Guida alla visita delle Cascate dell’Iguazú

Guida alla visita delle Cascate dell’Iguazú

“Poor Niagara!” Scrisse Eleonora Roosevelt dopo aver visto le spettacolari Cascate dell’Iguazú, e in effetti aveva ragione. Senza togliere nulla alle celebri cascate americane, quelle dell’Iguazú sono davvero meravigliose. Ciò che le rende magiche è il contesto che le circonda: si trovano nel bel mezzo della rigogliosa foresta Paranaesis, la seconda foresta tropicale dell’America Latina. Il Rio Iguazú (che nella lingua degli indios guaraní significa “acqua grande”) attraversa la fitta vegetazione della foresta con una portata d’acqua che durante l’anno varia da 1400 m³/sec nel periodo di siccità, a 6500 m³/sec nel periodo di piena, creando questo meraviglioso spettacolo della natura.

 

Le Cataratas dell’Iguazú sono Patrimonio Naturale dell’Unesco e sono una delle sette meraviglie del mondo naturale. Ve lo confermo. Penso che chiunque vada in Argentina o in Brasile debba assolutamente fare una tappa qui. Una volta che si arriva davanti alle cascate si resta senza parole: il boato della graganta del diablo è assordante, ovunque si soleva una leggera pioggerellina e intorno c’è solo la natura.
È difficile descrivere l’emozione provata ma cercherò di raccontare la mia esperienza e fornire utili informazioni per la visita.

Il post è articolato nel seguente modo:
– Le cascate e il loro contesto
– Il lato brasiliano
– Escursione Macuco Safari: sotto le cascate!
– Il lato argentino
– Informazioni utili
– Dove mangiare e dove dormire a Puerto Iguazú


LE CASCATE E IL LORO CONTESTO

Le cascate si formano dal corso del Rio Iguazú che, dopo aver attraversato la Selva Paranaesis, si getta nel Rio Paraná. In base alla sua portata, si possono contare in tutto 150 cascate nel periodo di siccità e 270 cascate nel periodo di piena. La maggior parte delle cascate si trova nel lato argentino (dove si contano 19 salti grandi, mentre se ne contano solo 3 sono in Brasile -Floriano, Deodoro, Benjamin Costant-). Il salto più grande, Salto Union, è di 82 metri, si trova nel Parco argentino e si getta nella impressionante Garganta del diablo. 

In questo ambiente vivono tantissime specie di piante e tantissimi animali. Inoltre le cascate costituiscono un confine naturale tra Argentina e Brasile. Per tutelare questo sistema sono stati istituiti due parchi nazionali, il Parque National Iguazú, in argentina, e il Parque National do Iguazú in Brasile. Essi tutelano quello che resta della Selva Paranaesis, che fino al 1800 si estendeva per 1 milione di km², ora è di solo 5400 km².
È possibile ammirare le cascate da entrambi i lati, quello brasiliano e argentino. Noi ci siamo dedicati a tutti due i lati, entrambi spettacolari!

 

[ L’anfiteatro argentino ]

LATO BRASILIANO

La nostra visita alle Cascate di Iguazú inizia con il lato brasiliano. Dopo aver pagato il biglietto (sotto maggiori info), abbiamo preso un bus a due piani che effettua diverse fermate nel Parco. La strada è asfaltata e passa in mezzo alla foresta Paranaesis. Intorno a noi volano gruppo di farfalle gialle e si sentono cantare tantissimi uccelli.
Alla fermata “Path of the Fall” abbiamo imboccato il sentiero (pure questo asfaltato..) che porta alle cascate. Lungo il percorso ( 1200 metri) ci sono diversi punti panoramici sull’anfiteatro delle cascate argentine.

 

[ Panorama sulle cascate dal lato brasiliano ]

 

Il sentiero è ombreggiato e porta fino sotto al Salto Union, che si getta nella Garganta del Diablo. Qui c’è una passerella che passa proprio sulle cascate brasiliane: è spettacolare vederle così da vicino, camminarci sopra e ammirarle in tutta la loro potenza!

Il salto Union non si vede perché è perennemente coperto da una nube di vapore acqueo ma noi sappiamo che è lì e si fa sentire con un boato impressionante. Qui la doccia è assicurata: proteggete le macchine fotografiche e mettetevi o in costume o in kway. Ma che spettacolo, ovunque si formano arcobaleni!

Alla fine del sentiero si raggiunge l’ascensore che vi riporterà in cima alla strada: qui c’è un bellissimo punto panoramico proprio accanto ad una immensa cascata, così vicino che vi semorbrea di toccarla.

 

 
Al posto del l’ascensore si può salire con qualche rampa di scale e si arriva all’ultima fermata del bus che vi riporterà all’ingresso.

Per visitare altre aree del Parco bisogna partecipare ad una visita guidata. Noi abbiamo partecipato a quella organizzata da Macuco Safari. Questa agenzia organizza un’escursione in gommone (adatta a tutti) lungo un tratto del Rio Iguazú e…. il bagno sotto le cascate!
Eravamo un po’ titutabanti ma si vive una sola volta e quando mai ricapita l’occasione di un contatto così ravvicinato con queste stupende cascate? Ecco com’è andata.


MACUCO SAFARI: fin sotto le cascate!

Con un trenino elettrico si attraversa una parte della foresta e grazie alle informazioni della guida si imparano molte cose sulla flora e fauna locale. Successivamente si fa una breve passeggiata a piedi per immergersi ancora di più nella foresta e infine si arriva all’imbarcadero. Qui ci aspetta un gommone che ci permetterà di vedere da una prospettiva davvero unica le cascate!
Lasciamo tutte le nostre cose in un armadietto, comprese macchine fotografiche: portatevi solo la gopro perché vi bagnerete come non mai [ più sotto, nelle informazioni utili, vi spiego meglio tutto!]. Dopo essere saliti sul gommone iniziamo a percorrere il fiume in direzione del Salto Union, verso la garganta del diablo.

Il gommone prende a tutta velocità le onde ed è molto divertente! Ad un certo punto raggiungiamo le prime cascate del lato argentino: il gommone inizia ad avvicinarsi lentamente fino ad andarci sotto. Nonostante siano cascate molto più piccole rispetto a quelle della garganta del diablo, sono anche loro impressionanti! Tutta l’acqua si riversa su di noi, bagnandoci competente. È impossibile rimanere asciutti perché si fa un altro giro!

 

[ sotto la cascata! ]

LATO ARGENTINO

Il lato argentino è davvero spettacolare. Prima di tutto le passerelle sono installate proprio sui salti delle cascate e non si trovano sentieri in cemento come in Brasile. Il contatto con la selvaggia Selva Paranaesis è più autentico.
A differenza del lato brasiliano, qui esistono tre circuiti (tutti inclusi nel biglietto): il circuito inferiore, quello superiore e la garganta del diablo. A volte alcuni circuiti vengono chiusi per frane o smottamenti ma quando si fa il biglietto vengono comunicati i circuiti percorribili. Quando siamo andati noi il circuito inferiore era chiuso.

I vari punti panoramici si raggiungono grazie a un trenino a gas che passa ogni 20-30 minuti ed effettua due fermate (“cataratas” per circuito superiore e inferiore e “garganta del diablo” per il Salto Union). Il biglietto comprende il trenino e anche la traversata in barca per l’isola San Martin.

Dati i numerosi visitatori (fin dal mattino presto), ci siamo subito diretti alla garganta del diablo. Per raggiungerla bisogna percorrere per 1 km una lunga passerella in metallo costruita proprio sul Rio Iguazú. Il percorso è accesibile a tutti, anche a carrozzine e passeggini.

 

[ Il Rio Iguazú ]

 

Ovunque si possono incontrare farfalle dai mille colori, uccelli (come il Vencejos, cioè il balestuccio, piccolo uccello che si getta in picchiata nelle nubi di vapore delle cascate e che è il simbolo del Parco argentino) e a volte anche coccodrilli!

 

 

In prossimità della garganta del diablo si inizia a sentire un forte rombo: è il Salto Union, alto 82 metri, che si getta nella Garganta. Una volta arrivati qui, si resta senza parole: nonostante la marea di gente, resto impotizzata a guardare la potenza dell’acqua. Anche quando avevo visto le cascate del Niagara durante il viaggio nella East Coast degli States avevo provato queste sensazioni ma qui si sono ampliate: intorno a me non ci sono alberghi, non c’è niente, solo un fiume impetuoso e una serie di cascate imponenti, maestose, meravigliose.

 

[ garganta del diablo ]

 

Ad un certo punto metto via la macchina fotografica: per quante fotografie o video che potessi fare, niente rende giustizia a quello spettacolo che bisogna solo contemplare.

Decido poi di sporgermi un po’. Sono proprio sopra la garganta: in basso non vedo niente perché il vapore acqueo crea una nube altissima ma percepisco la profondità del Salto Union e mi vengono i brividi! È davvero indescrivibile tutto ciò.

 

[ Il Salto Union si getta nella garganta del diablo ]

 

Ripreso il trenino torniamo indietro e scendiamo alla seconda fermata, quella che permette di percorrere il circuito inferiore e superiore. Prima facciamo una pausa pranzo e qui vi devo parlare dei coatí: questi simpatici procioni popolano tutto il Parco e si avvicino tantissimo ai visitatori ma attenzione, il loro obiettivo sono i panini! Bisogna fare attenzione e starci alla larga perché le loro affilatissime unghie possono graffiarvi.

 

[ coatí ]

 

Nel pomeriggio visitiamo il circuito superiore che è altrettanto spettacolare. Non si resta mai delusi durante la visita a queste cascate. Le passerelle del circuito superiore sono costruite proprio sopra i salti delle cascate e questo permette ai visitatori di ammirarle al meglio!

Da ogni cascata l’acqua di colore marrone si riversa impetuosa nella valle sottostante e ovunque si creano spettacolari arcobaleni.

 

[ Lato argentino ]

 

Di cascata in cascata di arriva fino sopra al Salto San Martin, anche lui impressionante!

Da qui si percorre un altro kilometro in mezzo alla foresta per tornare alla stazione.

 

[ Salto San Martin ]

Al ritorno merita una visita il centro visitatori:i numerosi pannelli esplicativi illustrano le caratteristiche e le abitudini degli animali che vivono nel Parco e l’impatto che l’uomo ha avuto su questi territori nel corso degli anni. I primi a popolare queste terre furono gli indios Guaraní e alcuni di loro ancora vicino qui: fuori dal centro ne troverete alcuni che vendono i loro prodotti artigianali.

 

[ Il centro visitatori ]

 

INFORMAZIONI UTILI

Le cascate si possono visitare durante tutto l’anno. Il periodo migliore è quando il Rio Iguazú è in piena quindi in autunno dopo le piogge. In qualunque periodo si visitano, ci sarà sempre tanta gente. Cercate di arrivare al mattino presto e prenotate in anticipo le eventuali attività all’interno dei parchi.

LATO BRASILIANO: Molti dicono che il lato migliore per ammirare le cascate sia quello argentino ma devo ammettere che anche il lato brasiliano non delude, quindi visitatelo! Basta mezza giornata per visitare questa sponda. Noi abbiamo alloggiato a Puerto Iguazú, in Argentina, per cui per raggiungere il lato brasiliano abbiamo dovuto attraversare la frontiera. È possibile raggiungere il Parco sia con il bus pubblico che con un taxi. Il biglietto si fa all’ingresso del parco e si può pagare con carta di credito.
Portate cappello e crema solare. Quando sarete in prossimità della garganta del diablo avete due alternative: o mettervi in costume da bagno o indossare un kway perché la pioggerellina delle cascate vi bagnerá da capo a piede. Attenzione agli apparecchi elettronici!

MACUCO SAFARI: se volete fare questa escursione potete prenotare online oppure fare come noi e comprarla direttamente all’ingresso del parco. Il prezzo è di circa 60€. Non è una cifra economica ma ne vale la pena ed è in ogni caso più economica di quella offerta nel Parco argentino. Portate il costume da bagno e le infradito. Lasciate tutto, tranne una Action cam, negli appositi armadietti perché tornerete fradici.

 

 

LATO ARGENTINO: serve un giorno intero per poterlo visitare con calma ed eventualmente partecipare a qualche attività. Le passerelle sono accessibili a tutti. Anche qui è immancabile cappello, crema solare e occhiali da sole. Indispensabile il kway o il cambio se si percorre il circuito inferiore, mentre non è necessario per il circuito superiore e la garganta del diablo.
All’interno del Parco ci sono alcuni punti ristoro e aree pic nic. In questo caso attenzione ai vostri panini: non fatevi ingannare dai teneri musini dei coatí perché possono graffiarvi e provocarvi brutte ferite.

 

DOVE DORMIRE E MANGIARE A PUERTO IGUAZÚ

Per visitare le cascate ci sono due possibilità: arrivare con un aereo a Foz Iguazú, in Brasile, oppure a Puerto Iguazú in Argentina. Noi abbiamo voltato da Buenos Aires con un volo domestico (Aerolineas Argentinas, ma anche Latam vola a Puerto Iguazú) e soggiornato a Puerto Iguazú; l’aeroporto dista circa 20 km. Qui tutto ruota intorno al turismo delle cascate: ci sono tanti alberghi e ristoranti ma Puerto Iguazú è molto tranquillo e ben inserito nel contesto circostante.

Indipendente dalle preferenze personali vi consiglio di alloggiare in un albergo con la piscina: dopo un’intera giornata alle cascate sotto il sole e il clima tropicale, non c’è niente di meglio che un bel bagno rinfrescante!
Noi abbiamo trovato una buona offerta su booking.com all’hotel Akwati: questo albergo non è proprio in centro ma ha poche camere, una buona colazione e anche la piscina.

Ci sono molti ristoranti dove poter cenare, io vi consiglio El Quincho: è un locale spazioso, con aria condizionata e pietanze buonissime. Ovviamente in Argentina si mangia tantissima carne: non perdetevi una buona Parillada accompagnata da un buon vino della zona di Mendoza!

 

Vuoi partire per la Patagonia? Ecco il mio itinerario di viaggio! 

Scopri anche:

La regione del nord:

Buenos Aires:

 


 

 
Share

4 Risposte

  1. è assolutamente nella mia travel list dei sogni, bello avere un “primo assaggio” con questo post ricco di foto e di info!
    http://www.audreyinwonderland.it/

  2. Ho sempre sognato di vedere le cascate del Niagara ma penso che dopo questo articolo verranno spodestate 😂
    Non c’è monumento o costruzione che possa competere con spettacoli della natura come questo. Complimenti per l’articolo, pieno di informazioni che spero di poter utilizzare presto!

Lascia una risposta