrare un entro abitato), si consiglia di percorrerla in 4×4 con scorte di acqua e benzina, ma ne parleremo più avanti.

Cosa vedere lungo la Carretera Austral: ITINEARIO DI 1 SETTIMANA

I luoghi di interesse, lungo la Carretera Austral, sono tantissimi ma già di per sé percorrere questa strada è un’esperienza unica perché ad ogni curva si resta incantanti dal paesaggio circostante: si passa da ammirare distese di fitti boschi a distese infinite di prati, da montagne a laghi color turchese, da ghiacciai a fiumi impetuosi. Come dicevo sopra, ho trascorso circa una settimana in questa parte di Patagonia ed ho visitato i maggiori luoghi di interesse che si trovano nella Regione di Ayen: sarebbero ovviamente necessarie almeno due settimane per percorrere tutta la Carretera ma ho preferito concentrarmi solo su questa parte centrale per visitare in un altro viaggio la regione dei laghi e, chi lo sa, percorrere nell’interezza la Carretera quando sarà conclusa!

AYSEN

Durante il mio viaggio ho esplorato la Regione di Aysen, la terza più grande del Cile ma anche la meno popolata (ci sono solo 0.85 abitanti per km quadrato!). Il paesaggio si caratterizza per alte montagne con splendidi ghiacciai, fiordi e fiumi: siamo vicini al Campo de Hielo Northe e al Campo de Hielo Sur, la terza riserva d’acqua dolce del mondo dopo i poli e la Groenlandia!

Il fiordo di Aysen, fu esplorato per la prima volta da Enrique Simpson nel 1870 che diede il nome al fiume che attraversa la regione, il Rio Simpson. La capitale della regione è Coihaique, fondata nel 1929 e conta 50.000 abitanti. Al di fuori di Coihaique, ci sono centri abitati più piccoli, come Aysen o Puerto Chacambuco, dove si possono scoprire realtà locali e acquistare del buon artigianato di qualità. Queste realtà si sviluppano tutte intorno alla piccola piazza principale o nel vicino mercato. Oltre al centro di Coihaique e a quello di Aysen, merita una sosta la Bahia Acantilada, una spiaggia molto rinomata da queste parti, dove in estate i cileni fanno il bagno con vista ghiacciai (quando le temperature raggiungono i 17 gradi)!

LAGUNA SAN RAFAEL

Per questo luogo ho scritto un post a parte perché merita qualche riga in più. Nell’omonimo parco si trova uno dei ghiacciai più iconici del mondo, raggiungibile solo con un traghetto e dopo un viaggio in mezzo al mare di circa 5 ore. E’ uno dei luoghi più remoti della Patagonia, incredibile e affascinante, motivo principale del mio viaggio. Qui puoi leggere tutte le informazioni per la visita!

CERRO CASTILLO

Situato nel Parco nazionale del Cerro Castillo, ai suoi piedi si trova una delle lagune più spettacolari del Cile. Questo è un paradiso per gli amanti del trekking. Il parco si estende per 180.000 ettari, caratterizzati da boschi di lenga, nyre, nonché splendide lagune glaciali e alte montagne in granito (che ricordano il Torres del Paine). Tra i percorsi di trekking più famosi c’è la traversata del Cerro Castillo, un percorso di 50 km che attraversa tutto il parco, raggiungendo anche la laguna del Cerro Castillo, che altrimenti si può visitare con un trekking in giornata di circa 8 ore a/r con un dislivello di 900 m.

CAPILLAS DE MARMOL

Per me questo è stato uno dei luoghi più affascianti mai visti. Ci troviamo lungo le sponde dell’immenso Lago General Carrera, un lago dalle acque turchesi circondato da montagne innevate. E’ il lago più grande del Cile (si estende anche in Argentina e prende il nome di Lago Buenos Aires) ed è denominato anche Chelenko, che nella lingua aborigena significa “acque tormentate”: infatti nei giorni di brutto tempo si alzano onde altissime e la navigazione è impossibile. Le sue coste “verticali” hanno permesso la costruzione di pochi porti e centri abitati. Uno di questi è Puerto Rio Tranquilo: è un luogo meraviglioso, tranquillo per davvero, dove abitano pochissime persone.

Qui ci sono agenzie locali che organizzano uscite in barca o in kayak per raggiungere le Capillas de Marmol (noi abbiamo prenotato questa escursione con Adventure Travel). Si sale su delle piccole barchette e in 10 minuti si raggiungono queste particolari conformazioni rocciose dichiarate Santuario de la Naturaleza. Si tratta di formazioni minerarie di carbonato di calcio: con gli anni l’erosione dell’acqua ha modellato la roccia, creando delle vere e proprie cappelle e cattedrali di marmo, dove le piccole barche riescono ad accedere.

L’acqua e il vento nel corso degli anni hanno lavorato come architetti e come con uno scalpello hanno levigato la roccia scoprendo gli strati di marmo e mostrando i diversi colori del carbonato, con tonalità bianche, grigie, azzurre e rosate. Si stima che questo luogo conti più di 500 milioni di tonnellate di marmo!

PUERTO BERTRAND E IL RIO BAKER

Proseguendo verso sud si raggiunge un luogo fuori dal tempo, Purto Bertand: poche case, poche barche, tanta accoglienza. Qui scorre il Rio Baker, nasce proprio da queste parti e percorre 200 km lungo tutta la Patagonia, fino a sud. Qui si trova un luogo magico chiamato La Confluencia: un punto dove il rio Baker incontra il Rio Neff, di colore grigio, che arriva direttamente dal Campo de Hielo Norte. In questo punto preciso si mischiano le acque, e si assiste ad un bellissimo gioco di colori, che sfumano dal grigio al turchese!

PARQUE NATIONAL PATAGONIA

Immense valli, fiumi e montagne, guanachi.. è il Parco Nazionale della Patagonia, uno dei parchi creato da Douglas Tompkins (fondatore di Noth Face) e dalla moglie, con lo scopo di tutelare questi territori. Douglas e la moglie comprarono ettari ed ettari di terreni dallo stato cileno per creare diversi parchi, donandoli poi allo stato cileno, con l’impegno di tutelare e preservare questi luoghi. Oggi il parco, con i suoi 300.000 ettari, fa parte della  rete della Ruta de los Parques, una strada di 2.800 km che collega 11,5 milioni di ettari protetti nelle regioni di Los Lagos, Aysén e Magallanes, promuovendo la conservazione di questi luoghi.

GLACIER CALLUQUEO

Proseguendo ancora verso sud, si raggiunge Cochrane e prendendo una deviazione dalla Carretera Austral sulla remota Ruta 7 (senza incontrare letteralmente nessuno per km e km), si arriva al punto di partenza per il ghiacciaio Calluqueo. Non c’è un centro visitatori né cartelli: per raggiungere questo ghiacciaio ci si affida all’agenzia di Cochrane “Turismo Patagonia Geonautica”, e con la guida alpina Gabriel Ceuvas (+56975210405, turismo.patagoniageonautica@gmail.com) si parte letteralmente all’avventura, una di quelle che sono indimenticabili per davvero. Infatti, dopo aver lasciato Cochrane, si percorrono circa 50 km e ad un certo punto si parcheggia sul ciglio della strada, vista sul Monte San Lorenzo (il secondo più alto della Patagonia, al confine con l’Argentina, altro 3.706 metri e scalato per prima volta da Agostini nel 1943).

Sulla sua sommità si trova un enorme calotta glaciale: l’estensione del ghiacciaio Calluqueo forma 3 lagune, una delle quali si trova vicino a Cochrane. Quindi, dopo aver parcheggiato il van, Gabriel ci da dei giubbotti da salvataggio (avete letto bene) e a piedi scendiamo dalla strada fino a raggiungere in circa 10 minuti la laguna glaciale antistante al ghiacciaio… Qui saliamo su una piccola barca a motore e attraversiamo la laguna: poi scendiamo, e a piedi raggiungiamo un punto panoramico sul ghiacciaio Calluqueo. Eravamo solo noi. E’ stata senza ombra di dubbio una delle escursioni più belle della mia vita: Gabriel ci racconta alcune curiosità sul ghiacciaio, che ovviamente si sta ritirando a vista d’occhio e che sarà sempre più difficile da raggiungere.

L’escursione dura tutta la mattina. Una volta rientrati a Cochrane, vi consiglio un giro al mercato locale e una sosta a Tamango, una antica riserva naturale che oggi è parte del Parco Nazionale Patagonia.

Ci sono poi tanti altri luoghi stupendi da vedere lungo la Carretera: ti cito se hai tempo il Parque National Quelat (con un ghiacciaio stupendo) e le terme Aguas Calientes de Ensenada Pérez, delle terme naturali raggiungibili solo via barca da Aysen: per raggiungerle, si passa vicino al Monumento Natural Cinco Hermanas (molto carina come escursione di mezza giornata). Per un breve trekking alla scoperta della flora locale c’è la riserva privata del Parque Aiken del Sur (escursione da fare durante il soggiorno al Loberias del Sur in mezza giornata), e infine Caleta Tortel, un piccolo villaggio lungo il Rio Baker.

Organizzare un viaggio lungo la Carretera Austral

Per percorrere la Carretera Austal bisogna organizzarsi per tempo e molto bene. Il vantaggio è che è un viaggio molto personalizzabile: è possibile scegliere di percorrerla tutta oppure di percorrere anche solo una parte, come ho fatto io. Se si svuole percorrerla nella sua interezza si deve prendere un aereo per Puerto Mott (Regione dei Laghi), se invece si vuole esplorare solo il cuore della Carratera, si deve prendere un volo per Balmaceda: si parte dall’aeroporto di Santiago del Cile, voli nazionali, e si atterra in uno dei più piccoli aeroporti del Sud America, vista Cordillera delle Ande.

Come anticipato, è un viaggio on the road: se si sceglie di percorrerla in autonomia, è fondamentale noleggiare un 4×4 (tramite una compagnia come Herz) e portare sempre abbondanti scorte di acqua e benzina: i punti di rifornimento sono davvero pochi e distano diversi km, inoltre la maggior parte della Carretera Austral è completamente sterrata, quindi bisogna prepararsi ad eventuali ritardi e sostituzioni di gomme. Se invece decidi affidarti ad un tour, dimenticati i pullman pieni di turisti: ti puoi affidare alla Loberias del Sur, che hanno un hotel a Puerto Chacabuco e organizzano tour nella zona con poche persone (sul sito offrono opzioni di tour singoli, come per esempio alla Laguna San Rafael o pacchetti di più escursioni, fino a tour personalizzati).

Sappi che in questa parte del paese, difficilmente troverai persone che parlano inglese. Meglio partire preparati e imparare qualche parola in spagnolo di base per comunicare un minimo, soprattutto in caso di tour in autonomia. Come ho anticipato sopra, sono zone poco popolate quindi anche l’offerta turistica è limitata: prenota per tempo le strutture. Io ho alloggiato al Loberias del Sur a Puerto Chacabuco e al Parador Loberias del Sur a Puerto Bertrand (puoi prenotare direttamente dal loro sito: detengono un po’ il monopolio dell’offerta turistica ma io mi sono trovata bene, sia negli hotel che con le escursioni che ho fatto con loro). Per quanto riguarda i ristoranti, ce ne sono pochi ma in genere le strutture ricettive fanno anche servizio ristorante. Da vegana ti dico che non ho avuto alcun problema (considera però che si tratta di una zona non agricola, basata sull’allevamento e la pesca: quindi preparati a trovare poca varietà di verdura e frutta ma ti assicuro che io ho mangiato davvero benissimo!).

Infine, durante questo viaggio super avventuroso si incoreranno diversi climi, da quello piovoso della regione dei laghi e della regione di Aysen a quello più freddo del sud, con forti venti. Il periodo migliore per visitare questa zona e la Patagonia in generale (sia per una questione anche di prezzi e turisti, e te lo dico dopo diversi viaggi qui) resta a mio avviso novembre. Meglio vestirsi quindi a strati, senza dimenticare un impermeabile (consiglio anche pantaloni impermeabili da mettere sopra, si trovano al Decathlon), e scarpe comode.

Spero come sempre che questo articolo possa essere stato utile a chi è arrivato fin qui e se parti per la Patagonia, buon viaggio (se ti va, lascia un commento)! 🙂

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *