Patagonia – Navigazione nel Fiordo di Ultima Esperanza

Patagonia – Navigazione nel Fiordo di Ultima Esperanza

pubblicato in: AMERICA, Cile, Patagonia, Sud America | 8

Quando Magellano e la sua flotta arrivarono nella regione dove oggi si trova la graziosa cittadina di Puerto Natales, ne restarono colpiti: il paesaggio circostante, caratterizzato dalla presenza di ghiacciai perenni, era selvaggio e desolato. Le violente tempeste e i forti venti rendevano difficile la navigazione e pensando di non trovare più niente, Magellano diede a questo luogo il nome di “Ultima Esperanza”. Oggi la provincia di Ultima Esperanza non è più inaccessibile come un tempo ma ha conservato la sua identità di terra selvaggia.
Esistono diversi modi per esplorare questa terra di confine e le agenzie locali organizzano diverse escursioni. Una di queste è la navigazione nel fiordo di Ultima Esperanza, organizzata dall’agenzia “Turismo 21 de mayo” e di seguito vi racconto la mia esperienza!

 

Intorno alle otto di mattina raggiungiamo il piccolo porto di Puerto Bories, situato a 5 km dal centro di Puerto Natales, da dove parte il battello per la navigazione nel fiordo di Ultima Esperanza. Il tempo è come sempre incerto, il vento molto forte e le grigie nuvole all”orizzonte minacciano pioggia. Una volta saliti, ci sediamo all’interno dell’imbarcazione dove ci sono grandi tavoli in legno. L’equipaggio ci da il benvenuto offrendoci whisky e succo d’arancia e la guida ci spiega che impiegheremo circa 4 ore per raggiungere il Parco O Higgins, dove ci aspettano il Glaciar Serrano e il Glaciar Balmaceda.

 

 

Dopo che tutti sono saliti, partiamo: lentamente ci lasciamo alle spalle Puerto Natales e le sue montagne e poco dopo la guida ci comunica che possiamo uscire: nonostante l’aria gelida e gli schizzi d’acqua, ne vale davvero la pena! Quando le grigie nuvole lasciano spazio al sole, le fredde acque del fiordo di colore blu intenso si tingono di sfumature che vanno dal turchese al verde. Dalle verdi pendici delle montagne si scorgono tante piccole cascate formate da ghiacciai nascosti.

 

 

Dopo circa 30 minuti di navigazione, incontriamo l’Isla Guanaco, chiamata così perché quando si sciolsero i ghiacciai, qui fu trovato un guanaco (uno delle quattro specie di cammelli andini che popolano la Patagonia) e poco dopo raggiungiamo la colonia di cormorani, appollaiati su una ripida scogliera.
Sulla destra si apre un piccolo fiordo, fiordo Ebernard, che porta alla vicina Cueva del Milodon, dove sono stati trovati dei resti di questo enorme bradipo preistorico.

 

[ colonia di cormorani ]

 

La navigazione nel Fiordo di Ultima Esperanza continua: ad un certo punto l’imbarcazione rallenta e la guida invita tutti a uscire sulla poppa della barca. Davanti a noi uno spettacolo meraviglioso, la scogliera dei condor. Lungo questa altissima parete rocciosa scendono delle cascate davvero spettacolari che si gettano nelle acque di colore turchese intenso del fiordo e sopra, sfruttando le correnti del vento, volano i condor! Essendo questa una zona molto ventosa, i condor si divertono a planare e se ne possono vedere davvero tantissimi.

 

[  La scogliera dei condor ]

 

Dopo tre ore e mezza di navigazione arriviamo finalmente al Parco O’Higgins. Qui ci aspetta uno dei ghiacciai più maestosi del Parco, il Balmaceda. Purtroppo questo ghiacciaio si sta ritirando molto velocemente a causa del riscaldamento globale e si teme che tra 20 anni scomparirà del tutto. Il Monte Balmaceda è alto 2035 metri e il suo ghiacciaio, che 30 anni fa arrivava fino al mare, oggi si estende solo per una piccola parte del versante orientale della montagna.

 

[ Il Monte Balmaceda e il suo ghiacciaio ]

 

La barca si avvicina il più possibile al Balmaceda, permettendoci di cogliere tutte le sfaccettature di questo bellissimo ghiacciaio. I suoi colori, che cambiano con la luce del sole, vanno dal bianco all’azzurro intenso. 

Intorno, la foresta di lenga che con il suo verde inteso, crea un paesaggio davvero unico e meraviglioso.

 

 

Salutato il Balmaceda, attacchiamo a Puerto Toro, da cui si raggiunge il ghiacciaio Serrano. Ci sono due percorsi: il percorso panoramico, facilmente accessibile grazie alle passerelle in legno, permette di raggiungere un poggiolo dove si ha una vista frontale sul ghiacciaio e la laguna, e si raggiunge in 5 minuti. Altrimenti c’è il percorso nella foresta di lenga che costeggia la laguna e che in 20 minuti conduce a un punto panoramico più vicino al ghiacciaio.

 

 [ Il ghiacciaio Serrano ]

 

La laguna si è formata dallo scioglimento del ghiacciaio che negli ultimi anni si è ritirato di 1 km e che purtroppo continua a ritirarsi: ne sono testimonianza i piccoli blocchi di ghiaccio che galleggiano della laguna.
Dopo 800 metri si arriva vicino alla base della montagna. Il ghiacciaio è davvero maestoso e scende lungo la parete del Monte Serrano.
Anche qui il panorama è indescrivibile. Ogni tanto il sole fa capolino da dietro le nuvole e con i suoi raggi colora il ghiaccio di un azzurro intenso e la laguna di un verde turchese spettacolare.

Ammirare così da vicino questi due impotenti ghiacciai è stato il momento più bello di tutta la navigazione nel Fiordo di Ultima Esperanza! 

 

 

L’ultima sosta è alla Estancia Perales, una fattoria che offre ai visitatori una grigliata di agnello e zuppa calda. Dopo il pranzo si può passeggiare nei dintorni della fattoria, dove ci sono cavalli e pecore.

 

[ Estancia Perales ]

Dopo il pranzo si sale di nuovo sulla barca e si fa rotta verso Puerto Natales. Durante il ritorno non sono previste soste ma lo spettacolo è il paesaggio circostante che grazie alle condizioni climatiche variabili, cambia continuamente.

 

 

Informazioni utili

L’escursione è organizzata dall’agenzia “Turismo 21 de mayo” che ha la sua sede in calle Eberhard 560. Il sito web è www.turismo21demayo.com. Offre servizio di trasporto con bus fino al porto. La partenza è prevista intorno alle 8 e il ritorno verso le 17. La durata dell’escursione è di 4 ore all’andata con numerose soste fotografiche e una sosta al Ghiacciaio Serrano di circa 1 ora. Il pranzo all’estancia Perales è compreso nel prezzo. Il ritorno dura circa 3 ore e mezza . La barca dispone di servizi igienici, di una sala interna con tavoli e banche in legno: quando l’equipaggio lo permette, si può stare di fuori. Durante tutta la navigazione l’equipaggio offre ai passeggeri bevande varie come sudo di frutta, whisky, the e caffè.
Consiglio di vestirsi con abiti molto pesanti, indispensabile una giacca antivento e scarpe impermeabili per gli schizzi. Batterie di scorta per la macchina fotografica e un teleobiettivo. La camminata per il ghiacciaio Serrano non è impegnativa.

Vuoi partire per la Patagonia? Clicca qui per leggere il mio itinerario di viaggio!


 

 
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8 Risposte

  1. Mamma mia che viaggio da sogno e che posti! Una esplosione di natura ! Non avevo mai preso in considerazione un viaggio del genere, ma il tuo articolo mi ha veramente colpito. In questo periodo della mia vita quello che cerco da un viaggio è il contatto e il rapimento della natura, e questo luogo mi sa che decisamente li offre

    • Ciao Mariacarla 🙂 se cerchi un contatto autentico con la natura il Sud America è il posto giusto! La Patagonia offre dei paesaggi davvero incantevoli, ne rimarrai affascinata! 🙂

  2. Federica che incanto! E’ stato come leggere quei diari di viaggio degli antichi navigatori, un fascino misterioso e selvaggio, con colori e paesaggi che trapassano il cuore.
    Quanto voglio fare questa esperienza, tu non hai idea! Mi ci devo avvicinare piano piano, ma prima o poi arriverò anche io. Ogni anno aggiungo un pò di ore di volo a mio marito, così ad un certo punto non si accorgerà di cosa sta succedendo ;-).
    Mi piange il cuore, però, nel constatare quanto stiamo ammazzando il mondo, con le nostre mani. Guardo i ghiacciai, leggo che fra 20 anni forse non ci saranno più, oppure che 30 anni fa avevano un aspetto diverso, e mi sento male 🙁
    In ogni caso Federica, complimenti per l’emozionante reportage.
    Claudia B.

  3. Che bella esperienza! Io soffro un po’ il mal di mare ma mi piacerebbe fare questo giro per vedere da vicino i ghiacciai e tanti animali.

  4. Paesaggio a parte (che non è per togliergli importanza perche il ghiacciao è mozzafiato) ma io rimango sempre a bocca aperta di fronte al mondo animale! 😉 la colonia dei cormorani…i condor su quella scogliera da scenario del film “tarzan” e pure la storia dell isola che prende il nome dal cammello! Che belloooo! Bellissima escursione! Poi il benvenuto con il whiskey non è male no??? Eheheheh!

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