Nel Canada dell’Ovest, nella cornice delle selvagge Rocky Mountains, si trovano due dei parchi naturali più belli del mondo, il Jasper National Park e il poco distante Banff National Park. Sono inseriti in tutti gli itinerari del Canada dell’Ovest e la loro fama vale di per sé il viaggio: paesaggi iconici, montagne con ghiacciai millenari e laghi dai colori incantevoli, che regalano a chiunque visita questi parchi dei ricordi di viaggio davvero indimenticabili.
Quando ho organizzato il mio viaggio nel Canada dell’Ovest (qui trovi l’itinerario completo per 10 giorni se vuoi prendere spunto), ho cercato diverse informazioni online per pianificare al meglio la visita ai due parchi più visitati del Canada, il Jasper National Park e il Banff National Park: tra pass per ingressi, percorsi escursionistici e alloggi, ho cercato di capire al meglio cosa era da prenotare per tempo e cosa no, e cosa effettivamente valeva la pena vedere e cosa invece non era di particolare interesse. Premetto che si tratta della mia esperienza personale e che bisogna sempre tenere conto dei propri interessi e anche di possibili variabili (meglio quindi poi fare sempre un check sui siti ufficiali per prezzi ed orari prima di partire).

Questo articolo è strutturato nel seguente modo:
- Le Rocky Mountains, contesto e come visitarle
- Quando andare e dove alloggiare
- Jasper National Park: cosa fare e vedere
- Banff National Park: cosa fare e vedere
- Altri parchi: Yoho National Park, Kananaskis Valley e parchi limitrofi
Le Rocky Mountains, contesto e come visitarle
Le Rocky Mountains, anche conosciute come “le Rockies”, sono una delle più estese catene montuose al mondo: si snodano infatti per una lunghezza complessiva di 4.800 km, dal Canada fino al New Mexico, attraversando l’Idaho, il Wyoming e il Colorado. In Canada fanno da spartiacque tra lo stato dell’Alberta e quello della British Columbia, estendendosi verso sud-est e formando quasi la metà del confine di 1.500 km. Sono talmente belle, con i loro paesaggi iconici, che sono state dichiarate nel 1984 Patrimonio Unesco e ogni anno attirano milioni di visitatori da tutto il mondo. Queste montagne sono la cornice di laghi verde smeraldo, ghiacciai imponenti e cascate potentissime e attirano non solo gli appassionati di trekking ma tutti coloro che amano stare a contatto con la natura, una natura che qui è davvero mozzafiato.
Tra i fitti boschi di conifere, vivono tantissimi animali, come le alci, i wapiti e una grandissima popolazione di orsi bruni e grizzly, che possono raggiungere i 3 metri di altezza e pesare fino a 600 kg.

Per visitare le Rocky Mountains e i suoi parchi è possibile atterrare all’aeroporto della città di Calgary, che dista circa 1 ora e mezza da Banff, porta di ingresso alle Rockies, oppure arrivarci da nord (come abbiamo fatto noi) con un viaggio on the road che parte da Vancouver e attraversando lo stato della British Columbia vi porterà fino a Jasper, per poi scendere lungo l’iconica Icefield Parkway (una delle strade più belle al mondo) per raggiungere gli altri parchi. Per visitare questi parchi serve uno specifico pass che si può acquistare in anticipo sul sito di Parks Canada (vi consiglio di controllare direttamente sul sito quale sia più conveniente fare).
Ma quali sono quindi i parchi da vedere nelle Rocky Mountains? Sono davvero tanti i parchi istituiti ma i più celebri sono il Jasper NP, il Banff NP, lo YOho NP e il Kootenay National Park. Seguendo la geografia delle Rockies, a Nord si trova il Jasper National Park, che si estende per 11.000 kmq ed è il più grande, e a sud il Banff National Park: i due parchi sono collegati dalla Icefiled Parkway (93N), una strada panoramica che si estende per quasi 232km, attraversando paesaggi davvero mozzafiato, lungo la quale si trovano ghiacciai, laghi e cascate incredibili. Vicino a Banff ci sono altri parchi: verso ovest, si trova lo Yoho National Park e poco distante il Kootenay National Park, entrambi nello stato della British Colombia.

Quando andare e dove alloggiare
Il periodo migliore per visitare la zona delle Rocky Mountains dipende molto dalle attività che si vogliono fare. In inverno infatti, le stazioni sciistiche (come Lake Louise) sono un vero paradiso per gli sport invernali mentre nella bella stagione consiglio giugno/inizio luglio e poi settembre. Questi mesi sono i migliori sia per il meteo (anche se trattandosi di montagna con la M maiuscola, il meteo è sempre un incognita) ma soprattutto in questo periodo i prezzi non sono ancora proibitivi ed è possibile, in fase di prenotazione, trovare alloggi a buon prezzo. Negli ultimi anni le Rocky Mountains sono diventate non solo una meta per appassionati di montagna ma una meta molto turistica anche per chi non è proprio appassionato di outdoor. Preparatevi a vedere folle di turisti che vengono qui solo per scattare foto ai laghi più famosi, “intasando” i punti più instagrammabili, che diventano quasi inaccessibili (si stanno applicando delle restrizioni ma non sono sufficienti). Di conseguenza, per evitare un pochino questo turismo di massa che sta prendendo piede anche qui, consiglio appunto di evitare fine luglio e agosto e, come dirò anche in seguito, scegliere quelle zone dei parchi che sono meno battute.

Quanto e dove alloggiare nelle Rocky Mountains? La durata è molto soggettiva, perché non basterebbero mesi per esplorare tutta la zona ma se come me avete un lavoro impiegatizio e le ferie, io vi consiglio almeno una settimana. E’ l’ideale per godersi con calma i parchi, aggiungere escursioni in loco non programmate e avere anche qualche giorno bonus nel caso di meteo incerto. Secondo me, anche considerando il vasto incendio che ha danneggiato diversi settori del Jasper National Park, si possono dedicare 2/3 giorni appunto al Jasper e gli altri 4/5 giorni al Banff National Park e altri parchi limitrofi e sud.
Per gli alloggi, è possibile sia affittare un camper o dormire in tenda negli appositi campeggi o stare in hotel. Nel primo caso, anche i campeggi vanno prenotati per tempo e bisogna stare molto attenti alle norme da rispettare, soprattutto per la tutela della fauna selvatica ed evitare spiacevoli incontri con animali, come gli orsi. Nel caso di hotel o comunque strutture ricettive simili, nel Jasper National Park l’unico centro che offre simili alloggi è la cittadina di Jasper, con hotel abbastanza spartani che esauriscono davvero in brevissimo tempo la disponibilità e con prezzi abbastanza elevati. Invece, per il Banff NP e limitrofi, la scelta è un pochino più ampia: oltre alla cittadina di Banff, a circa 30 minuti verso Calgary si trova Canmore, con strutture molto carine e prezzi più abbordabili. Ci sono poi altri alloggi come per esempio Castel Mountain chalets, dove abbiamo soggiornato noi, strutture vicino ai centri abitati che offrono comunque tutti i servizi necessari.

Jasper National Park: cosa fare e vedere
Iniziamo dal parco più grande nelle Canadian Rockies: esplorato per la prima volta da David Thompson, nel 1930 venne ufficialmente istituto come Parco nazionale, ed è non solo custode di meraviglie naturali ma un vero paradiso per le attività outdoor. ll Jasper National Park si divide in 4 aree principali: Hot Springs a nord est (dove si trovano le celebri fonti termali), il settore Edith Cavell a ovest (dal 2025 il settore è completamente chiuso x via del vasto incendio del 2024), il settore del Maligne Lake a est e la Icefield Parkway a sud.

Come accennato sopra, il punto di appoggio per visitare il parco è la cittadina di Jasper, che si sviluppa intorno alla Main Street. Il Settore delle Hot Springs, a nord, è molto verde e oltre alle celebri fonti termali, ci sono dei laghi davvero splendidi dove praticare attività acquatiche o semplicemente rilassarsi, come il Lake Pyramid o il Lake Patricia, uno quasi di fronte all’altro, a circa una quindicina di minuti da Jasper.
Per quanto riguarda il settore Edith Cavell, non ho potuto visitarlo per via dell’incendio del 2024, che è divampato da un fulmine e ha danneggiato circa 2/3 del parco. Vi consiglio di programmare il vostro viaggio facendovi un’idea dei settori che volete visitare, anche usando questa guida che pubblica Parks Canada e poi verificare prima di partire se alcuni settori sono stati riaperti e le condizioni dei sentieri. Gli incendi infatti, a volte vengono anche programmati per rigenerare il bosco che cresce troppo fitto e non permette alla flora di crescere, creando anche disagi agli animali che non trovano da mangiare. Non si sa quando riaprirà il settore Edith Cavell e non si sa nemmeno se gli itinerari verranno ripristinati come prima dell’incendio, pertanto, meglio fare un check prima di partire.

Il Settore del Maligne Lake, sebbene in parte danneggiato dall’incendio, è comunque accessibile. La strada che si snoda in questo settore è molto poco trafficata e al mattino presto è possibile incontrare animali selvatici come orsi, wapiti o alci (nel caso di avvistamento, fermarsi solo il tempo necessario per farli transitare, non scendere dal veicolo perché possono essere anche molto pericolosi). Merita una sosta fotografica il Medicine Lake, un’immenso specchio di acqua immenso dove è possibile prenotare attività di kayak. Una volta arrivati al Maligne Lake, oltre che noleggiare il kayak e fare un giro in autonomia, è possibile partecipare ad un tour in barca che parte ogni circa 1 ora e che si addentra dentro il lago(non è necessario prenotare in anticipo, noi i biglietti li abbiamo fatti lì). Trattasi di una bellissima escursione, molto rilassante e con spiegazioni dettagliate sia sugli animali che abitano qui sia sulla storia di questo luogo. Il nome infatti non ha niente a che vedere con il lago in sé, che fu chiamato cosi perché a fine Ottocento queste zone erano davvero impervie e difficili da raggiungere!
Il lago, di origine glaciale, si estende per 22 km: con la barchetta si arriva fino alla Spirit Island, iconico isolotto ai piedi degli imponenti ghiacciai della Hall of the Godness dove, secondo le credenze popolari, siedono tutti gli dei, perché non c’era luogo più bello al mondo (come dare torto a questa credenza?!)

Per quanto riguarda il settore nella Icefield Parkway, all’inizio della strada si trovano le celebri Athabasca Falls, raggiungibili con un breve percorso dal parcheggio: sebbene il loro salto non sia così alto, sono tra le più potenti al mondo e a circa 20 km verso sud si trovano le Sunwapta Falls, davvero scenografiche per la presenza di un piccolo canyon.


Dopodiché si inizia uno dei viaggi più belli della vita, quello lungo una delle strade più belle al mondo, la Icefield Parkway, 233km circa in mezzo alle montagne… E lungo la Icefiled Parkway, a circa 1 ora da Jasper, si trova il Columbia Icefield Center: più o meno a metà strada della Icefield Parkway, dal finestrino si inizia a scorgere il Columbia Icefield, il più grande campo di ghiaccio delle Rocky Mountains canadesi. Inutile dire come sia difficile non fermarsi ad ogni piazzola e punto panoramico: questo ghiacciaio si estende per 325 kmq, con una profondità di 365 metri e si suddivide in diversi ghiacciai, tra cui il famoso Ghiacciaio Athabasca, uno dei “six toes” del Columbia Icefield.

Il ghiacciaio Athabasca arrivava un tempo fino alla strada, oggi è in continuo ritiro e per raggiungerlo la strada si complica sempre di più ma resta pur sempre uno dei più accessibili. E ci sono due modi: o prendere un enorme gatto delle nevi oppure partecipare ad una Ice Walk con una guida alpina e arrivarci a piedi.
È stato emozionante camminare su questo ghiacciaio millenario (che si estende per 6km!), conoscerne la storia e la conformazione e vedere i bellissimi ruscelli e grotte create dall’acqua..
Ovviamente per camminare sul ghiacciaio è necessario affidarsi ad una guida alpina, i tour sono organizzati da athabascaglacier_icewalks.

Poco distante, è stato installata la Skywalk, una passerella di vetro sospesa a 280 metri di altezza che permette di camminare letteralmente sospesi per aria tra boschi e montagne circostanti.. È stata davvero un’esperienza meravigliosa! Per i biglietti questo è il sito.

Spostandosi poi verso Banff, proseguendo lungo la Icefield Parkway si posso fare diverse soste tra cui il Mistaya Canyon (che si raggiunge con una breve camminata dal parcheggio a bordo strada) e l’iconico Peyto Lake, che ha la forma di testa di lupo. Poco lontano si incontra anche il Bow Lake, sovrastato dall’immenso Wapta Icefield. In serata si raggiunge Banff.



Banff National Park
Anche questo parco non ha bisogno di molte presentazioni ma facciamole lo stesso: si tratta del primo parco canadese, fondato nel 1883, dopo che gli operai che costruivano la ferrovia scoprirono una sorgente termale: dopodiché, la Canadian Railway fiutò l’opportunità turistica e fu istituito il parco con il motto: “if we can’t export the scenary, we will import the tourists”. Oggi il parco ospita 4 milioni ti turisti l’anno e in estate c’è davvero tanta tanta gente (soprattutto indiani!). Il mio consiglio è quello di dedicare solo lo stretto necessario ai luoghi più famosi ed esplorare con più calma quelle zone meno frequentate ma altrettanto belle.

In breve, le tappe imperdibili sono:
BANFF e CANMORE: punto di partenza per esplorare la zona sono le cittadine di Banff e Camnore, che distano circa 20 minuti. Banff è abbastanza grande: il centro, dove ci sono tanti negozi e ristoranti, si sviluppa lungo la Banff Avenue, e dove si trova anche l’ufficio del turismo, dove passare per chiedere mappe dettagliate e per scoprire attività da fare in zona. Lungo le strade laterali, che portano i nomi di animali (wolf street, bear street, etc) si trovano negozi di souvenir molto graziosi e diversi tour operator per esplorare al meglio il parco o noleggiare il bear spray se fate trekking. La cittadina si visita in una mezza giornata, magari dopo un’escursione mattutina o in una giornata di brutto tempo. Merita una visita la stazione, dove alcuni pannelli illustrativi spiegano come è nato il parco, e il Cave and Basin National Historical Site, dove si trova la fonte termale dalla quale è nato il parco (controllare gli orari perché chiude molto presto!)

Canmore è sicuramente più piccola di Banff e offre alloggi a prezzi più convenienti. Si trova ai piedi delle Three Sisters: essendoci meno turisti, il centro è più raccolto ed è davvero piacevole trascorrervi del tempo. Anche qui ci sono molti negozi carini e ristoranti e bar dove rifocillarsi.

MORAINE LAKE E LAKE LOUISE: sono i laghi più iconici del parco e oserei dire i più iconici del mondo intero. Vale la pena visitarli entrambi, nonostante la tantissima gente, anche perché spesso si ammassa solo in alcuni punti per fare le foto, quindi allontanandosi un po’ dalla folla si può apprezzarli al meglio.

Si tratta di due laghi di origine glaciale, dalla bellezza disarmante: il Lake Moraine è incastonato tra le vette delle Ten Peaks, che si specchiano letteralmente nelle sue acque di un azzurro indescrivibile mentre il Lake Louise è sovrastato dal Mount Victoria e Mount Fairview, con i loro impressionanti ghiacciai. La visita a questi laghi non è così semplice, nel senso che dal 2023 al Lake Moraine si può accedere solo con shuttle autorizzati, mentre i parcheggi al Lake Louise i posti esauriscono subito. Queste limitazioni sono state (per fortuna) volute per limitare l’alto impatto dei turisti. Quindi, le alternative sono 2: prenotare uno shuttle sul sito di Parks Canada (e va prenotato per tempo e vi permette di prendere il biglietto a/r e per schedulare meglio escursioni in zona) oppure prenotare con uno dei tanti tour operator locali (anche per escursioni all’alba). Ce ne sono davvero molti, noi abbiamo prenotato una volta che eravamo a Banff con due ore di anticipo per via del meteo ballerino, ma se volete essere sicuri, online ne potete trovare davvero molti. In genere questi shuttle prevedono soste di 1.30 h circa in ogni lago. Consiglio personale: per il Lake Moraine fate due foto al volo nel punto più instragrammato per poi dedicare un pochino più di tempo al giro a piedi del lago: incredibile come non troverete nessuno e vi godrete viste davvero WOW del lago e delle montagne circostanti.

LAKE LOUISE SKI AREA: si tratta di una località molto frequentata in inverno, meno in estate ma che a mio avviso può essere inserita tra le cose da fare in zona. Questa rinomata località sciistica che di inverno viene presa d’assalto da sciatori e snowborders, in estate è molto più tranquilla. Si può salire con la Summer Sightseeing Gondola fino a 2.101 m: da qui partono numerosi trekking e si gode di una bellissima vista sul Lake Louise e i ghiacciai che lo sovrastano.

LAKE MINNEWANKA, TWO JACK LAKE e JOHNSTON LAKE: A 15 minuti da Banff si trovano questi tre laghi stupendi, poco distanti uno dall’altro. Il Lake Minnewanka è il più grande lago glaciale del Parco di Banff, tanto che non si vede la fine! Le popolazioni indigene degli Stoney Nakoda lo chiamavano “Minn-waki“, “lago degli spiriti”, in quanto era considerato un luogo ricco di leggende spirituali, temuto e rispettato: secondo la leggenda, il nome evoca la storia di un uomo indigeno che vide un pesce lungo quanto il lago, definendolo “Lago del Malvagio Spirito dell’Acqua”. Oggi, grazie alle sue rive piacevoli, ospita numerose famiglie che vengono qui per fare pic nic. Come nella maggior parte dei laghi canadesi, anche qui si possono fare escursioni in barca e in canoa (ve la consiglio, perché decisamente economica rispetto ad altri laghi).

Il Laghi Two Jack Lake e Johnston Lake sono poco distanti e sono sicuramente più piccoli ma non meno affascinanti. Sicuro da fermarsi per una sosta fotografica e nel caso per una pausa pranzo. Poco lontano, si trovano gli hoodoos, rocce sedimentarie composte coperte da rocce più dure. Su Google Maps potete cercare direttamente “Hoodoos Trail”, si tratta di un breve percorso che porta a un punto panoramico su alcuni hoodoos e sulla vallata sottostante.

BOW VALLEY, il JOHNSTON CANYON & MORANT’S CURVE: la Bow Valley è una valle secondaria che si trova tra Banff e Lake Louise e la attraversa l’omonima strada, la Bow Valley Parkway, indicata da graziosi cartelli in legno con designati animali come il lupo e l’aquila. Sebbene Banff e Lake Louise siano collegate da una super strada, la Trans Canada Highway (Hwy 1) (con anche passaggi sotterranei e sopraelevati per permettere l’attraversamento della fauna selvatica, dato che gli incedenti stradali causano il maggior numero di decessi di questi animali), questa strada secondaria permette di immergersi meglio nella natura circostante e di avvistare anche qualche animale selvatico. Nella Bow Valley si trova il Johnston Canyon, che si trova a circa 30 minuti da Banff: ci sono dei parcheggi ma sono sempre molto pieni, per cui consiglio di prenotare uno shuttle, oppure visitarlo durante una escursione al Lake Louise. Calcolate circa 1 ora di visita: il canyon infatti presenta tre viewpoints, il più accessibile è quello delle Lower Falls, circa 1.5 km. Se invece volete raggiungere gli altri due view points, ovvero l’Upper Fall e le Ink Pots, calcolate due orette. Il percorso alle Lower Falls è molto scenografico perchè permette di esplorare il canyon con una piacevole passeggiata, non impegnativa. L’accesso è gratuito, tuttavia bisogna essere in possesso del Canada Discovery Park Pass, come per gli altri luoghi del parco, da esporre fuori dall’auto. Tuttavia, quando ci sono stata io, nel 2025, non c’era alcun pass da acquistare come anche nel 2026, quindi meglio controllare sul sito che ho linkato sopra.

Per quanto riguarda il Morant’s Curve, trattasi di un punto panoramico nella Bow Valley, vicino al Lake Louise all’omonima stazione sciistica. il punto preciso non è indicato da cartelli ma si trova grazie a Google Maps, percorrendo la Bow Valley Parkway, una strada secondaria che collega Lake Louise a Banff (e che consiglio di fare perché molto tranquilla e dove non è difficile incontrare per caso fauna locale). Da questo punto panoramico (che non è altro che una sosta lungo la strada), si vede un bellissimo panorama sulle Rockies: sotto passa la ferrovia e, se sarete fortunati, vedrete passare il treno e potrete fare una delle fotografie più ambite dell’intero parco! Tuttavia non è così facile, perché non si sa esattamente quando il treno passerà.

Yoho National Park
Parto subito dicendo che per me è stato forse il parco più bello, non solo per la natura davvero pazzesca (non a caso “yoho” significa meraviglia!) ma anche perchè ha davvero molto da offrire ed è molto meno affollato. Sebbene sia poco distante da Banff, non si trova in Alberta ma in British Columbia, nella parte sud orientale. Il parco offre tantissimi trekking (sebbene, con i suoi 1300kmq sia considerato uno dei più piccoli!), ma se dobbiamo fare una lista dei “must to do”, direi che si possono tranquillamente visitare in una giornata e ci sono sicuramente l’Emerald Lake, le Takakkaw Falls, le Wapta Falls e la cittadina di Field.

Punto di partenza per esplorare il parco è il piccolo e carinissimo centro di Field, dove sembra che il tempo sia fermato: questa cittadina, fondata intorno al 1880 per ospitare gli operai impiegati nella costruzione della Canadian Pacific Railway, ha mantenuto un fascino senza tempo, con ancora oggi aiuole di fuori curate nei minimi dettagli, proprio come i primi abitanti di origini italiane. Oggi la storia di questa cittadina e della CPR è raccontata in pannelli esplicativi, che raccontano le difficoltà riscontrate nella costruzione della ferrovia, ovviata con i cosiddetti Spiral Tunnels, un’opera ingegneristica inaugurata nel 1909 per superare le vertiginose pendenze della “Big Hill” (oggi è possibile osservarli da lontano dal punto panoramico dello Spiral Tunnels Viewpoint, situato sulla Trans-Canada Highway, a circa 10 km a est di Field). Consiglio: a Filed pranzate al Truffle Pigs Bistro!

Alle porte di Field si trova il visitor center dello Yoho National Park, dove è possibile chiedere info e reperire mappe. Tornando alle mete più gettonate del parco, iniziamo dall’Emerald Lake, uno lago di un turchese indescrivibile, che nonostante sia la meta per eccellenza, non presenta lo stesso afflusso turistico del Moraine o Louise Lake e permette di godersi al meglio la visita. Qui è possibile passeggiare intorno al lago (per circa 5 km), soggiornare nel bellissimo Lodge oppure noleggiare una canoa e per circa 1 ora e mezza pagaiare nelle acque di questo incantevole specchio d’acqua.

Altra tappa da visitare è il Natural Bridge, una conformazione naturale scavata dal fiume Kicking Horse e che si trova lungo la strada per l’Emerald Lake e si raggiunge con due passi dal vicino parcheggio. Le Takakkaw Falls invece sono a circa 20 minuti da Field e si raggiungono con una breve camminata di circa 10 minuti dal parcheggio (1.5 km): si formate dallo scioglimento del ghiacciaio Daly Glacier e con un salto di 300m prima di unirsi allo Yoho River. Infine, si possono raggiungere anche le Wapta Falls: si tratta sempre del Kicking Horse River, a circa 25 km da Field. Bisogna impostare nel navigatore “Wapta Falls Trailhead” tuttavia noi siamo stati portati ad un punto panoramico e non all’inizio del sentiero, che poi ci è stato detto essere più sotto ma non avendo più molto tempo a disposizione, ce le siamo godute dall’alto. Meglio quindi chiedere al visitor center: trattasi comunque di un percorso di 2,5 km per ammirare queste cascate, non tanto spettacolari per il loro salto ma per la loro ampliezza.
Il mio consiglio è quello di valutare una giornata e mezza nello Yoho e affidarsi ad un tour organizzato per visitare i luoghi più affollati, come l’Emerald Lake, dove è praticamente impossibile trovare parcheggio, e visitare in autonomia con la propria auto quelli meno frequentati. Noi abbiamo prenotato con Viavia: il van parte da Canmore o Banff e per alcuni alloggi è previsto il pick up direttamente lì. L’escursione dura l’intere giornata e si resta circa un paio d’ore all’Emerald Lake, tempo sufficiente per fare un giro ed eventualmente fare l’escursione in canoa, per poi visitare anche il Natural Bridge, le Takakkaw Falls e, al rientro, si fa una sosta anche al Johnston Canyon e al Morant’s Curve.

Concludo per completezza, dicendo che un’altra attrazione dello Yoho National Park è il Lake O’Hara: si trova a 2.000 m slm ed è molto complesso raggiungerlo: una volta all’anno, solo per alcuni giorni, si pare una lotteria online per prenotare lo shuttle per accedere alla partenza lago. Altrimenti bisogna contare, oltre a circa 22 km a/r per raggiungere il lago, altrettanti km dal parcheggio per raggiungere l’inizio del sentiero (c’è la possibilità di salire sullo shuttle al ritorno e risparmiarsi 11 km ma solo se si sono posti liberi). Poi bisogna anche tenere conto della variabile del meteo, quindi valutare molto bene questa eventuale escursione.
Kootenay National Park
Poco distante dallo Yoho National Park e a sud ovest di Banff, si trova questo splendido parco di origine glaciale, con l’incantevole Murble Canyon. Si tratta di un Canyon costeggiato da un panoramico percorso di 700 m (circa 1.5km), che con passerelle e ponti, offre molteplici visuali davvero WOW su questo canyon dai colori psichedelici. L’acqua del torrente infatti è di un azzurro chiaro, proprio perchè le acque del Kootenay River sono di origine glaciale e scendono direttamente dai ghiacciai circostanti. Ve lo consiglio anche in alternativa al più famoso Johnston Canyon: qui c’è sicuramente meno gente e a mio avviso è molto più scenografico.

Kanananskis Valley
Altra tappa da inserire nel vostro itineraio è la desolata e salvaggia Kananskis Valley, meno conosciuta ma altrettanto meravigliosa. Anche qui ci sono tantissimi trekking e percorsi, alcuni di poche ore altri di intere giornate: per avere un’assaggio di questa valle, è sufficiente una mezza giornata. Si trova poco distante da Canmore: per entrare serve un pass che si può acquistare al visitor center e ci sono davvero tantissimi percorsi bellissimi di trekking. Al visitor center è possibile munirsi di una mappa: in macchina si può arrivare fino al Kananskis Upper Lake per poi passare dal visitor center Peter Lougheed Provincial Park dove si può imparare qualcosa di più sulla flora e fauna locale e vedere alcuni animali ahimè imbalsamati perché investiti.

Percorrendo poi lo sterrato 742, in 64 km siamo tornati a Canmore, attraversando il desolato Spray Valley Provincial Park.

Spero che questa mini guida sia stata utile, se hai domande o altri consigli da condividere, lascia un commento! 🙂