Una delle cose che ha contribuito alla mia continua voglia di scoprire nuovi paesi e viaggiare è la fotografia. Questa passione mi ha insegnato a viaggiare prestando attenzione ai dettagli e ad essere più consapevole e responsabile nei confronti delle altre culture. Così ho deciso di parlarne qui sul blog, con un articolo in cui racconto un po’ di me e dei grandi fotografi che mi hanno fatto innamorare della fotografia di viaggio, parlandovi anche degli aspetti più pratici per dare qualche spunto e consiglio utile.

 

Questo articolo è così suddiviso:

  • Capire e interpretare la fotografia di viaggio
  • Avvicinarsi alla fotografia di viaggio
  • Attrezzatura per la fotografia di viaggio
    • Macchina fotografica: reflex o mirrorless?
    • Droni, action cams e video
    • Borse e zaini
  • Fotografia di viaggio: 5 regole sempre valide

 

CAPIRE E INTERPRETARE LA FOTOGRAFIA DI VIAGGIO

A parte i viaggi negli States quando ancora ero una liceale, il primo viaggio in cui ho avuto l’occasione di sperimentare la fotografia di viaggio è stato in India. Qui ho avuto modo di capire che cosa sia la fotografia di viaggio: significa utilizzare la macchina fotografica per entrare in contatto con il paese che stai visitando, cogliendone tutte le sue sfaccettature, dai paesaggi alle tradizioni, dalle persone alle loro abitudini. Questo concetto è collegato a quello di reportage di viaggio, perché attraverso la fotografia di viaggio si documenta il Paese che si sta visitando. Documentare significa raccontare. E per raccontare bisogna pensare a ciò che si vuole dire. Tutto questo può sembrare scontato ma in realtà non lo è.

Spesso quando visitiamo un paese scattiamo fotografie a raffica, senza soffermarci a guardare attentamente quello che stiamo immortalando. Prima di scattare una fotografia è importante fermarsi a guardare quello che abbiamo davanti: che si tratti di un tramonto, di una persona o di un monumento, è fondamentale soffermarsi ad osservare.

Prendiamoci il nostro tempo: cerchiamo di capire che cosa vogliamo davvero fotografare, che cosa non ci interessa far vedere, quale sia la migliore inquadratura per raccontare la nostra storia. In questo modo avremo il tempo per pensare.

 

[ Uno dei miei scatti dell’India ]

 

A volte questo esercizio è utile anche per fermarci e non fotografare. Ci sono delle situazioni, soprattutto quando ci sono di mezzo delle persone, in cui è meglio non scattare e rinunciare alla nostra foto. Io questo l’ho imparato con il tempo: all’inizio volevo sentirmi un po’ come Steve Mc Curry e cercavo di portare a casa lo scatto perfetto, senza preoccuparmi di pensarci troppo. Poi con il tempo ho capito che è importante considerare vari fattori e così, tante volte, ho rinunciato a fare una foto, senza pentirmene.

Osservare attentamente cosa abbiamo davanti è utile anche per un altro motivo. Oggi viviamo in un mondo dove quello che conta è l’apparenza: per alcuni, fare un viaggio significa far vedere agli altri che sono stati in un determinato posto e purtroppo per molte persone la cosa più importante è fare una storia su Instagram o pubblicare un selfie, ovvero viaggiare per “collezionare paesi”.

La fotografia di viaggio è ben lontana da tutto ciò: è meditazione, riflessione, valutazione. Ed è soprattutto composizione: spetta a noi la scelta di cosa far vedere con il nostro scatto, cosa includere e cosa escludere. È un modo per soffermarsi sui particolari e goderci il momento.

 

[ Tramonto nella Valle della luna, Cile: non solo foto ma anche tanta meditazione dinnanzi alle bellezze del nostro pianeta! ]

 

AVVICINARSI ALLA FOTOGRAFIA DI VIAGGIO

Come dicevo, è la passione per la fotografia che mi ha avvicinato al mondo dei viaggi: mio papà, anche lui appassionato fotografo, ha lavorato in giro per il mondo per tanti anni e quando ero piccola, mi perdevo a guardare le sue fotografie di paesi lontani. Poi, crescendo, è venuta voglia anche a me di fare fotografia, e così ho iniziato a seguire alcuni corsi. Mentre imparavo la composizione e ad usare correttamente i tempi di scatto e il diaframma, ho iniziato a maturare un grande interesse per la storia della fotografia e i grandi fotografi del Novecento.

Durante gli anni del liceo, passavo interi pomeriggi a sperimentare quanto imparavo ai corsi di fotografia e mi perdevo a guardare le fotografie di Diane Arbus, Salgado, Dorothea Lange, Bresson, Erwitt, Fontana, Capa, Ansel Adams e Steve McCurry, per citarne solo alcuni. Così, con il passare del tempo ho riempito la libreria di libri di fotografia, che è diventata la mia collazione più importante, dove costruisco gelosamente un libro autografato da Steve McCurry, che ho avuto l’onore di incontrare durante una conferenza a Milano qualche anno fa.

Mi è sempre piaciuto imparare le tecniche della fotografia attraverso gli scatti di questi grandi fotografi e soprattutto leggere le storie che si celavano dietro le loro fotografie.  In fondo, fotografia significa scrivere con la luce, e per me la fotografia è una delle forme d’arte più profonde e personali per scrivere una storia.

 

[ © Steve McCurry ]

 

Il primo passo per avvicinarsi alla fotografia di viaggio è seguire un corso di fotografia: è importante imparare le basi della fotografia e prendere confidenza con l’attrezzatura. Per fare delle buone fotografie non serve avere l’ultimo modello di macchina fotografica super costosa: quello che conta è imparare ad allenare l’occhio, ovvero imparare a comporre la propria fotografia e pensare prima di scattare, come se avessimo un solo rullino con 32 scatti e non una memory card da 64 Gb.

Insieme al corso di fotografia, è molto utile imparare dai grandi del passato (e anche del presente!). Per fare questo, si possono leggere libri di fotografia e andare a vedere delle mostre, analizzando gli scatti e approfondendo le tecniche utilizzate. Ogni fotografo ha il proprio stile che lo contraddistingue ed è molto utile osservare, studiare e capire. 

 

[ © S. Salgado ]

 

ATTREZZATURA PER LA FOTOGRAFIA DI VIAGGIO

 

MACCHINA FOTOGRAFICA: REFLEX O MIRRORLESS?

Quando ci si appassiona alla fotografia, diventa inevitabile mettere mano al portafogli. E purtroppo i costi non sono proprio economici. A mio avviso è importante scegliere la macchina fotografica in base alle nostre esigenze e al nostro livello. Cosa intendo dire? Che la fotografia è complessa, nel corso degli anni non si smette mai di imparare e, in base alle nostre necessità che evolvono nel tempo, si scopre sempre qualcosa di nuovo. All’inizio però, è davvero inutile spendere tanti soldi e comprarsi una super macchina fotografica, perché poi si rischia di non saperla usare e quindi non sfruttare tutte le sue potenzialità.

Resto dell’idea che la parte più importante sia il nostro occhio: se abbiamo “un buon occhio” allora possiamo fare belle fotografie anche con un cellulare. Per cui, se state per acquistare la vostra prima macchina fotografica, scegliete un modello con delle buone prestazioni ma semplice e intuitivo da utilizzare. Oggi la tecnologia è in grado di offrire un buon compromesso tra qualità e semplicità. Piuttosto, spendete qualcosa in più anche in un buon corso o libri di fotografia! 

 

[ Fotografando i fenicotteri in Cile ]

 

Reflex o mirrorless?

Premetto che io uso entrambe. Allora, incominciamo dicendo che si differenziano per diversi aspetti. Le mirrorless sono sostanzialmente una via di mezzo tra reflex e compatte: prive dello specchio (che nelle reflex riflette l’immagine che entra dall’obiettivo nel mirino), sono più leggere delle reflex e a differenza delle compatte, montano diversi obiettivi. Per la loro leggerezza e portabilità, le mirrorless sono molto utilizzate da tanti fotografi (alcuni le hanno proprio sostituite alle reflex!). Per quanto riguarda le dimensioni del sensore, è più piccolo rispetto a quello delle reflex full frame ma non c’è grande differenza con i sensori APS-C. Tuttavia, la durata delle batterie è nettamente inferiore rispetto alle batterie delle reflex e anche l’autofocus è migliore nelle reflex.

In linea di massima, si pareggiano e qui torniamo al discorso di prima: la scelta dipende dalle proprie esigenze e preferenze. Io per esempio, ho molti obiettivi da montare sul corpo macchina della reflex per cui prediligo la reflex (la mia è una Nikon D7100) quando faccio viaggi dove mi servono più ottiche oppure quando necessito di un autofocus preciso, negli altri casi uso la mirrorless. La mia mirrorless è una Sony alpha 6000 e per darvi un’idea la uso soprattutto quando faccio viaggi brevi e vado a fare trekking, perché è molto leggera e ma assicura scatti di qualità. 

 

[ La mia Sony mirrorless ]

 

 

CHE ALTRO PORTARE?

La prima regola per la fotografia di viaggio è viaggiare leggeri. Sicuramente quando ci si appassiona alla fotografia si comprano diversi obiettivi, i filtri, il cavalletto, ecc, ma quando si viaggia è impensabile portare con sé tutta la propria attrezzatura: primo perché occupa spazio e pesa, secondo non servirà.

È quindi di fondamentale importanza fare una selezione del materiale. E come si fa? Bisogna studiare bene il nostro itinerario per avere un’idea di che cosa ci servirà. Facciamo alcuni esempi: se durante il nostro viaggio pensiamo di avvistare degli animali (come in Argentina nella Penisola Valdes o in Africa durante un safari) bisogna portarsi dietro un obiettivo zoom; oppure, se visitiamo un luogo dove ci sono delle cascate (come per esempio le Cascate di Iguazù in Argentina), meglio non dimenticare una custodia protettiva per la macchina fotografica. E ancora: se vogliamo fotografare un cielo stellato (come nel deserto di Atacama, in Cile), sarà indispensabile un buon cavalletto.

Per quanto riguarda gli obiettivi, mi sento di dare un consiglio: se il viaggio è itinerante e ci si sposta ogni giorno e sui mezzi pubblici, meglio avere con sé pochi obiettivi. Portarsi dietro tanti obiettivi quando si viaggia in questo modo è molto scomodo: gli obiettivi pesano molto e occupano tanto spazio. Meglio portarsi un obiettivo zoom: magari uno che vi permette di fare un po’ di tutto, anche se magari dovete rinunciare un po’ alla qualità dell’immagine, come per esempio un 18-105 mm.

 

[ Fotografando in India: avevo con me solo un obiettivo! ]

 

Infine, non dimentichiamo di portarci dietro tante, tantissime memory card. A meno che non siate dei professionisti, è difficile che in viaggio porterete con voi il computer: per cui, per evitare di perdere le vostre fotografie, ogni tanto vi consiglio di cambiare la memory card. In questo modo le foto che avete fatto non rischieranno di andare perse.

Io preferisco usare memory cards da 32 massimo 64 gb: così quando finiscono sono costretta a cambiarle. Inoltre queste grandezze permettono di salvare le foto in Raw e di scattarne in buon numero. Io le conservo tutte in un porta-memore card come questo. Se volete salvarle anche su un supporto esterno e non avete il computer, vi consiglio questo hard disk, che io uso da diversi anni.

 

DRONI, ACTION CAM E VIDEO

Per quanto riguarda i video, si deve fare un discorso parte. Se siete più interessati a fare più video che foto durante i vostri viaggi, lasciate perdere le reflex e optate per una mirrorless con un buon obiettivo. Le mirrorless sono molto più leggere e più facili da utilizzare. Se volete essere più professionali, può essere utile anche uno stabilizzatore e un microfono ma anche qui torno al discorso della leggerezza: tutta questa attrezzatura pesa molto, per cui meglio pensare a cosa volete fare prima di spendere centinaia di euro. Inoltre i video occupano molto spazio: sono  quindi indispensabili memory card molto capienti. 

 
DRONI

Il drone è una figata perché permette di fare riprese e foto dall’alto. Anche se per molto tempo sono stata tentata ad acquistarlo, per ora non l’ho comprato ma uso quello del mio moroso Pietro: i primi modelli erano molto ingombranti e anche se poi sono usciti modelli tascabili (come il Mavic), mi sono resa conto che non lo avrei mai utilizzato più di un tanto. 

Secondo me, quello che è davvero importante è che la fotografia o le riprese video non dovrebbero ostacolare l’essenza del nostro viaggio. Mi spiego meglio: per me il viaggio è scoperta, contemplazione e meditazione. E’ vero che mi piace scattare fotografie ma mi piace anche prendermi il mio tempo, osservare e basta. Se dovessi usare la macchina fotografica, poi il drone e poi una mirrorless per fare i video, dovrei stare delle ore nello stesso posto per riuscire a fare tutto (con scarso successo)! Per cui io preferisco non usare troppe cose. In più, in molti posti non si può far volare il drone. Per cui è importante informarsi prima del viaggio.

 

[ Foto con il drone di Pietro ]
ACTION CAMS

Ho inziato la mia avvenutra con le action cams con la mitica Veho Muvi, per poi passare alle Go Pro. Rispetto a qualche anno fa, oggi c’è una scelta vastissima di action cams, dalle più economiche alle più prestanti. Sicuramente le più conosciute sono le Go Pro: io al momento utilizzo una Gopro 5. Per alcuni sarà un modello già vecchiotto ma ragazzi, la Go Pro lancia una telecamerina all’anno e non mi pare il caso cambiarla in continuazione. Comunque, le action cams sono molto utili se si praticano attività outdoor: io per esempio le uso quando andiamo ad arrampicare, a sciare o a provare nuove avventure, come per esempio il volo in parapendio con gli sci

Le action cams sono fantastiche perché sono leggerissime, compatte e con una qualità dell’immagine abbastanza buona. Attenzione però: non si possono sostituire ad una macchina fotografica. Per cui ve la consiglio se praticate attività outdoor o se volete fare riprese sott’acqua.

Per quanto riguarda gli accessori delle action cams, ce ne sono moltissimi. Grazie alle placche, potete attaccarle ovunque, dalla bici al pasco, dagli sci allo zaino. Se amate i selfie, c’è il bastone, se volete il cavalletto c’è il tripod, se volete fare le foto sott’acqua c’è il case oppure il dome (per il famoso effetto “dentro e fuori dall’acqua”). Insomma, ce n’è per tutti i gusti!

Qui trovate un articolo che ho scritto con tutte le informazioni per scegliere la vostra action cam:

ACTION CAM & VIAGGI: GUIDA PRATICA ALL’AQUISTO (SEMPRE AGGIORNATA!)

 

[ Foto con il Dome + Go Pro 5, a Porquerolles, in Francia ]

 
BORSE E ZAINI

Per trasportare la vostra attrezzatura fotografica durante i vostri viaggi, potete optare tra diverse soluzioni. Se vi portate dietro molto materiale, per esempio più di due obiettivi, diversi filtri, il cavalletto,ecc, allora può essere utile l’acquisto di uno zaino. In giro se ne trovano davvero molti e sono pratici perché hanno delle comode aperture e diversi scomparti per sistemare tutta l’attrezzatura. Questi zaini sono progettati per sopportare bene gli urti e la maggior parte sono waterproof (impermeabili).

Io ne ho diversi ma alla fine preferisco usare delle semplici custodie e mettere la mia attrezzatura in un semplice zaino o nel bagaglio a mano, proteggendola con vestiti e altri oggetti morbidi. A volte utilizzo dei piccoli contenitori o borse dove raccolgo obiettivi, filtri e memory card. Questo sempre per una questione di spazio: dovete insomma provare per trovare la soluzione che più soddisfi le vostre esigenze!

 

[ Uno zaino normale è più che sufficiente! ]

 

FOTOGRAFIA DI VIAGGIO: 5 REGOLE SEMPRE VALIDE

Ogni viaggio mi insegna sempre qualcosa. Per cui ho deciso di condividere qui alcune semplici regole che credo si debbano sempre rispettare nella fotografia di viaggio.

 

1. CHIEDERE IL PERMESSO

La regola delle regole quando si fotografano le persone. In giro per il mondo entriamo in contatto con culture diverse e le persone sono la migliore espressione dell’anima di un paese. Dobbiamo però ricordarci che prima di fotografare una persona dobbiamo chiedere il permesso e mettere in conto che ci può essere negato. Prima di tutto il rispetto per le persone: in alcune situazioni è necessario fare un passo indietro.

 

2. PRESTARE ATTENZIONE ALLA PROPRIA ATTREZZATURA

Quando si viaggia è importante prendersi cura della propria attrezzatura fotografica. In alcuni paesi il livello di povertà è tale che mostrarsi con una macchina fotografica al collo può creare disagio oppure in altri contesti può essere oggetto di desiderio e quindi essere rubata, altre volte ancora, le condizioni atmosferiche potrebbero danneggiarla, come la sabbia o l’acqua. È quindi molto importante prendersene cura.

 

3. ESSERE ORIGINALI E SPONTANEI

Viviamo in un mondo fatto di stereotipi: la fotografia è qualcosa di estremamente personale. Cerchiamo di rendere uniche le nostre fotografie, di cercare prospettive originali e composizioni che esprimono le nostre emozioni. Non cerchiamo di fare le stesse fotografie di qualcun altro, ma proviamo a dare forma alle nostre idee. Per fare questo, dobbiamo essere spontanei: le foto troppo studiate non riescono quasi mai a trasmettere l’essenza di un viaggio. Proviamo ad essere di più noi stessi.

 

4. RISPETTARE GLI ALTRI FOTOGRAFI

Questo è un aspetto spesso ignorato dai fotografi. Quando si vuole scattare una fotografia, soprattutto se si tratta di un monumento famoso o di un evento particolare, ci deve essere spazio per tutti. Non dobbiamo essere prepotenti e metterci davanti a tutti e scattare 3000 fotografie: cerchiamo di non ostacolare gli altri e di lasciare spazio. E se il nostro spazio ci viene negato, facciamolo presente agli altri con gentilezza.

 

5. VIVERE IL MOMENTO

Infine, la regola più importante di tutte. Quando viaggiamo vediamo luoghi, incontriamo persone e viviamo tante emozioni. Cerchiamo di non dimenticarcelo mai: siamo lì in quel momento che non ricapiterà più, perché anche se ci torneremo le cose cambiano. Per cui, carpe diem, cogliamo l’attimo: osserviamo, guardiamo, facciamo le nostre fotografie e godiamoci il più possibile il nostro viaggio!

 

[ Con lo sguardo perso nel Deserto del Wadi Rum in Giordania ]

 

Questo post un po’ personale e pieno di consigli è giunto al termine: spero che possa essere di aiuto o ispirazione! Un saluto e buoni scatti in giro per il mondo! 🙂 


 

 
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