Eccoci di nuovo a parlare del mio territorio! Incastonata tra l’Appennino ligure e la Pianura Padana, la Val Curone si trova al confine di quattro province: è un territorio di eccellenze enogastonomiche, di paesaggi sconfinati e di antiche tradizioni. La Val Curone è la meta ideale per tutti coloro che vogliono concedersi una fuga dalla città ed immergersi completamente nella natura, scoprendo un territorio ricco di meraviglie. 

 

Nel sud del Piemonte, al confine tra la Valle Staffora e la Val Brobera, nella cornice dell’Appennino delle 4 Province, si trova una piccola valle tutta da scoprire: è la Val Curone, che si estende alle pendici del Monte Giarolo (1400 m slm), da Tortona (AL) verso la Liguria. Si tratta di una valle di ampio respiro, dove il torrente Curone scorre sinuoso fino alla Pianura Padana, attraversando piccoli borghi, verdi colline e vigneti.

Sebbene la Val Curone si trovi vicino alle grandi città del nord, nel corso degli anni ha conservato la sua autenticità: qui è ancora possibile instaurare uno stretto contatto con la natura e godersi la pace e la tranquillità della campagna. Attraversando le colline del tortonese e risalendo la valle, le abitazioni si diradano, lasciando spazio prima alle coltivazioni di pesche e poi a folti boschi, che caratterizzano l’Alta Val Curone, ai piedi del Monte Giarolo e del Monte Ebro. 

 

[ Uno scorcio della Val Curone ]

 

La Val Curone è una valle del Basso Piemonte, che si trova al confine della Liguria e della Lombardia e dista solo 1 ora di macchina da Milano e Genova: per trascorrere un weekend in Val Curone basta prendere l’autostrada A7, uscire al casello autostradale di Tortona e seguire le indicazioni per la Val Curone: in meno di 1 ora si viene catapultati in un luogo che segue i lenti ritmi della natura, dove è possibile rigenerarsi e ricaricarsi in ogni periodo dell’anno. In questo post voglio proprio parlare di quello che si può fare qui: dall’arte alla cultura, dalle attività Outdoor ai prodotti tipici del territorio… Pronti a scoprire la Val Curone?

 

WEEKEND IN VAL CURONE: SECOLI DI STORIA  

La Val Curone custodisce alcuni preziosi tesori che anche chi ambita qui a volte trascura. Come ho anticipato sopra, si tratta di un territorio di confine, che nel corso dei secoli è stato crocevia di diverse dominazioni: in passato, questa zona era luogo di transito per chi dalla Pianura Padana si dirigeva verso la Liguria. Nel corso del Cinquecento, la Val Curone diventò un importante centro per gli scambi tra lo Stato di Milano e il porto di Genova: durante i lunghi viaggi, i commercianti e caranovieri potevano trovare in valle ristoro in osterie e locande. Ancora oggi, percorrendo le antiche mulattiere, ci si imbatte nelle antiche vie del sale, un tempo utilizzate appunto per i commerci tra il mare e la Pianura Padana.

La storia della Val Curone è oggi raccontata da alcuni luoghi che ne testimoniano l’importanza che ebbe in passato e tra questi ci sono sicuramente:

PIEVE ROMANICA DI VIGUZZOLO

La Pieve di Viguzzolo è uno dei tesori della bassa Val Curone e risale al XI secolo. La Pieve è molto semplice, le pareti non presentano decorazioni ma resta un’importante testimonianza della storia locale. Durante il restauro sono state scoperte alcune parti affrescate sotto l’abside maggiore e nella Pieve di Viguzzolo è inoltre conservato un crocifisso ligneo della scuola piemontese-lombarda risalente alla metà del XVI secolo: il capo del Cristo è mobile e ruota su di un perno di legno infisso nel collo, in origine nascosto da barba e capelli veri.

 

[ La Pieve di Viguzzolo ]

 

PELIZZA DA VOLPEDO

In Val Curone, a Volpedo, è nato il celebre pittore Pelizza da Volpedo. Le sue opere, basti pensare al famoso Quarto Stato, sono molto conosciute. A Volpedo ha sede l’Associazione Pelizza da Volpedo, Onlus che organizza numerosi eventi legati al pittore e che si occupa dell’apertura dello Studio Pelizza in via Rosano e del Museo didattico in piazza Quarto Stato (qui il link: www.pelizza.it). A Volpedo poi, c’è anche un’antica Pieve romanica: la Pieve di San Pietro, in mattoni e ciottoli di fiume, risale probabilmente al X secolo. L’interno, a tre navate, ospita gli affreschi quattrocenteschi dei fratelli Boxilio. 

 

[ Volpedo ]

 

SAN SEBASTIANO CURONE 

Risalendo la Val Curone si giunge a San Sebastiano Curone, il paesino più grazioso di tutta la valle: il centro storico è caratterizzato da strette viuzze e palazzi colorati, che richiamano lo stile genovese. San Sebastiano Curone è sempre stato un centro molto importante per tutta la valle: con il passare del tempo, questo paese al confine di 4 province, divenne un importante centro di scambio. Mia nonna mi racconta sempre del grande mercato del bestiame che si teneva negli anni Cinquanta nella piazza del mercato: i commercianti, che provenivano da diverse parti del Nord Italia, si recavano qui per concludere importanti affari. Ancora oggi San Sebastiano ospita importanti fiere, tra cui la Fiera Nazionale del Tartufo (ne parlo più sotto).

[Il mercato del bestino a San Sebastiano Curone, foto di archivio del Comune di San Sebastiano Curone]

 

Nella piazza principale, dove si trova la chiesa parrocchiale, il comune in stile Liberty (Palazzo Mazza Galanti) merita sicuramente una visita. Non meno interessante il piccolo e grazioso Oratorio della Madonna Assunta, o “Oratorio dei bianchi”, nell’appartata piazzetta vicino al Palazzo del Principe. E non dimentichiamoci della chiesa della Trinità, denominata anche “Oratorio dei Rossi”, risalente al 1700. Nel cuore del paese, è anche possibile ammirare i resti del Castello, edificio fortificato utilizzato come presunta sede di un presidio dei Visconti.

 

[ San Sebastiano Curone ]

 

GIOELLI NASCOSTI: L’ORATORIO SANTA MARIA IN CAMPIS A MONTACUTO

Poco conosciuto, l’Oratorio Santa Maria in Campis è una delle opere artistiche più belle e di valore della Val Curone. L’Oratorio Santa Maria in Campis si trova nel comune di Montacuto, ed è una chiesetta che conserva bellissimi affreschi della scuola genovese del Cinquecento. Se da fuori l’oratorio non attira particolare attenzione, dentro è ricco di pitture. A causa di problemi strutturali, questi affreschi stavano scomparendo ma grazie all’intervento dei restauratori di Gabba Antichità di Tortona, sono stati in parte recuperati. La chiesa può essere visitata durante le funzioni religiose di San Fermo (il 9 agosto) e la Madonna di Settembre (l’8 settembre) e credetemi, ne vale davvero la pena! 

 

[ Interno dell’Oratorio, con i suoi preziosi affreschi ]

 

SITO ARCHEOLOGICO DI GUARDAMONTE

Situato sul Monte Vallassa al confine con la provincia lombarda di Pavia, Guardamonte è uno dei siti di maggiore importanza archeologica dell’Italia nord occidentale: gli studiosi hanno constatato che il Monte Vallassa fosse abitato fin dall’era del Neolitico medio (circa 4800 anni fa!) e sono stati rinvenuti numerosi reperti che hanno evidenziato la presenza dell’uomo fino all’epoca romana (II secolo d.C.). Gli scavi, iniziati negli anni ’50, hanno portato al ritrovamento di reperti di capanne e utensili, oggi conservati al Museo delle Antichità di Torino e al Museo di Scienze Naturali di Voghera. Oltre a queste importanti testimonianze storiche, Guardamonte custodisce fossili di epoca preistorica: incastonati tra onde di pietra che il mare modellò milioni di anni fa, i fossili possono essere facilmente visibili da chiunque. Per scoprire il sito archeologico di Guardamonte si può percorrere la passeggiata che porta alle onde di pietra (su Guardamonte e tutto quello che si può fare, ho scritto un post: Guardamonte: praticare attività outdoor tra onde di pietra e fossili marini). Infine, da Guardamonte si ha una bellissima vista aerea sulla Val Curone e la vicina Varzi!

 

[ Le onde di pietra di Guardamonte ]

 

WEEKEND IN VAL CURONE: ATTIVITA’ ALL’ARIA APERTA

CICLISMO & MOUNTAIN BIKE

In Val Curone si possono fare tantissime attività outdoor. Qui, su questi pendii, si allenava il celebre Fausto Coppi, che viveva nella vicina Castellania (in Val Grue, nella cornice dei Colli Tortonesi). Oggi come allora, sono moltissimi i ciclisti che percorrono le strade della Val Curone in bicicletta. Grazie ai numerosi percorsi su sterrato, è anche possibile fare Mountain bike: a Caldirola, in Alta Val Curone, per gli appassionati di downhill c’è il Caldirock Bike Park (aperto i weekend da fine marzo fino a fine novembre: www.seggioviacaldirola.it)

 

[ Faggeta sul Monte Giarolo in autunno ]

ESCURSIONISMO

La Val Curone è ricca di sentieri e si ha l’imbarazzo della scelta: escursioni di mezza giornata, passeggiate brevi, cammini di più giorni. Sono davvero moltissimi i sentieri mappati! Tra i percorsi più belli, vorrei citare i sentieri che portano al Monte Giarolo, i sentieri per il Monte Ebro (che con i suoi 1.700 m slm è la vetta più alta della provincia di Alessandria) e ancora, i sentieri della Val Museglia. Ho scritto diversi articoli sui percorsi escursionistici più belli da fare in Val Curone, nella vicina Val Borbera e nell’Appennino delle 4 province, qui il link: Escursionismo nell’Appennino delle 4 Province

 

[ Verso il Monte Ebro ]

ARRAMPICATA

Per gli amanti dell’arrampicata, il sito di Guardamonte è unico nel suo genere: qui si arrampica su onde di pietra, formazioni rocciose che il mare ha modellato milioni di anni fa, tra svase e prese tondeggianti su vie che vanno dal 4a al 7b+, tutte ben chiodate. Qui sul blog ho scritto un post dettagliato sull’arrampicata a Guardamonte!

 

[ Onde di pietra a Guardamonte ]

PARAPENDIO

Per un panorama unico sulla Val Curone e la Valle Staffora, a Ca’ del Monte, vicino a Guardamonte, è possibile provare l’emozione di volare con il parapendio.

Ca’ del Monte si trova poco sopra Musigliano e da qui partono i voli in parapendio: con un istruttore si vola sopra il Monte Vallassa e si può godere di una vista privilegiata sulle conformazioni rocciose di Guardamonte.

Per avere maggiori informazioni visita il sito dell’agriturismo Ca’ del Monte: www.cadelmonte.com.

 

[ Parapendio, in volo sulla Val Curone ]

 

ALTRI LUOGHI/ATTIVITA’ DI INTERESSE IN VAL CURONE

OSSERVATORI ASTRONIMICI: ci sono due osservatori astronomici qui: l’osservatorio Astronomico Naturalistico di Casasco e l’Osservatorio Astronomico di Ca’ del Monte. Pensate che questa zona è una delle più buie di Italia ed è quindi ideale per osservare il cielo e stelle. Questi due osservatori sono aperti al pubblico e durante l’anno organizzano numerosi eventi. Qui i rispettivi siti:

Osservatorio di Casasco: www.astroamibente.org

Osservatorio Cà del Monte: www.osservatoriocadelmonte.it

BIG BENCH: di recente a Casasco è stata installata una Big Bench: si tratta di una panchina gigante che regala un bel panorama sul paesino di Casasco e sulle colline della Val Curone. 

CALDIROLA: da sempre Caldirola è una meta amata dagli abitanti della zona per una breve gita fuori porta. Negli anni ’70-’80 Caldirola era un importante centro turistico, c’erano diversi alberghi e tanti milanesi, tortonesi e genovesi vi trascorrevano le vacanze estive ed invernali. Poi con il passare degli anni molti hanno preferito recarsi in altre mete e oggi Caldirola non è più molto frequentata. Tuttavia, per chi vuole prendere un po’ di fresco durante le calde estati oppure giocare con la neve in inverno, può venire qui: a Caldirola c’è un bar, una pista da sci che in estate si trasforma in pista di downhill e da qui partono diversi percorsi escursionistico, tra cui il sentiero 113 che porta al Rifugio Orsi. Grazie alla seguiva è inoltre possibile salire fino al Monte Gropà (1429 m slm) e raggiungere a piedi il Monte Giarolo. Tutte le info su Caldirola sul sito: www.seggioviacaldirola.it

 

TRADIZIONI IN VAL CURONE

MUSICA POPOLARE: I PIFFERI 

La musica del piffero e della fisa sono parte integrante della cultura e della tradizione della Val Curone e più in generale del territorio circostante, l’Appennino delle 4 Province. Durante i matrimoni, le feste patronali e le ricorrenze, il piffero e la fisa erano pronti a far ballare tutti: oggi come allora, la loro musica allieta le feste e le manifestazioni della Val Curone. Anche se per un periodo la tradizione dei pifferi stava per scomparire, oggi sono tante le persone che suonano questo strumento e non è per niente difficile unirsi ad una giga, il ballo di gruppo che si tramanda di generazione in generazione.

La tradizione del piffero è stata valorizzata in Val Curone anche grazie all’annuale manifestazione “Sunadù”, organizzata dalla Pro Loco di Montacuto: lo scopo della manifestazione era quello di ricordare ogni anno un “Sunadù” del passato, cioè letteralmente un “suonatore” di piffero e omaggiarlo con aneddoti e curiosità sulla musica popolare raccontati dal duo Valla-Scurati. Alla manifestazione partecipavano anche dei gruppi di musica popolare provenienti da diverse parti d’Italia: un bell’evento che purtroppo per ora è in stand-by. 

 

[ Piffero e fisa (duo Valla e Scurati) durante la festa di Sunadù, a Montacuto ]

 

FESTE RELIGIOSE

Sono diverse le celebrazioni religiose che animano i diversi periodi dell’anno la Val Curone. Tra queste ci sono sicuramente l’Addolorata (settembre): San Sebastiano Curone si anima per Artinfiera, manifestazione dove gli artigiani espongono le loro creazioni nelle antiche botteghe del paese. Da menzionare anche la Festa del Redentore: è tradizione ritrovarsi la prima domenica di agosto sul Monte Giarolo, per celebrare l’anniversario della Statua del Cristo Redentore, posata per la prima volta nel 1901. Altra festa religiosa molto sentita è la Madonna della Guardia a Montacuto: durante la funzione religiosa, la statua della Madonna (donata dai reduci della Grande Guerra) viene portata in processione fino all’Oratorio della Madonna dei Campi. 

FIERA DEL TARTUFO

Nel mese di novembre, precisamente il terzo e quarto weekend del mese, San Sebastiano Curone ospita la Fiera nazionale del tartufo: da oltre 35 anni banchetti di prodotti tipici e commercianti di tartufi riempiono le strade del centro di San Sebastiano e i ristoranti offrono menù di degustazione a base di tartufo bianco e nero. La domenica, nella Sms, si svolge l’asta del tartufo e viene assegnato il riconoscimento il “Tartufo d’oro” ai tartufai della zona. 

 

[ Monte Giarolo, statua del Cristo Redentore ]

 

WEEKEND IN VAL CURONE: LE ECCELLENZE ENOGASTRONOMICHE

La Val Curone, oltre a paesaggi incontaminati, è gastronomia. Qui si seguono i ritmi delle stagioni e tutti i prodotti sono coltivati e lavorati seguendo la stagionalità. Tra i prodotti tipici della Val Curone troviamo:

LA FRUTTA: la pesca di Volpedo, le mele, le albicocche, le fragole e le ciliegie 

La Val Curone offre in ogni stagione frutta deliziosa. A inizio primavera fino ad estate inoltrata, salendo per la valle ci si accorge della presenza di produttori locali lungo la strada: questo è uno dei tanti modi per acquistare la frutta in Val Curone. Ma ci sono anche aziende agricole con lo spaccio, come per esempio il negozio di alimenti de La Barca, l’azienda La Montemarzina a Montemarzino e l’azienda agricola Lucotti Mauro, per citarne solo alcuni. Ma andiamo per ordine.

LA PESCA DI VOLPEDO: La pesca di Volpedo è il frutto più rinomato della Val Curone: a partire dagli anni Venti, a Volpeglino e nei paesi limitrofi, si iniziò a coltivare questa varietà di pesca. Dopo che la fillossera distrusse i vigneti, il Cav. Guidobono iniziò a coltivare le pesche a Volpeglino. Le piante della pesca si adattano molto bene a questo territorio: dagli anni trenta, grazie all’Avv. Carlo Baravalle, si istituì il mercato di Volpedo e la pesca di Volpedo iniziò ad essere venduta in diverse città del Nord Italia. Nel 1999, la pesca di Volpedo fu inserita tra i prodotti agroalimentari Tradizionali (P.A.T.,) per il suo sapore delicato e particolare. Le pesche di Volpedo si possono assaggiare durante i mesi estivi, quando vengono raccolte vicino alla maturazione (la polpa risulta bella succosa e compatta). La pesca di Volpedo si può anche gustare in inverno: le pesche sciroppate si possono preparare a casa oppure acquistare all’azienda agricola La Montemarzina (a Montemarzino). 

 

[ La pesca di Volpedo ]

 

MELE: In Val Curone le mele vengono coltivate nel territorio tra Volpedo e San Sebastiano Curone. Anche se la pesca di Volpedo è il frutto più conosciuto, la mela della Val Curone è un prodotto di qualità al pari della pesca di Volpedo. Grazie alla coltivazione senza irrigazione, la mela della Val Curone ha un gusto molto saporito. La varietà della mela Carla, oggi si alterna con la vasta produzione di mele renette. 

FRAGOLINA PROFUMATA DI TORTONA: in Val Curone si coltiva anche la fragolina di Tortona, presidio Slow Food. La nascita di questa varietà di fragola è molto antica e fu nell’Ottocento che si iniziò a parlare di “profumata”. Non molto grande ma molto profumata e con la polpa bianca, la fragolina di Tortona è molto gustosa e simile alla (sua antenata) fragola di bosco. Questa fragola ha una stagione breve, che dura circa 3 settimane (fine maggio-inizio giugno): per questo motivo, non si conserva a lungo e deve essere consumato in giornata. E’ un prodotto che stava scomparendo: oggi, grazie ad alcuni produttori locali, la fragolina è tornata a gustare i palati. 

CILIEGIE: in Val Curone le ciliegie sono il frutto che annuncia l’inizio dell’estate. Sono tantissime le piante che a giugno si colorano di rosso e regalano i succosi frutti rossi. Nella zona sono famosissime le ciliegie di Garbagna: anche se non siamo in Val Curone, le ciliegie sono un prodotto tipico di questa zona da acquistare da uno dei tanti produttori locali. 

 

TARTUFO

Il tartufo è la perla gastronomica della Val Curone. Pensate che in alcune lettere del 1400 conservate all’archivio storico di Milano, si legge che un castellano della Val Curone inviava tartufi al Duca di Milano. Il Val Curone si trovano sia tartufi bianchi che tartufi neri: la peculiarità dei tartufi di questa valle è la loro varietà, che permette di mangiare tartufi tutto l’anno: a febbraio il nero pregiato (Tuber melanosporum), a maggio il bianchetto (Tuber borchii), a fine agosto lo scorzone (Tuber aestivum) e i primissimi e immaturi bianchi pregiati (Tuber magnatum). 
Questo fungo prelibato può essere guastato in ogni stagione ma è in autunno che il profumo è più intenso e proprio in autunno, a novembre, il pregiato tubero viene celebrato con la storica fiera nazionale dei tartufo di San Sebastiano Curone. Oggi come allora, il tartufo della Val Curone, oltre che finire sulle tavole dei ristoranti della zona, viene anche venduto ai ristoranti delle grandi città italiane, soprattuto alla vicina Milano, proprio come accadeva nel 1400!

 

[ Tartufi bianchi della Val Curone in mostra alla Fiera del Tartufo di San Sebastiano Curone ]

 

MONTEBORE

Un formaggio che stava scomparendo, il Montebore. Prodotto fin da tempi remoti (perfino Leonardo da Vinci lo assaggiò!), questo formaggio cadde nel dimenticatoio per diverso tempo fino a quando, nel 1997, si cercò di recuperarlo: Roberto Grattone e Agata Marchesotti della Cooperativa Vallenostra chiesero la ricetta alle anziane signore del piccolo paesino di Montebore (frazione del comune di Dernice, che vi consiglio di visitare!): oggi il formaggio Montebore è presidio Slow Food. Questo formaggio si caratterizza per la sua curiosa forma a piramide: è prodotto con latte misto crudo, 70% latte vaccino e 30% latte ovino e caglio naturale. I formaggi della Val Curone si possono acquistare al Caseificio Terre del Giarolo

SALAME NOBILE DEL GIAROLO

Chiamato così perché realizzato con le parti più nobili del maiale, il salame della Val Curone è famoso tanto quello della vicina Varzi. Il salame nobile del Giarolo si caratterizza per la sua lavorazione: la mondatura a coltello permette di eliminare tutti i nervi presenti nella carne, che viene successivamente macinata e insaporita con sale, pepe e vino, per poi essere insaccato in budello naturale e legato a mano. Il salame viene poi fatto stagionare in antiche cantine.  [Per scelte alimentari – ed etiche – personali, non consiglio produttori.]

VINI: IL TIMORASSO

Un altro prodotto di eccellenza, dimenticato e poi recuperato, è il Timorasso. Il timorasso è un vitigno a bacca bianca, un vitigno autoctono del tortonese. Come descrivere il timorasso? Queste le parole dei produttori: “Il Timorasso è un vitigno rustico e vigoroso, dalla produttività buona ma non elevata, generalmente inferiore a quelmla dell’uva Cortese con la quale condivide molte zone produttive. Un tempo era utilizzato sia per la vinificazione che per il consumo allo stato fresco, mentre attualmente viene vinificato sia insieme ad altre uve bianche locali che in purezza, ottenendone un vino sicuramente originale, di acidità moderata, dotato di una piacevole sapidità ed una buona resistenza all’invecchiamento.

Le sue origini sono antichissime, risalgono al Medioevo: in passato questo vino era molto apprezzato e antichi documenti citavano questo vino, già conosciuto al diffusori del tortonese. L’abbandono delle valli, la maggiore facilità nelle produzione del Cortose e del Barbera, portarono il Timorasso quasi alla scomparsa. Ma alla fine degli  anni Ottanta, un vignaiolo della Val Curone, Walter Massa, con altri viticoltori del tortonese decise di recuparare il Timorasso. Oggi il Timorasso è un vino prodotto da tutti i viticoltori della zona ed molto amato e apprezzato, tanto che ha ricevuto i TRE BICHIERI della Guida Dei Vini d’Italia (uno dei più grandi riconoscimenti a livello nazionale). 
Dove gustare il Timorasso? Sicuramente si trova in tutti ristoranti della zona, ma vi consiglio, oltre che i Vigneti Massa a Monleale, questi vignaioli in Val Curone: Poggio Paolo (a Brignano Frascata), Vigneti Repetto e Pomodolce (a Montemarzino). Nel tortonese ci sono tantissimi vignaioli, personalmente consiglio i vini di Mariotto e e della Colombera, entrambi vignaioli a Vho, frazione di Tortona.

 

 [ Vigneti in Val Curone ]

 

pane grosso 

Il Pane grosso di Tortona è un pane di grano San Pastore: questo pane si caratterizza proprio per la farina di grano San Pastore, molita a pietra. La sua forma, tondeggiante con una stella a otto punte, lo rende inconfondibile nei panifici della zona: questa stella che “marchia” il pane grosso di Tortona, richiama la stella cheFederico II fece raffigurare sulle più importanti città del suo Impero, tra cui Tortona, ai piedi della Val Curone. Questo pane, oltre ad un sapore di altri tempi, si conserva per diversi giorni senza perdere la sua bontà. Pensate che il Pane Grosso è addirittura un marchio registrato! In Val Curone è possibile assaggiare questo pane presso la panetteria di Beppe e Rita, “Sapore di Pane” a San Sebastiano Curone. 

 

WEEKEND IN VAL CURONE: DEGUSTARE I PRODOTTI TIPICI

Sono tantissimi i ristoranti e agriturismi in Val Curone dove gustare il territorio: ognuno di loro propone piatti della trazione da abbinare con i fantastici vini. Qui vi consiglio qualche ristorante/agriturismo e i piatti da assaggiare (anche per vegetariani), tipici della Val Curone e dintorni:

RISTORANTE BELVEDERE a Gremiasco. Ristorante a conduzione famigliare gestito dai fratelli Giuliano e Alberto (con in cucina l’aiuto della loro mamma Agnese). Menù stagionale con piatti della tradizione. Da provare: la torta salata di cipolle. 

RISTRANTE CORONA a San Sebastiano Curone: storico locale gestito da Marta, offre piatti della tradizione: da non perdere la torta di riso e i gelati artigianali.

AGRITURISMO CASCINA CA BELLA a San Sebastiano Curone: Agriturismo immerso nel verde appena fuori San Sebastiano Curone (dove è anche possibile pernottare). Da provare le pizze con i prodotti del territorio. 

AGRITURSISMO GUARDAMONTE a Musigliano: agriturismo a conduzione famigliare situato a Guardamonte con un super panorama sulla Val Curone e Varzi. Da non perdere i piatti a base di tartufo e il sabato sera, il giro pizza. 

LA BAITA a Salogni: Ristorante a gestione famigliare, situato in Alta Val Curone, nel paesino di Salogni, ai piedi del Monte Ebro. 

RISTORANTE BELVEDERE 1919 a Pessinate: questo ristarete è in Val Borbera ma è davvero ottimo e non posso non consigliarlo: gli chef Fabrizio e Serena Rebollini (che probabilmente avrete visto ospiti diverse volte da Antonella Clerici) sono in grado di unire i sapori della tradizione con la vicina cucina ligure. Piatti dunque di una terra di confine come è la Val Curone e la vicina Val Borbera, rivisitati e semplicemente deliziosi. Menu alla carta. Da provare i malfatti. 

 

WEEKEND IN VAL CURONE: EVENTI DA NON PERDERE!

Anche se ora è tutto fermo, speriamo che presto la Valle si animi con eventi e manifestazioni, perché in genere in Val Curone se ne organizzano davvero tanti! Ecco alcuni che in genere si tengono tutti gli anni: 

  • CALICI DI STELLE: a Monleale, in occasione della notte di San Lorenzo, si organizza una serata con degustazione dei vini del territorio;
  • FESTA DEL REDENTORE SUL MONTE GIAROLO: tutti gli anni, dal 1901, ci si ritrova la prima domenica di agosto sul Monte Giarolo per festeggiare l’anniversario in cui è stata portata la statua del Redentore sul Monte e per fare un bel pic nic con amici e parenti;
  • FESTA DEL MONTEBORE: a Montebore (frazione di Dernice) in genere a fine agosto: un’occasione per scoprire la storia di questo formaggio e il paesino dove è nato;
  • FESTA DELLE CASTAGNE: ogni anno, nel mese di ottobre, ci si ritrova a Selvapiana per gustare deliziose caldarroste;
  • FIERA NAZIONALE DEL TARTUFO: a San Sebastiano Curone, il terzo e quarto weekend di novembre, una fiera nazionale per gustare il tartufo nero e il bianco.

Queste sono solo alcune delle manifestazioni che vengono organizzate in Val Curone (emergenza Covid permettendo): sui siti dei vari comuni e nelle varie pagine Facebook (per esempio: Ufficio Turistico Territoriale) vengono costantemente aggiornate le informazioni relative alle sagre e anche sul gruppo Facebook: Zona Val Curone. 

 

COSA VEDERE NEI DINTORNI DELLA VAL CURONE

Come dicevo all’inizio, la Val Curone è una terra di confine. La Val Curone fa parte dell’Appennino delle 4 Province, dei Colli tortonesi e Terre del Giarolo.  Ecco cosa vedere:

VAL BORBERA

La Val Borbera si trova accanto alla Val Curone ed è una valle altrettanto incantevole. E’ molto più selvaggia della Val Curone, in quanto di difficile accesso: il torrente Borbera infatti, nel corso dei millenni ha creato le Strette di Pertuso, un canyon di 4 km che si estende da Persi fino a Borghetto Borbera. La strada di accesso alla cuore della Val Borbera costeggia le Strette di Pertuso con tornanti stretti e vertiginosi, che offrono panorami super sulle acque color smeraldo del torrente. Come la Val Curone, anche la Val Borbera è una meta ideale per tutti coloro che ricercano un autentico contatto con la natura: molte persone vengono qui in estate per rinfrescarsi nel Borbera, in una delle tante spighette naturali create dal greto del fiume (molto bella è l’area attrezzata di Boscopiano). 

In Val Borbera merita una visita il Castello di Borgo Adorno: questo castello, molto bene conservato, fu costruito nel 1100 durante il periodo del basso medioevo dagli Spinola, famiglia genovese. Nel 1518 il Castello passò alla famiglia Adorno, che trasformò il castello medievale dandogli l’aspetto che vediamo oggi. Il Castello è ancora oggi di proprietà privata degli Adorno e si può visitare durante le giornate del FAI. Accanto a Borgo Adorno si trova Vendersi, un piccolo paesino che è stato letteralmente popolato da tantissimi spaventapasseri, che con la loro presenza abbelliscono ogni angolo del paese!

La Val Borbera poi, può essere esplorata a piedi con il Cammino dei ribelli, un percorso sociale ad anello, cha parte e si conclude alla stazione di Arquata Scrivia: in 7 giorni (per un totale di 130 km, divisi in 7 tappe) si risale la Val Borbera, percorrendo antiche mulattiere, attraversando paesi fantasma e incontrando le tradizioni e la cultura di questa terra di confine. Qui il link al sito del cammino: www.ilcamminodeiribelli.com

[ Scorci di Val Borbera ]

 

Colli Tortonesi: CASTELLANIA

Castellania è un piccolo paesino situato nella Valle Ossona, in provincia di Alessandria: abitato da poco più di 80 abitanti, nel corso del tempo è diventato un museo a cielo aperto dove vive la memoria di Fausto Coppi. Per valorizzare le colline dove il celebre ciclista è nato e cresciuto, il comune di Castellania ha aperto al pubblico la casa natale di Coppi, creato il Centro di documentazione su Coppi e decorato i muri del paese con le immagini dell’Airone (altro soprannome di Coppi, chiamato così perché andava talmente veloce che sembrava volasse!). Nel 2005 è anche stato inaugurato un percorso ciclabile (“Circuito di Castellania”) di 16,4 km che si snoda nei dintorni di Castellania, con bellissimi panorami sui colli tortonesi. Castellania si trova poco distante dalle Torri di Sant’Alosio: costruite durante il Medioevo sulla sommità della collina sopra Castellania, erano torri di osservazione e di difesa, circondate probabilmente da un muro di cinta, oggi non più visibile. Dalle due torri è possibile ammirare un panorama a 360 gradi sui colli tortonesi, sulla pianura padana e sull’Appennino ligure. Per scoprire di più su Castellania e dintorni, ho scritto un post per un bell’itinerario a piedi: A piedi per i sentieri di Castellania, a casa di Fausto Coppi. 

 

[ A piedi nei dintorni di Castellania ]

 

TORTONA

La Val Curone si estende verso la Pianura Padana fino a Tortona, una graziosa cittadina di provincia, molto ben collegata a Milano, Torino e Genova. Tortona è un’antichissima città: questa zona fu abitata fin nel Neolitico per poi diventare colonia romana nel 120 d.C. In epoca medievale poi, Tortona divenne un’importante centro, crocevia di scambi tra Liguria e Lombardia. Oggi Tortona è una tranquilla città di provincia, dove è possibile trascorrere una piacevole giornata nel suo centro storico: vicino a Piazza del Duomo si trova la Via Emilia, con i suoi portici e poco più distante, il Parco del castello e il Santuario della Madonna della Guardia. Merita una visita anche la Pinacoteca sul Divisionismo! Da assaggiare i buonissimi Baci di Dama, che si trovano facilmente in tutte le pasticcerie della città (consiglio Vercesi, Casali e Zuccarelli). 

 

CASTELLO DI PIOVERA

A Piovera (AL), poco distante da Tortona e la Val Curone, si trova un castello da favola: la sua architettura a ferro di cavallo, le sue torri e gli interni perfettamente conservati, rendono questo castello uno dei più belli d’Italia. Il Conte Calvi (proprietario del Castello) ha cercato negli anni di valorizzare al massimo il Castello e il suo parco attraverso diversi percorsi storico-artistici e, accompagnando personalmente i visitatori, grazie alle sue dettagliate spiegazioni, riesce a trasmettere l’entusiasmo e la passione che nutre per il suo Castello. Per maggiori informazioni sul Castello di Piovera e la visita: Una notte al Castello di Piovera

 

[ Il Castello di Piovera ]

VARZI

Spostandoci nella vicina Lombardia, il borgo di Varzi merita sicuramente una visita. Questo piccolo borgo dell’Oltrepò Pavese, conosciuto per il salame di Varzi, è molto grazioso e si caratterizza per le strette viuzze e il Castello Malaspina. A Varzi è molto piacevole trascorrere una giornata di estate: i ristoranti e i bar si animano di gente. 

 

Siamo giunti alla fine di questo breve ma intenso viaggio per un weekend in Val Curone: spero che questo articolo possa essere utile a chiunque voglia esplorare questo bel territorio, poco conosciuto ma con tanto da offrire!


 

 
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4 Comments

  1. Vilma

    Ho scorso l articolo un po di corsa….amo la val curone e da tempo ho in bozza un articolo di guida x chi vuole conoscere questa valle che ho frequentato e conosciuto meglio in questi ultimi anni. Avrei voluto aiutare a diffondere la conoscenza della Val curone….credo che a breve completerò quanto iniziato.
    Questa comunque è una guida molto completa e fatta molto bene. Manca qualche posto che io ho visitato e che merita di essere segnalato ma sicuramente molto ampia. E dettagliata. Mi riprometto di leggerla più in dettaglio. Comunque complimenti.

    1. Ciao Vilma, grazie! Ci tengo molto a far conoscere il mio territorio perché trovo che sia la meta ideale per chi cerca un autentico contatto con la natura e prodotti enogastronomici di qualità. E sono molto contenta che ti sia piaciuta la Val Curone e che anche tu cerchi di sponsorizzarla! Un saluto, Federica

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