Le Valli del Calchaquí: verso Cachi attraversando l’Argentina andina

Le Valli del Calchaquí: verso Cachi attraversando l’Argentina andina

Le valli del Calchaquí, nella autentica Argentina andina, sono caratterizzate da paesaggi molto vari: le rocce delle montagne presentano diverse colorazioni, le strade tortuose attraversano passi montani ad alture molto elevate e la presenza di cactus giganti rendono unico questo territorio. Ciò che accomuna queste valli è il Rio Calchaquí, costeggiato dalla celebre Ruta 40 che collega Cachi a Cafayate, passando per Molinos e Angastaco.
Oltre alla Ruta 40 queste valli possono essere esplorate con delle escursioni in giornata partendo da Salta. È la Ruta 33, una strada in parte asfaltata e in parte sterrata che, attraversando i verdi pendii della Cuesta del Obispo e la foresta dei cardones (gli enormi cactus), permette di raggiungere Cachi, piccolo e autentico villaggio andino isolato dal resto del mondo, ammirando la varietà di paesaggi che offre questa zona dell’Argentina.

 

Partendo da Salta ci dirigiamo a sud ovest percorrendo prima la Ruta 51 e poi la Ruta 68; una volta arrivati a El Carrill imbocchiamo la Ruta 33, che ci condurrà a Cachi.
A circa 30 km da Salta si incontrano numerose piantagioni di tabacco prima di addentrarsi nella Jungla, una fitta foresta verde. La forte umidità forma delle nuvole molto basse che ci accompagneranno per tutta la mattinata. Una volta usciti dalla jungla si apre davanti a noi la Quebrada de Escoipe: questa valle è caratterizzata dalle montagne della pre cordigliera, con una verde vegetazione che ricopre i loro pendii di colore rosso (dovuto alla presenza del ferro) e alcune di colore grigio (per la presenza del rame).

 

 

Lentamente la strada inizia a salire e ai lati iniziano a scorgere i primi cactus. Mano mano che si sale la coltre di nubi incontrata a fondo a valle sparisce e davanti a noi ecco la verdissima Cuesta del Obispo!
La strada inizia ad essere sterrata e sale con tornanti molto stretti lungo la Cuesta.
Dopo qualche chilometro raggiungiamo un bellissimo Mirador che dall’alto ci permette di ammirare la valle sottostante: attorno a noi le verdissime montagne della pre cordigliera con vette che arrivano a 5000 m!

 

[ La Cuesta del Obispo ]

 

Proseguendo, costeggiamo la Valle Encantada, caratterizzata da particolari conformazioni montuose. Questa valle può essere esplorata a piedi: le rocce, levigate dall’acqua e dal vento, presentano diverse sfumature di colori dovute alla presenza di diversi minerali.

 

[ La Valle Encantada ]

 

La sosta successiva è il passo del Col del Molino, a 3347 m! Qui si trova una piccola pietra del mulino e una piccola cappella. Anche qui si gode di un bellissimo panorama della valle sottostante.

 

[ La piccola cappella dedicata a San Rafael ]

 

A questo punto del tragitto la strada torna ad essere asfaltata e lineare e il paesaggio cambia completante: è la Cachi Pampa, un altopiano desertico caratterizzato dalla presenza dei cardones, enormi cactus a candelabro che qui vengono chiamati così. Per preservarli, è stato istituito il Parco Nazionale Los Cardones e i visitatori possono avvicinarsi ai cactus solo seguendo i percorsi segnati.

 

[ L’altopiano Cachi Pampa ]

 

Percorriamo anche un tratto della celebre Recta Tin Tin, 14 km della antica strada inca. Qui vivono pochissime persone e i pochi villaggi che ci sono distano almeno 25 km dalla strada asfaltata. Lungo il tragitto si incontrano alcuni locali che vendono spezie e marmellate di produzione artigianale.
Oltre a queste persone incontriamo solo qualche burro (asino) allo stato semibrado e nel cielo vediamo volare qualche condor.

Ovunque ci sono migliaia di cardones, uno di fianco all’altro, che formano una vera e propria foresta e che con le montagne della pre cordigliera sullo sfondo e il blu intenso del cielo, creano un paesaggio indimenticabile!

 

[ La foresta di cardones, cactus giganti ]

 

Ci fermiamo in due punti segnalati lungo la strada per ammirare da vicino i cardones: questi cactus crescono 1 cm all’anno e trovano l’acqua in falde acquifere che si trovano in profondità. Alcuni di questi raggiungono i 10 metri di altezza, il che significa che hanno più di 100 anni! 

Pensate che il comandante Martin, per evitare di combattere contro il potente esercito spagnolo, aveva ordinato di vestire i cardones con le uniformi dei soldati per far credere agli spagnoli che fosse il suo immenso esercito: da quel giorno vengono chiamati “le sentinelle della patria”.

 

 
Dopo aver oltrepassato il villaggio di Payogasta, dove si possono vedere tantissimi pimientos (peperoncini) messi ad essiccare al sole, imbocchiamo la Ruta 40: davanti a noi il Nevado de Cachi, montagna della pre cordigliera le cui cime raggiungono i 6000 m e ai suoi piedi, a 2280 m, Cachi.
Questo piccolo pueblo, con le sue casette bianche e la caratteristica chiesetta, ricorda molto i villaggi della Andalusia. Davanti alle case ci sono alti marciapiedi che permettevano alle donne spagnole di scendere dalle carrozza senza fare fatica ed entrare subito in casa.
Sotto il bianco porticato vicino alla chiesa si può visitare il museo archeologico che grazie ai numerosi reperti racconta la storia delle popolazioni pre incaiche che abitavano in questa zona.
Noi abbiamo pranzato al Comedor El Estinso, un microscopico ristorantino davanti al piazzale della chiesa dove si può assaggiare una buona milanesa e rimpilzarsi di buonissime empanadas!
Prima di rimetterci sulla strada del ritorno siamo saliti in cima alla collinetta dove si trova il cimitero, da cui si ha una bella vista sull’intero pueblo.

 

[ La chiesa del pueblo di Cachi ]

 

Da Cachi si può proseguire lungo la Ruta 40 e raggiungere Cafayate (circa 168 km).
Avendo prenotato l’albero a Salta, noi siamo tornati indietro per la stessa strada. Per raggiungere Cachi da Salta ci vogliono circa 5/6 ore con le soste (180 km); al ritorno i chilometri sono gli stessi ma senza soste si impiega meno tempo.
Lungo la strada del ritorno abbiamo avuto la fortuna di incontrare un vero Gaucho, i caratteristici mandriani argentini che vivono da soli, devoti alla propria mandria.

 

[ Piacevole incontro con un vero gaucho!]

 

 

La scoperta della regione del Noa non finisce qui! 

 

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7 Risposte

  1. Mi ha colpito tantissimo la foresta di cactus giganti!!! Al momento non ho in previsione un viaggio in Argentina, ma vedo che hai molti articoli a riguardo! Ti tengo in considerazione anche nel caso debba consigliare itinerari a qualcuno 🙂

    • Ciao Alessandra 😊 Grazie mille, il Sud America mi è entrato nel cuore! Sono sicura che quando visiterai questa terra meravigliosa te ne innamorerai 😊

    • Grazie Alessandra 😊 Anche io sono rimasta colpita dalla foresta di cactus! Il Sud America è tutto da scoprire, se ti capita l’occasione di visitarlo non fatela scappare!!

  2. Incredibile come la natura riesca ad esplodere in qualsi corcostanza! La distesa delle “sentinelle” è semplicemente da togliere il fiato… mi piacciono particolarmente i paesaggi in cui non si capisce dove è l inizio e dove è la fine… un sogno: tra natura e gente del posto che, a quanto sembra, non sono state nemmeno troppo contaminate dai turisti, quindi si parla di qualcosa di autentico 🙂 spero di vederlo…e spero succeda presto!

  3. Che paesaggi!!!! Indicazioni molto utili. Non so se riuscirò mai ad andarci ma con le tue foto mi sembra di esserci stata.
    Licia

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